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Biancavilla tra mafia ed illegalità: le nostre domande ai tre candidati

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La cappa della criminalità e la posizione del Comune. Gli episodi di cronaca e i silenzi del governo cittadino. Un corpo di polizia municipale, che va “rifondato”. Temi cruciali. Ma assenti in tutta questa campagna elettorale. Biancavilla Oggi colma ora la grave lacuna.

 

di Vittorio Fiorenza

La pista ciclabile e il wifi gratuito. I marchi internazionali per i nostri prodotti. La sanità d’eccellenza a due passi da casa. Potremmo continuare a lungo questo elenco di brillanti promesse elettorali che disegnano (e sognano) una Biancavilla “svizzera”. Ma la realtà è quella con cui dovranno fare i conti gli amministratori, che tra qualche giorno saliranno al palazzo comunale.

E anziché chiudersi in quelle stanze, magari solo per pontificare e sentenziare dai profili social, dovranno avere la capacità di affacciarsi dal balcone o scendere dal marciapiedi per avere una visuale di quella Biancavilla che per omertà e disimpegno si preferisce nascondere e rimuovere dal dibattito pubblico e mediatico.

La narrazione da Istituto Luce della #bellabiancavilla, che è servita al tentativo di tale “rimozione”, la si lasci ora all’archivio della retorica dell’autoglorificazione. E si guardi con coraggio, fin dentro le viscere, la Biancavilla più cruda.

C’è una Biancavilla di eccellenza, di grandi risorse, di enormi capacità. Che inorgoglisce. Abbiamo dedicato centinaia di pagine per illuminarla.

Ma senza dimenticare le gravi ombre. Chi si candida al vertice del governo cittadino deve comprendere che con “questa” altra città deve fare innanzitutto i conti. E che amministrare non significa soltanto tagli di nastri e passerelle televisive, autoelogi su Facebook e monologhi autocompiaciuti in tv.

Bonanno, Mastrocola, Mignemi avete consapevolezza della città che vi proponete di amministrare?
BONANNO. Sì, abbiamo piena consapevolezza. Biancavilla è ormai tristemente nota per i fatti di cronaca o episodi negativi che non risaltano le eccellenze locali. Ma siamo altrettanto consapevoli che c’è una parte della nostra comunità che dev’essere risvegliata e rilanciata. Ci siamo candidati proprio per questo: ridare lustro alla nostra città.
MASTROCOLA. Biancavilla è una città con tante persone perbene con buoni ideali e senso civico sviluppato. Poi c’è un’altra parte direttamente o indirettamente legata al mondo della criminalità organizzata o della mafia. La consapevolezza c’è, sarebbe surreale se qualcuno negasse questa realtà.
MIGNEMI. Ho scelto di candidarmi e ho la consapevolezza che la carica di sindaco comporta diverse difficoltà e certi rischi.

Biancavilla è un paese ad illegalità diffusa. Assimilarla ad altre realtà simili o peggiori è un atteggiamento confortevole per tutti, ma i problemi non si rimuovono. Sono sempre lì. La vostra ricetta di governo, per quel che può e deve fare il Comune su questo fronte?
BONANNO. Il Comune deve intervenire sin da subito nelle scuole, con i ragazzi. È necessario un cambio di mentalità, se vogliamo una Biancavilla in grado di mettere di lato l’illegalità diffusa. Dobbiamo puntare sulla cultura e sulle nuove generazioni. E allo stesso tempo essere intransigenti e sanzionare gli episodi che competono all’amministrazione comunale.
MASTROCOLA. Bisogna essere impermeabili ad ogni forma di collusione ed essere determinati, onesti e integerrimi.
MIGNEMI. Tanta microcriminalità è dettata dalla mancanza di lavoro. Una priorità è arginare il problema della disoccupazione. E bisogna lavorare in stretta collaborazione con le forze dell’ordine.

