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L'Intervista

Biancavilla tra mafia ed illegalità:
le nostre domande ai tre candidati

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La cappa della criminalità e la posizione del Comune. Gli episodi di cronaca e i silenzi del governo cittadino. Un corpo di polizia municipale, che va “rifondato”. Temi cruciali. Ma assenti in tutta questa campagna elettorale. Biancavilla Oggi colma ora la grave lacuna.

 

di Vittorio Fiorenza

La pista ciclabile e il wifi gratuito. I marchi internazionali per i nostri prodotti. La sanità d’eccellenza a due passi da casa. Potremmo continuare a lungo questo elenco di brillanti promesse elettorali che disegnano (e sognano) una Biancavilla “svizzera”. Ma la realtà è quella con cui dovranno fare i conti gli amministratori, che tra qualche giorno saliranno al palazzo comunale.

E anziché chiudersi in quelle stanze, magari solo per pontificare e sentenziare dai profili social, dovranno avere la capacità di affacciarsi dal balcone o scendere dal marciapiedi per avere una visuale di quella Biancavilla che per omertà e disimpegno si preferisce nascondere e rimuovere dal dibattito pubblico e mediatico.

La narrazione da Istituto Luce della #bellabiancavilla, che è servita al tentativo di tale “rimozione”, la si lasci ora all’archivio della retorica dell’autoglorificazione. E si guardi con coraggio, fin dentro le viscere, la Biancavilla più cruda.

C’è una Biancavilla di eccellenza, di grandi risorse, di enormi capacità. Che inorgoglisce. Abbiamo dedicato centinaia di pagine per illuminarla.

Ma senza dimenticare le gravi ombre. Chi si candida al vertice del governo cittadino deve comprendere che con “questa” altra città deve fare innanzitutto i conti. E che amministrare non significa soltanto tagli di nastri e passerelle televisive, autoelogi su Facebook e monologhi autocompiaciuti in tv.

Bonanno, Mastrocola, Mignemi avete consapevolezza della città che vi proponete di amministrare?
BONANNO. Sì, abbiamo piena consapevolezza. Biancavilla è ormai tristemente nota per i fatti di cronaca o episodi negativi che non risaltano le eccellenze locali. Ma siamo altrettanto consapevoli che c’è una parte della nostra comunità che dev’essere risvegliata e rilanciata. Ci siamo candidati proprio per questo: ridare lustro alla nostra città.
MASTROCOLA. Biancavilla è una città con tante persone perbene con buoni ideali e senso civico sviluppato. Poi c’è un’altra parte direttamente o indirettamente legata al mondo della criminalità organizzata o della mafia. La consapevolezza c’è, sarebbe surreale se qualcuno negasse questa realtà.
MIGNEMI. Ho scelto di candidarmi e ho la consapevolezza che la carica di sindaco comporta diverse difficoltà e certi rischi.

Biancavilla è un paese ad illegalità diffusa. Assimilarla ad altre realtà simili o peggiori è un atteggiamento confortevole per tutti, ma i problemi non si rimuovono. Sono sempre lì. La vostra ricetta di governo, per quel che può e deve fare il Comune su questo fronte?
BONANNO. Il Comune deve intervenire sin da subito nelle scuole, con i ragazzi. È necessario un cambio di mentalità, se vogliamo una Biancavilla in grado di mettere di lato l’illegalità diffusa. Dobbiamo puntare sulla cultura e sulle nuove generazioni. E allo stesso tempo essere intransigenti e sanzionare gli episodi che competono all’amministrazione comunale.
MASTROCOLA. Bisogna essere impermeabili ad ogni forma di collusione ed essere determinati, onesti e integerrimi.
MIGNEMI. Tanta microcriminalità è dettata dalla mancanza di lavoro. Una priorità è arginare il problema della disoccupazione. E bisogna lavorare in stretta collaborazione con le forze dell’ordine.

Nell’ottobre del 2016, il trionfo dell’illegalità con i fatti avvenuti nella fiera del bestiame di via della Montagna. Una fiera che era allestita abusivamente ogni anno, nella più totale indifferenza del Comune. Lo ritenete ammissibile?
BONANNO. Non è ammissibile. Tutti gli episodi di illegalità vanno condannati.
MASTROCOLA. È stato fatto un errore basilare. Non è che sia impossibile organizzare una fiera del bestiame, ma va fatta dentro i canoni della legalità. Tutto il resto non è ammissibile.
MIGNEMI. Non è ammissibile, ma cambiare certe abitudini è molto difficile. Se sarò io il sindaco di Biancavilla, questo aspetto avrà la mia attenzione e farò di tutto per evitare che fatti simili si ripetano.

In quell’occasione, un carabiniere (il mar. Guido Costigliola) è stato aggredito a sangue e due donne (l’avv. Pilar Castiglia e l’attivista Lav Angelica Petrina) picchiate selvaggiamente e derubate. Il Comune non ha speso una parola per loro.
BONANNO. Non conosco le motivazioni per cui l’amministrazione non sia stata vicina a loro. Noi auspichiamo un’inversione di tendenza.
MASTROCOLA. Io sono figlio di un maresciallo dei carabinieri e ho prestato servizio come ufficiale della Marina nella capitaneria di porto. Faccio questa premessa per dire che ritengo l’episodio assurdo e, al di là del percorso giudiziario, il Comune avrebbe fatto bene a prendere una posizione e spendere qualche parola.
MIGNEMI. Hanno sbagliato. È una mancanza del Comune. La vicinanza a chi è stata vittima di violenza sicuramente andava manifestata.

Proprio ieri c’è stata l’udienza preliminare, che vede 18 imputati (tra cui 8 vigili urbani). Sono 10 le richieste di costituzione di parte civile. Manca quella dell’amministrazione Glorioso. Da semplici cittadini, vi sentite rappresentati da questa scelta o è motivo di vergogna?
BONANNO. Non conosco i dettagli per cui l’amministrazione non si è costituita parte civile. È chiare che può creare imbarazzo. Bisogna esaminare gli atti e prendere una decisione nel più breve tempo possibile.
MASTROCOLA. Non conosco i dettagli processionali. Se non è stato fatto per paura, leggerezza, superficialità è stato un enorme errore.
MIGNEMI. L’assenza del Comune è una mancanza, ma bisogna capire esattamente come sono andati i fatti. Cosa che conosco, ma solo a livello giornalistico.

In udienza dibattimentale, se lei sarà eletto, potrà probabilmente rimediare. Lo farà?
BONANNO. Valuteremo, sicuramente sì.
MASTROCOLA. Certamente lo farò, dopo avere visto le carte.
MIGNEMI. Vedendo gli atti, è una delle cose da portare avanti.

A proposito di processi, l’amministrazione uscente ha creato forti imbarazzi per la mancata scelta di costituirsi parte civile nei processi “The wall” e “Garden”. Lo ha fatto per i procedimenti scaturiti dai blitz “Onda d’urto” e “Reset” perché tirata per le orecchie da Biancavilla Oggi, da un paio di consiglieri comunali e dall’associazione Libera Impresa. Se lei sarà eletto sindaco, potremmo sperare che la partecipazione del Comune in processi di mafia diventerà un atto spontaneo, convinto e dovuto?
BONANNO. Anche in quest’ambito invertiremo la tendenza. Ci adopereremo in tale direzione. La risposta è sì.
MASTROCOLA. Sono per l’assoluta legalità e tutto ciò che serve per la sua promozione, va fatto. Io dedico ore di lezioni a parlare di questi argomenti. La risposta è sì, una volta conosciute le carte.
MIGNEMI. Credo proprio di sì.