Nell’ottobre del 2016, il trionfo dell’illegalità con i fatti avvenuti nella fiera del bestiame di via della Montagna. Una fiera che era allestita abusivamente ogni anno, nella più totale indifferenza del Comune. Lo ritenete ammissibile?
BONANNO. Non è ammissibile. Tutti gli episodi di illegalità vanno condannati.
MASTROCOLA. È stato fatto un errore basilare. Non è che sia impossibile organizzare una fiera del bestiame, ma va fatta dentro i canoni della legalità. Tutto il resto non è ammissibile.
MIGNEMI. Non è ammissibile, ma cambiare certe abitudini è molto difficile. Se sarò io il sindaco di Biancavilla, questo aspetto avrà la mia attenzione e farò di tutto per evitare che fatti simili si ripetano.

In quell’occasione, un carabiniere (il mar. Guido Costigliola) è stato aggredito a sangue e due donne (l’avv. Pilar Castiglia e l’attivista Lav Angelica Petrina) picchiate selvaggiamente e derubate. Il Comune non ha speso una parola per loro.
BONANNO. Non conosco le motivazioni per cui l’amministrazione non sia stata vicina a loro. Noi auspichiamo un’inversione di tendenza.
MASTROCOLA. Io sono figlio di un maresciallo dei carabinieri e ho prestato servizio come ufficiale della Marina nella capitaneria di porto. Faccio questa premessa per dire che ritengo l’episodio assurdo e, al di là del percorso giudiziario, il Comune avrebbe fatto bene a prendere una posizione e spendere qualche parola.
MIGNEMI. Hanno sbagliato. È una mancanza del Comune. La vicinanza a chi è stata vittima di violenza sicuramente andava manifestata.

Proprio ieri c’è stata l’udienza preliminare, che vede 18 imputati (tra cui 8 vigili urbani). Sono 10 le richieste di costituzione di parte civile. Manca quella dell’amministrazione Glorioso. Da semplici cittadini, vi sentite rappresentati da questa scelta o è motivo di vergogna?
BONANNO. Non conosco i dettagli per cui l’amministrazione non si è costituita parte civile. È chiare che può creare imbarazzo. Bisogna esaminare gli atti e prendere una decisione nel più breve tempo possibile.
MASTROCOLA. Non conosco i dettagli processionali. Se non è stato fatto per paura, leggerezza, superficialità è stato un enorme errore.
MIGNEMI. L’assenza del Comune è una mancanza, ma bisogna capire esattamente come sono andati i fatti. Cosa che conosco, ma solo a livello giornalistico.

In udienza dibattimentale, se lei sarà eletto, potrà probabilmente rimediare. Lo farà?
BONANNO. Valuteremo, sicuramente sì.
MASTROCOLA. Certamente lo farò, dopo avere visto le carte.
MIGNEMI. Vedendo gli atti, è una delle cose da portare avanti.

A proposito di processi, l’amministrazione uscente ha creato forti imbarazzi per la mancata scelta di costituirsi parte civile nei processi “The wall” e “Garden”. Lo ha fatto per i procedimenti scaturiti dai blitz “Onda d’urto” e “Reset” perché tirata per le orecchie da Biancavilla Oggi, da un paio di consiglieri comunali e dall’associazione Libera Impresa. Se lei sarà eletto sindaco, potremmo sperare che la partecipazione del Comune in processi di mafia diventerà un atto spontaneo, convinto e dovuto?
BONANNO. Anche in quest’ambito invertiremo la tendenza. Ci adopereremo in tale direzione. La risposta è sì.
MASTROCOLA. Sono per l’assoluta legalità e tutto ciò che serve per la sua promozione, va fatto. Io dedico ore di lezioni a parlare di questi argomenti. La risposta è sì, una volta conosciute le carte.
MIGNEMI. Credo proprio di sì.