La famiglia Arena, che ha innescato le ultime due operazioni antiracket, adesso vive sotto protezione, fuori Biancavilla. Ma lamenta la distanza del sindaco (che non si sarebbe mai fatto sentire, a parte qualche messaggio Facebook) e, anzi, ritiene la costituzione di parte civile del Comune –così come è avvenuta– un atto strumentale, utile solo a ragioni di immagine. Si sente, lei, di riconoscere a questa famiglia il merito di avere scelto la via della legalità ed indicare la denuncia come unica strada per liberarsi dall’omertà e dalla cappa del racket delle estorsioni?
BONANNO. Ho massima stima, soprattutto di Luca, che conosco personalmente. Mi auguro che quanto prima possa ritornare a Biancavilla, non solo da “eroe” ma anche da esempio per le nuove generazioni.
MASTROCOLA. Assolutamente sì, ma la solidarietà da sola non basta perché ci vuole una presenza massiccia e tangibile dello Stato.
MIGNEMI. Assolutamente sì, se le persone hanno il coraggio di denunciare le estorsioni e ogni illegalità, che ben vengano. Sono a favore di chi denuncia qualsiasi illegalità.

Per il caso della cosiddetta “ambulanza della morte”, Biancavilla è finita sulle pagine dei giornali di tutto il mondo con un danno di immagine “planetario”. Toccherà a lei, se eletto, la scelta di essere presente al processo. Lo farà?
BONANNO. Sì, certamente.
MASTROCOLA. Lo farò senza dubbio.
MIGNEMI. Se verrò chiamato a questo compito, sicuramente sì.

Dopo un decennio amministrativo, Biancavilla ci viene consegnata più brutta, più incivile, più illegale. Effetto, certo, di una parte di cittadini insofferente alla convivenza e alle regole. Ma l’inciviltà e l’illegalità sono “fenomeni” che si governano e si contrastano. A Biancavilla non è avvenuto perché vige l’impunità. Lei come intende invertire la rotta?
BONANNO. Lo dicevo prima. Ci vuole un cambio di passo, investendo nella scuola. È lì che si forma il cittadino con l’educazione civica e il senso del dovere. E poi il controllo del territorio. La cittadinanza deve avere consapevolezza che l’amministrazione non solo è pronta a controllare, ma anche a sanzionare.
MASTROCOLA. Pugno di ferro, ma ci vuole un’opera di civilizzazione. Due cose che vanno assieme: educare e reprimere.
MIGNEMI. Non penso che Biancavilla sia sprofondata nel buio e che, come dicono i miei competitor, va riacquisita la dignità di essere biancavillesi. Io sono orgoglioso di essere biancavillese e non ho nessuna intenzione di cambiare totalmente Biancavilla. Sicuramente va molto migliorata. Ma dire che non c’è niente che funzioni, no. Non siamo come 20-30 fa e non va data ogni colpa all’amministrazione uscente. Governare è una cosa molto difficile. In questi giorni tutti promettiamo, ma se saremo con le mani in pasta non sarà così facile. Bisogna stare con i piedi per terra e un po’ di solidarietà nei confronti dei sindaci impegnati.

In questo contesto, l’inadeguatezza del corpo di polizia municipale è sotto gli occhi di tutti. Persino davanti al comando è possibile fare sosta selvaggia o passare e ripassare con scooter senza casco con la certezza che nessuno ti dica nulla. Un quadro emblematico di una credibilità della polizia municipale mai così bassa. Non crede?
BONANNO. Su questo metteremo ordine e rilanceremo e stimoleremo maggiormente i vigili urbani per imprimere anche qui un’inversione di tendenza.
MASTROCOLA. Se diventerò sindaco è una delle prime cose da attenzionare. Bisogna riqualificare questo corpo di polizia municipale per renderlo più presente e valorizzare quelle figure che meritano.
MIGNEMI. Purtroppo è così. Bisogna vedere, però, il contesto e certi periodi di maggiore impegno, come in questa fase elettorale. I vigili urbani non sono così di numero adeguato, sono chiamati ad affrontare diverse questioni, dalle microdiscariche al randagismo fino agli incidenti stradali. Certo, controlli più incisivi e una tiratina di orecchie ci vorrebbero. Sono convintissimo.

Ai tempi di Manna, i vigili urbani eseguivano persino arresti di qualche ex sindaco per violazioni di sigilli ad immobile abusivo. Oggi è impensabile che venga loro affidato un compito del genere. Vengono visti come “quelli delle strisce blu” e basta.
BONANNO. Io sono fiducioso che possano dimostrare di potere svolgere bene il loro lavoro.
MASTROCOLA. Viene in mente il lavoro fatto a Milano da Albertini che ha rivoluzionato il corpo della polizia municipale. Tutto sta nella capacità di riorganizzare l’intero servizio.
MIGNEMI. Bisogna rivedere, dal comandante, agli ufficiali e ai sottoufficiali, un ruolo più incisivo sia per la città e per i cittadini. Attenzionerò questo aspetto.

Se eletto sindaco, è sua intenzione sollevare dall’incarico il comandante Vincenzo Lanaia?
BONANNO. No, non penso.
MASTROCOLA. Rifletterò e prenderò la decisione più opportuna.
MIGNEMI. Dirlo ora è precoce.

È un incarico che dura ininterrottamente dai tempi di Mario Cantarella. Non vige il principio del turnover dirigenziale nella pubblica amministrazione?
BONANNO. Valuteremo.
MASTROCOLA. Assolutamente sì. C’è il principio del turnover e delle competenze. Una possibilità che prenderò in considerazione, tenendo conto delle esigenze dell’ente.
MIGNEMI. Bisogna vedere cosa dice la legge in questione.

Non si può tacere sul fatto che nel procedimento sulla fiera del bestiame, Lanaia figuri come imputato per il reato di minacce nei confronti dell’attivista Lav, Angelica Petrina. Al netto delle responsabilità penali che saranno eventualmente accertate in sede giudiziaria, le parole e l’atteggiamento di chi sta al vertice di quel corpo di polizia, le sembrano compatibili –sul piano dell’etica pubblica– con chi indossa una divisa e fa parte della pubblica amministrazione?

BONANNO. Non conosco gli atti del procedimento. Sono convinto che potrà dimostrare la sua innocenza. Fino a prova contraria…
Ma questo attiene all’aspetto penale, che non ci compete. Io facevo riferimento, invece, all’aspetto che attiene all’etica e alla politica, che resta al di là di un’eventuale sentenza di assoluzione e va valutato da chi come lei ambisce ad un ruolo pubblico.
Ma non ho letto gli atti…

MASTROCOLA. Se verranno riscontrate delle oggettività e ci sarà una condanna in tal senso, la risposta è no.
Non parlo dell’aspetto penale, ma dell’etica pubblica. Si può arrivare ad assoluzione, ce lo auguriamo. Ma –fuori dagli esiti penali– è compatibile quella condotta con la divisa e la pubblica amministrazione?
Certamente sì. Se verrà confermato questo atteggiamento, dal punto di vista etico e professionale sarà una cosa estremamente negativa.

MIGNEMI. Credo che siano inadeguate, quantomeno inadeguate.

E le pare normale che il Comune non abbia avviato nemmeno un’azione disciplinare, che esula dall’iter giudiziario?
BONANNO. Non conosco le eventuali responsabilità.
MASTROCOLA. Vuol dire che il Comune se ne assumerà la responsabilità.
MIGNEMI. Questa è una mancanza del Comune.

I carabinieri e le altre forze dell’ordine che considerazione avranno nell’esercizio della sua eventuale attività amministrativa?
BONANNO. Con loro instaureremo un rapporto di sinergia forte. Mi farò promotore della realizzazione di una tenenza dei carabinieri o quantomeno di un aumento del personale.
MASTROCOLA. Chiederò il rafforzamento del presidio dei carabinieri. I vigili urbani devono stare in strada. Ci vuole un vero sistema di videosorveglianza.
MIGNEMI. Massima collaborazione. Spero di averli sempre vicini per una tutela per me e per la comunità.