La famiglia Arena, che ha innescato le ultime due operazioni antiracket, adesso vive sotto protezione, fuori Biancavilla. Ma lamenta la distanza del sindaco (che non si sarebbe mai fatto sentire, a parte qualche messaggio Facebook) e, anzi, ritiene la costituzione di parte civile del Comune –così come è avvenuta– un atto strumentale, utile solo a ragioni di immagine. Si sente, lei, di riconoscere a questa famiglia il merito di avere scelto la via della legalità ed indicare la denuncia come unica strada per liberarsi dall’omertà e dalla cappa del racket delle estorsioni?
BONANNO. Ho massima stima, soprattutto di Luca, che conosco personalmente. Mi auguro che quanto prima possa ritornare a Biancavilla, non solo da “eroe” ma anche da esempio per le nuove generazioni.
MASTROCOLA. Assolutamente sì, ma la solidarietà da sola non basta perché ci vuole una presenza massiccia e tangibile dello Stato.
MIGNEMI. Assolutamente sì, se le persone hanno il coraggio di denunciare le estorsioni e ogni illegalità, che ben vengano. Sono a favore di chi denuncia qualsiasi illegalità.

Per il caso della cosiddetta “ambulanza della morte”, Biancavilla è finita sulle pagine dei giornali di tutto il mondo con un danno di immagine “planetario”. Toccherà a lei, se eletto, la scelta di essere presente al processo. Lo farà?
BONANNO. Sì, certamente.
MASTROCOLA. Lo farò senza dubbio.
MIGNEMI. Se verrò chiamato a questo compito, sicuramente sì.

Dopo un decennio amministrativo, Biancavilla ci viene consegnata più brutta, più incivile, più illegale. Effetto, certo, di una parte di cittadini insofferente alla convivenza e alle regole. Ma l’inciviltà e l’illegalità sono “fenomeni” che si governano e si contrastano. A Biancavilla non è avvenuto perché vige l’impunità. Lei come intende invertire la rotta?
BONANNO. Lo dicevo prima. Ci vuole un cambio di passo, investendo nella scuola. È lì che si forma il cittadino con l’educazione civica e il senso del dovere. E poi il controllo del territorio. La cittadinanza deve avere consapevolezza che l’amministrazione non solo è pronta a controllare, ma anche a sanzionare.
MASTROCOLA. Pugno di ferro, ma ci vuole un’opera di civilizzazione. Due cose che vanno assieme: educare e reprimere.
MIGNEMI. Non penso che Biancavilla sia sprofondata nel buio e che, come dicono i miei competitor, va riacquisita la dignità di essere biancavillesi. Io sono orgoglioso di essere biancavillese e non ho nessuna intenzione di cambiare totalmente Biancavilla. Sicuramente va molto migliorata. Ma dire che non c’è niente che funzioni, no. Non siamo come 20-30 fa e non va data ogni colpa all’amministrazione uscente. Governare è una cosa molto difficile. In questi giorni tutti promettiamo, ma se saremo con le mani in pasta non sarà così facile. Bisogna stare con i piedi per terra e un po’ di solidarietà nei confronti dei sindaci impegnati.

In questo contesto, l’inadeguatezza del corpo di polizia municipale è sotto gli occhi di tutti. Persino davanti al comando è possibile fare sosta selvaggia o passare e ripassare con scooter senza casco con la certezza che nessuno ti dica nulla. Un quadro emblematico di una credibilità della polizia municipale mai così bassa. Non crede?
BONANNO. Su questo metteremo ordine e rilanceremo e stimoleremo maggiormente i vigili urbani per imprimere anche qui un’inversione di tendenza.
MASTROCOLA. Se diventerò sindaco è una delle prime cose da attenzionare. Bisogna riqualificare questo corpo di polizia municipale per renderlo più presente e valorizzare quelle figure che meritano.
MIGNEMI. Purtroppo è così. Bisogna vedere, però, il contesto e certi periodi di maggiore impegno, come in questa fase elettorale. I vigili urbani non sono così di numero adeguato, sono chiamati ad affrontare diverse questioni, dalle microdiscariche al randagismo fino agli incidenti stradali. Certo, controlli più incisivi e una tiratina di orecchie ci vorrebbero. Sono convintissimo.

Ai tempi di Manna, i vigili urbani eseguivano persino arresti di qualche ex sindaco per violazioni di sigilli ad immobile abusivo. Oggi è impensabile che venga loro affidato un compito del genere. Vengono visti come “quelli delle strisce blu” e basta.
BONANNO. Io sono fiducioso che possano dimostrare di potere svolgere bene il loro lavoro.
MASTROCOLA. Viene in mente il lavoro fatto a Milano da Albertini che ha rivoluzionato il corpo della polizia municipale. Tutto sta nella capacità di riorganizzare l’intero servizio.
MIGNEMI. Bisogna rivedere, dal comandante, agli ufficiali e ai sottoufficiali, un ruolo più incisivo sia per la città e per i cittadini. Attenzionerò questo aspetto.