Gli appetiti di personaggi e ambienti “loschi” nei confronti del Comune come possono essere intercettati, arginati e bloccati, nell’idea che ha lei per prevenire fenomeni di questo tipo?
BONANNO. Con la massima trasparenza e il massimo rigore. Sono convinto che, dimostrando serietà ed etica nell’amministrazione la cosa pubblica, possiamo allontanare questi soggetti, che non vogliamo vedere vicini a noi.
MASTROCOLA. C’è una ricetta straordinaria: si chiama onestà. Funziona sempre.
MIGNEMI. Con la vicinanza dei carabinieri e con la denuncia di chi dovesse proporre qualcosa di illecito.

Ci sono tanti biancavillesi che non pagano regolarmente tasse, tributi e imposte, dal servizio idrico alla nettezza urbana, dagli immobili fino alle lampade votive al cimitero. Escludendo i casi di indigenza oggettiva, c’è un mix perenne di illegalità e ingiustizia sociale. La Corte dei conti ha bacchettato l’amministrazione comunale per l’incapacità a recuperare queste somme e per l’assenza di interventi. Come farà a ribaltare questa situazione?
BONANNO. Ci faremo promotori di una politica tributaria, chiedendo sin da subito la riscossione, non come è avvenuto nell’ultimo periodo con invio di bollette a casa, generando il caos, fuori dai termini previsti. Saremo intransigenti perché ce lo chiede la Corte dei conti. Considereremo i casi di indigenza, proponendo rateizzazioni. Ma bisogna far passare il principio che se paghiamo tutti, pagheremo meno.
MASTROCOLA. La situazione si ribalta facendo pagare. Bisogna capire che se non ci sono risorse, il Comune non può andare avanti. Ma io sono convinto che se ai cittadini dai i servizi, la gente si convince a stare nelle regole, al di là di chi ha problemi di indigenza.
MIGNEMI. Con interventi che creeranno molta impopolarità. Ma si sa che le casse comunali sono al collasso. Se non ci sono le entrate dovute, noi non possiamo regalare i servizi. È fondamentale che le persone (quelli che possono pagare, al di là degli indigenti) devono capire che bisogna pagare. La prima cosa da fare è avere il quadro della situazione e recuperare tutte le somme recuperabili.

Quale sarà il suo primissimo atto, appena eletto sindaco?
BONANNO. Il primissimo impegno riguarderà la richiesta di apertura del nuovo ospedale.
MASTROCOLA. Rendere omaggio floreale al monumento di Falcone e Borsellino sarebbe un’idea. Un gesto simbolico, non di lavoro.
MIGNEMI. L’atto simbolico è mettere un po’ di verde a Biancavilla, che nell’ultimo periodo è mancato. L’impegno prioritario è quello dell’ambulatorio oncologico. Cosa a cui tengo tantissimo e che ho messo come priorità nel mio programma.

Quali qualità politiche non hanno i suoi due avversari, secondo lei, per essere all’altezza di governare questa città?
BONANNO. Non hanno nessuna esperienza amministrativa e lo hanno dimostrato in questi giorni, non sapendo distinguere un’isola ecologica da un centro di compostaggio, richiedendo la Questura, che è un’istituzione di ambito provinciale, o dichiarando che il sindaco non può fare nulla per le scuole superiori. Non hanno credibilità politica perché negli ultimi 15 anni hanno cambiato spesso e volentieri partito. Mastrocola ha cambiato tre partiti, Mignemi è passato dal Pdl al Pd.
MASTROCOLA. Rispetto le persone. Non riesco, tuttavia, ad identificare la figura politica di Antonio Bonanno. Non riesco a decifrare il suo strato culturale e politico. Non riesco a capire cosa ci sia dietro questo agglomerato di “liste civiche”. Vorrei comprenderlo. Quanto a Carmelo Mignemi, lui ha detto che è un uomo di Centrodestra che guida una coalizione di Centrosinistra. Basta questo.
MIGNEMI. Una domanda difficile, non vorrei essere critico. Per quanto riguarda Antonio, è stato provato e riprovato che non è stato mai eletto dai cittadini, quindi è una mancanza e una pecca. Vuol dire che i cittadini non credono in lui. Vinicio è una brava persona. Però è stato molto tempo fuori e credo che non conosca appieno le problematiche del nostro fuori. Non ha contezza della vita reale di Biancavilla.

Un’ultima curiosità che ci è stata sollecitata da diversi nostri lettori. Voi seguite Biancavilla Oggi? Oppure leggete solo Repubblica?
BONANNO. Non solo sono un lettore, ma sono un appassionato lettore di Biancavilla Oggi, che seguo con molta costanza. No, non seguo Repubblica…
MASTROCOLA. Io seguo e leggo Biancavilla Oggi, che ha la caratteristica dell’imparzialità e per questo suscita il mio interesse.
MIGNEMI. Seguo Biancavilla Oggi a periodi. Sono molto impegnato con il lavoro e leggo poco i giornali. Una mancanza che riconosco. Però Biancavilla Oggi la seguo abbastanza, proprio perché si occupa dei fatti della nostra comunità.

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1 Commento

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  1. Fabrizio Salina

    8 Giugno 2018 at 22:54

    … sarà l’ennesima conferma del “…tutto deve cambiare perché nulla cambi”?

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Chiesa

Il virus ferma pure l’Addolorata ma non scalfisce il valore di una tradizione secolare

Salvuccio Furnari: «Il precedente in cui la processione fu interrotta risale al 1859 per scongiurare l’eccidio dei “civili”»

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© Foto Riccardo Tamburella
di Vittorio Fiorenza

Tutti chiusi a casa. Persino l’Addolorata “costretta” dal virus ad interrompere la “cerca” del Figlio morto. Non è una semplice tradizione religiosa sospesa per causa di forza maggiore. I riti e le processioni della Settimana Santa a Biancavilla – che cominciano ad entrare nel vivo proprio con il peregrinare mattutino della Vergine dal volto afflitto e sofferente, per proseguire nella sera dei “Tri Misteri” e culminare con ‘a Paci della Domenica di Pasqua – segnano cadenze intatte e immutate nei secoli.

Ma non quest’anno. Non in questo 2020, in cui il mondo si blinda per difendersi da un’epidemia, che sta falciando migliaia di vite, ci sta privando degli abbracci, sta sconvolgendo la nostra quotidianità e cancella ora persino manifestazioni di cultura identitaria. Come è la processione della Madonna Addolorata, di cui ha la custodia l’Arciconfraternita dei Bianchi. Salvuccio Furnari, che dalla fine degli anni ’70 è stato “capovara” (ruolo ereditato dal prof. Carmelo Petronio), dei Bianchi è stato ed è un dirigente, fino ad assumere la carica di governatore dal 2000 al 2017 (poi passata all’avv. Ninni Milone). Ecco perché a quella processione è legato da una vita, in maniera indissolubile.

Dottor Furnari, lei conosce ogni movenza della processione, ogni basola e ogni viuzza toccate dal passaggio dei fedeli al seguito di una figura in cui si rispecchia il supremo dolore umano. Con quale sentimento vive questo Venerdì santo?

È un sentimento di fede, di devozione. È il sentimento di un confrate che ha la consapevolezza di promuovere il culto e la religiosità nei confronti della Madonna. Certamente, quest’anno, viviamo questo giorno con tristezza per il difficile momento che attraversa il mondo per un’emergenza socio-sanitaria senza confini.

Mentre si trova a colloquio con Biancavilla Oggi, in assenza delle restrizioni dovute al coronavirus, lei sarebbe stato al suo posto di “capovara” con l’Addolorata in giro per tutto il paese, facendo sosta in ogni chiesa. Invece, la statua si trova adesso in basilica.

Sì, è stato questo il volere del prevosto Pino Salerno, che è anche nostro assistente ecclesiastico e rettore della Chiesa del Purgatorio (sede della nostra confraternita e, dal 2000, luogo in cui si custodisce la statua dell’Addolorata). Il simulacro è stato traslato in basilica e posto ai piedi del Crocifisso affinché la sua immagine, in assenza della processione, potesse arrivare ad ognuno attraverso i media e i social e, pur restando a casa, poterle rivolgere una preghiera.