Se eletto sindaco, è sua intenzione sollevare dall’incarico il comandante Vincenzo Lanaia?
BONANNO. No, non penso.
MASTROCOLA. Rifletterò e prenderò la decisione più opportuna.
MIGNEMI. Dirlo ora è precoce.

È un incarico che dura ininterrottamente dai tempi di Mario Cantarella. Non vige il principio del turnover dirigenziale nella pubblica amministrazione?
BONANNO. Valuteremo.
MASTROCOLA. Assolutamente sì. C’è il principio del turnover e delle competenze. Una possibilità che prenderò in considerazione, tenendo conto delle esigenze dell’ente.
MIGNEMI. Bisogna vedere cosa dice la legge in questione.

Non si può tacere sul fatto che nel procedimento sulla fiera del bestiame, Lanaia figuri come imputato per il reato di minacce nei confronti dell’attivista Lav, Angelica Petrina. Al netto delle responsabilità penali che saranno eventualmente accertate in sede giudiziaria, le parole e l’atteggiamento di chi sta al vertice di quel corpo di polizia, le sembrano compatibili –sul piano dell’etica pubblica– con chi indossa una divisa e fa parte della pubblica amministrazione?

BONANNO. Non conosco gli atti del procedimento. Sono convinto che potrà dimostrare la sua innocenza. Fino a prova contraria…
Ma questo attiene all’aspetto penale, che non ci compete. Io facevo riferimento, invece, all’aspetto che attiene all’etica e alla politica, che resta al di là di un’eventuale sentenza di assoluzione e va valutato da chi come lei ambisce ad un ruolo pubblico.
Ma non ho letto gli atti…

MASTROCOLA. Se verranno riscontrate delle oggettività e ci sarà una condanna in tal senso, la risposta è no.
Non parlo dell’aspetto penale, ma dell’etica pubblica. Si può arrivare ad assoluzione, ce lo auguriamo. Ma –fuori dagli esiti penali– è compatibile quella condotta con la divisa e la pubblica amministrazione?
Certamente sì. Se verrà confermato questo atteggiamento, dal punto di vista etico e professionale sarà una cosa estremamente negativa.

MIGNEMI. Credo che siano inadeguate, quantomeno inadeguate.

E le pare normale che il Comune non abbia avviato nemmeno un’azione disciplinare, che esula dall’iter giudiziario?
BONANNO. Non conosco le eventuali responsabilità.
MASTROCOLA. Vuol dire che il Comune se ne assumerà la responsabilità.
MIGNEMI. Questa è una mancanza del Comune.

I carabinieri e le altre forze dell’ordine che considerazione avranno nell’esercizio della sua eventuale attività amministrativa?
BONANNO. Con loro instaureremo un rapporto di sinergia forte. Mi farò promotore della realizzazione di una tenenza dei carabinieri o quantomeno di un aumento del personale.
MASTROCOLA. Chiederò il rafforzamento del presidio dei carabinieri. I vigili urbani devono stare in strada. Ci vuole un vero sistema di videosorveglianza.
MIGNEMI. Massima collaborazione. Spero di averli sempre vicini per una tutela per me e per la comunità.

Gli appetiti di personaggi e ambienti “loschi” nei confronti del Comune come possono essere intercettati, arginati e bloccati, nell’idea che ha lei per prevenire fenomeni di questo tipo?
BONANNO. Con la massima trasparenza e il massimo rigore. Sono convinto che, dimostrando serietà ed etica nell’amministrazione la cosa pubblica, possiamo allontanare questi soggetti, che non vogliamo vedere vicini a noi.
MASTROCOLA. C’è una ricetta straordinaria: si chiama onestà. Funziona sempre.
MIGNEMI. Con la vicinanza dei carabinieri e con la denuncia di chi dovesse proporre qualcosa di illecito.