Lei è un custode della memoria storica cittadina. Non è mai accaduto (o quasi) che la processione dell’Addolorata, così come quella dei “Misteri” e di Pasqua, non si svolgessero. Bisogna fare riferimento alla Biancavilla pre-unitaria, come ci riferiscono Giuseppe Giarrizzo e padre Placido Bucolo, per trovare “il” precedente.

Sì, è proprio così. Il “precedente” fu dettato da ragioni di ordine pubblico. Nella tradizione orale, come ci raccontava in famiglia zia Clementina Viaggio, che è morta centenaria e che proveniva da avi legati all’arciconfraternita, non si ha memoria di un’interruzione della processione, nemmeno in periodo di guerra o di epidemie, come al tempo della “spagnola”. Però, a detta degli storici, il Venerdì santo del 1859 l’autorità di pubblica sicurezza proibì l’uscita del simulacro dell’Addolorata, non la mattina ma la sera dei “Tri Misteri”. Lo fece per evitare tumulti ed atti di violenza già pianificati nei confronti dei “civili”, quasi tutti appartenenti ai Bianchi, portatori del simulacro. Eccidi che, però, avvennero alcuni mesi dopo.

Il contesto, lo ricordiamo, era quello della vigilia dell’Unità d’Italia in una Biancavilla tra i comuni più irrequieti del Meridione.

Un contesto particolarmente incandescente con una Biancavilla “rivoltosa” e protagonista nelle antiche istanze per la divisione delle terre con i “civili” visti come l’ordine costituito e detentori di un’ampia ricchezza terriera.

© Foto Massimo Maria Messina

In epoca a noi più vicina, poi, c’è certamente quel doloroso episodio dello “sfregio” del volto della Madonna.

Accadde la mattina del Venerdì santo del 1983. La processione si trovava nelle adiacenze della chiesa di San Giuseppe, nel cuore del centro storico di Biancavilla. C’era un filo elettrico penzolante da un’abitazione all’altra. Al passaggio, il filo colpì il delicato volto in cera della Madonna, sfigurandone l’immagine. La reazione dei fedeli fu di sbigottimento e dolore, qualcuno interpretò il fatto come un presagio, un messaggio funesto. Fu un incidente. Coprimmo il viso deturpato della Madonna con il suo stesso mantello viola e proseguimmo, in un clima di mestizia. La processione continuò regolarmente, ma per i Tri misteri il simulacro non uscì. Dopo quello del 1859, ecco il secondo episodio di mancata partecipazione alla processione, anche in questo caso non quella mattutina ma quella serale.

In quali altri anni, dai suoi ricordi diretti, la processione dell’Addolorata ha subito cambiamenti?

In quasi sessant’anni di mia partecipazione diretta, diverse volte è capitato che ragioni meteorologiche abbiano rallentato o fatto variare il percorso, ma mai interrotto l’uscita del simulacro. Una delle processioni più brevi risale agli anni ’90. L’Addolorata uscì dalla chiesa madre e attraversò il breve tratto di via Vittorio Emanuele, ma dovette ripararsi dalla pioggia battente sotto l’arco Spampinato, imbocco di via Alcide De Gasperi. Essendo proibitive le condizioni del tempo, svoltammo subito da via Castriota e riportammo in basilica la statua, sostituendo la processione ad un momento comunitario e corale di preghiera.

Tra i biancavillesi, quella dell’Addolorata resta la processione religiosa cittadina (soprattutto nelle prime ore della mattinata) con la più sentita partecipazione emotiva.

Quella figura rappresenta il dolore. In Lei riponiamo e rivediamo le nostre sofferenze, i nostri patimenti, le difficoltà della vita. Sotto il suo manto cerchiamo la sua protezione materna. E con Lei, partecipiamo al dolore di una Madre per la Passione del Figlio. Una processione che suscita commozione nei biancavillesi perché non è strutturata, ma spontanea, durante la quale ognuno si accosta a Maria senza “formalismi” o protocolli.

Quando nasce e matura la sua devozione per quella figura?

Comincia quando ero piccolo, per ragioni di sensibilità familiare. E matura anno dopo anno. È sempre viva ed attualissima. Ho trasmesso il culto ai miei figli, lasciando a loro libertà in questa scelta di fede e devozione.

Tradizioni secolari come quelle della Settimana Santa a Biancavilla cosa dicono ai fedeli e ai cittadini di oggi, anche a quelli indifferenti all’osservanza religiosa?

Persone distanti e indifferenti alla figura dell’Addolorata non ne ho mai viste. Chiunque, di fronte a quell’immagine, si avvicina con la voglia e l’intento di immedesimarsi in chi è nella sofferenza. La sofferenza è una manifestazione umana, che va al di là del “credo” di ognuno. Sta qui il valore di tradizioni come quelle che viviamo a Biancavilla: un valore antropologico e non soltanto religioso. Ed è per questo che sono tradizioni che hanno un futuro, grazie anche alle confraternite, che affondano le proprie radici nel passato, ma che negli anni si sono rinnovate e continuano a perpetuare riti secolari.

© Foto Pieremanuele Sberni

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L'Intervista

Il fronte del “no” all’impianto Ch4: «Dimensione e ubicazione errate»

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di Vittorio Fiorenza

La società Ch4 Energy ha presentato il suo progetto di impianto di trattamento dei rifiuti di Piano Rinazze: il biodigestore per la produzione di gas metano e compost per l’agricoltura. Ad ascoltare, tra i vari soggetti presenti a Villa delle Favare, pure Giuseppe Lo Bianco, presidente dell’Irssat, l’Istituto di Ricerca Sviluppo Sperimentazione Ambiente e Territorio. E proprio Lo Bianco resta nella schiera del “no”.

Non per la tecnologia utilizzata, ma per dimensioni e localizzazione. È così?
Noi abbiamo parlato soltanto dello studio di impatto ambientale. Sul piano della tecnologia non siamo entrati nel merito. Riteniamo complessivamente che la digestione anaerobica sia la migliore da potere utilizzare. Il problema non è questo, ma l’ubicazione dell’impianto, le risorse locali già esistenti, le comunità e la dimensione della struttura. Dimensione che è tra le più grandi in Italia: 1,7 Mega è un grande impianto.

Un impianto, però, che sembra avviarsi verso l’autorizzazione finale, nonostante un ricorso al Tar in corso, basato sulle osservazioni che lei ha ricordato.
Tutto dipende dall’autorità regionale, per l’aspetto amministrativo, e dal Tar, per il ricorso a cui noi abbiamo collaborato, affiancando il Comune, il cui parere –certo– non è vincolante e determinante.

Ha sentito? Pure Cia e Confagricoltura (contrariamente a quanto avevano detto in precedenza) si sono espressi a favore di questo impianto.
Se secondo loro un terreno vocato al biologico può ospitare impianti che possono coinvolgere un milione e mezzo di utenti (la società Ch4 riferisce invece di 350/400mila, ndr), cosa dire? Sono loro i rappresentanti degli agricoltori. Noi abbiamo fatto delle osservazioni ambientali, non entriamo nel merito delle valutazioni degli agricoltori o dei politici.

Se sulla tecnologia della Ch4 tutti siete d’accordo, altro discorso è –per quanto ci è dato sapere– la tecnologia dell’impianto proposto dalla Greenex, che prevede un sistema di multicombustione.
Non conosco il progetto. Oggi il mondo va in termini di economia circolare: le risorse si riciclano, si riusano, non si bruciano. Non è solo una questione tecnica. Non so se riguarda la Greenex, certo è che gli inceneritori sono stati messi al bando dalla Commissione Europea, che dice di evitare di costruirne altri, anzi cominciamo a spegnere quelli esistenti. Noi siamo d’accordo con questa posizione.


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