Ci sono tanti biancavillesi che non pagano regolarmente tasse, tributi e imposte, dal servizio idrico alla nettezza urbana, dagli immobili fino alle lampade votive al cimitero. Escludendo i casi di indigenza oggettiva, c’è un mix perenne di illegalità e ingiustizia sociale. La Corte dei conti ha bacchettato l’amministrazione comunale per l’incapacità a recuperare queste somme e per l’assenza di interventi. Come farà a ribaltare questa situazione?
BONANNO. Ci faremo promotori di una politica tributaria, chiedendo sin da subito la riscossione, non come è avvenuto nell’ultimo periodo con invio di bollette a casa, generando il caos, fuori dai termini previsti. Saremo intransigenti perché ce lo chiede la Corte dei conti. Considereremo i casi di indigenza, proponendo rateizzazioni. Ma bisogna far passare il principio che se paghiamo tutti, pagheremo meno.
MASTROCOLA. La situazione si ribalta facendo pagare. Bisogna capire che se non ci sono risorse, il Comune non può andare avanti. Ma io sono convinto che se ai cittadini dai i servizi, la gente si convince a stare nelle regole, al di là di chi ha problemi di indigenza.
MIGNEMI. Con interventi che creeranno molta impopolarità. Ma si sa che le casse comunali sono al collasso. Se non ci sono le entrate dovute, noi non possiamo regalare i servizi. È fondamentale che le persone (quelli che possono pagare, al di là degli indigenti) devono capire che bisogna pagare. La prima cosa da fare è avere il quadro della situazione e recuperare tutte le somme recuperabili.

Quale sarà il suo primissimo atto, appena eletto sindaco?
BONANNO. Il primissimo impegno riguarderà la richiesta di apertura del nuovo ospedale.
MASTROCOLA. Rendere omaggio floreale al monumento di Falcone e Borsellino sarebbe un’idea. Un gesto simbolico, non di lavoro.
MIGNEMI. L’atto simbolico è mettere un po’ di verde a Biancavilla, che nell’ultimo periodo è mancato. L’impegno prioritario è quello dell’ambulatorio oncologico. Cosa a cui tengo tantissimo e che ho messo come priorità nel mio programma.

Quali qualità politiche non hanno i suoi due avversari, secondo lei, per essere all’altezza di governare questa città?
BONANNO. Non hanno nessuna esperienza amministrativa e lo hanno dimostrato in questi giorni, non sapendo distinguere un’isola ecologica da un centro di compostaggio, richiedendo la Questura, che è un’istituzione di ambito provinciale, o dichiarando che il sindaco non può fare nulla per le scuole superiori. Non hanno credibilità politica perché negli ultimi 15 anni hanno cambiato spesso e volentieri partito. Mastrocola ha cambiato tre partiti, Mignemi è passato dal Pdl al Pd.
MASTROCOLA. Rispetto le persone. Non riesco, tuttavia, ad identificare la figura politica di Antonio Bonanno. Non riesco a decifrare il suo strato culturale e politico. Non riesco a capire cosa ci sia dietro questo agglomerato di “liste civiche”. Vorrei comprenderlo. Quanto a Carmelo Mignemi, lui ha detto che è un uomo di Centrodestra che guida una coalizione di Centrosinistra. Basta questo.
MIGNEMI. Una domanda difficile, non vorrei essere critico. Per quanto riguarda Antonio, è stato provato e riprovato che non è stato mai eletto dai cittadini, quindi è una mancanza e una pecca. Vuol dire che i cittadini non credono in lui. Vinicio è una brava persona. Però è stato molto tempo fuori e credo che non conosca appieno le problematiche del nostro fuori. Non ha contezza della vita reale di Biancavilla.

Un’ultima curiosità che ci è stata sollecitata da diversi nostri lettori. Voi seguite Biancavilla Oggi? Oppure leggete solo Repubblica?
BONANNO. Non solo sono un lettore, ma sono un appassionato lettore di Biancavilla Oggi, che seguo con molta costanza. No, non seguo Repubblica…
MASTROCOLA. Io seguo e leggo Biancavilla Oggi, che ha la caratteristica dell’imparzialità e per questo suscita il mio interesse.
MIGNEMI. Seguo Biancavilla Oggi a periodi. Sono molto impegnato con il lavoro e leggo poco i giornali. Una mancanza che riconosco. Però Biancavilla Oggi la seguo abbastanza, proprio perché si occupa dei fatti della nostra comunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Fabrizio Salina

    8 Giugno 2018 at 22:54

    … sarà l’ennesima conferma del “…tutto deve cambiare perché nulla cambi”?

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L’assessore anti-Covid: «Vi racconto la paura e la guerra contro il virus»

Francesco Privitera, l’uomo delle emergenze, parla a cuore aperto dopo le dimissioni dalla Giunta

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© Foto Biancavilla Oggi

Basso profilo, niente appariscenze. Comunicazione istituzionale, sempre misurata. Mai uno sfoggio di vanità, nemmeno quando un risultato raggiunto ti consentirebbe uno slancio. Nell’epoca dei partiti liquidi (con la diffusa illusione che l’azione politica si faccia con un post di tre righe, una foto con filtro ad effetto o un video con musichetta), la figura di Francesco Privitera appare disallineata. Altri stili, modi e prassi rispetto a politici che fanno uso del fragore per supplire all’assenza di sostanza.

Eppure, l’assessore appena dimessosi dalla Giunta Bonanno per un turnover concordato, proprio per quegli elementi distintivi della sua personalità e del suo impegno politico-amministrativo, è riuscito a costruire attorno a sé un’aura di serietà, credibilità ed autorevolezza. Medaglie rare, che gli vengono riconosciute pure da funzionari comunali ed avversari politici. Frutto di un lavoro, spesso silenzioso, che lo ha visto dietro la regia della macchina comunale, messa in campo dal sindaco Bonanno per affrontare l’emergenza Covid in tutti i suoi aspetti.

Privitera, lei è stato l’assessore dell’emergenza: che esperienza è stata?

È stata una prova e una scommessa. Ci siamo ritrovati ad affrontare un gigante sconosciuto. Nessuna amministrazione comunale, prima della nostra, aveva mai dovuto fronteggiare un nemico di questa dimensione. La paura ci ha portato ad essere più attenti e reattivi per cercare la soluzione alle evenienze che ogni giorno si presentavano.

E già da subito, da assessore alla Pubblica Istruzione, è stato investito di responsabilità inedite.

Le scuole sono state, certamente, il primo banco di prova, così come ci indicavano le disposizioni nazionali, che imponevano la chiusura.

Dalla chiusura delle scuole alla campagna vaccinale: ha seguito tutte le fasi.

Sì, con tutto quello che c’è stato in mezzo. Per esempio, i tamponi. Biancavilla è stato forse il comune che ne ha fatti di più in tutta la provincia di Catania. Numeri non indifferenti: 1600-1700 test ogni fine settimane, in aggiunta a quelli effettuati dall’Usca. Un lavoro importantissimo per il tracciamento e per isolare chi aveva avuto frequentazioni con persone infette, ricostruendo i passaggi dei contatti. È stato un lavoro minuzioso. All’incirca abbiamo effettuato 12mila tamponi negli appuntamenti organizzati dall’amministrazione comunale.

Numeri sui tamponi, ma anche sui vaccini.

Soltanto per quelli effettuati nella nostra struttura Com arriviamo a 5-6000, tra prime e seconde dosi. Ma la campagna è ancora aperta. E a queste vanno aggiunte le somministrazioni in altri punti vaccinali e negli ambulatori dei medici di base.

Guardando all’ultimo anno, come hanno reagito i biancavillesi?

Buona parte della popolazione ha percepito il pericolo. Ma c’è stata sicuramente parte di cittadini più tendente alla superficialità di fronte ad un nemico invisibile. Però ad ogni restrizione si notava una circolazione inferiore di gente. Certo, nella percezione comune, vedere auto in giro spingeva a pensare che non ci fossero controlli. Ma al di là di chiacchiere e strumentalizzazioni, va anche fatto presente che in un paese di 23mila abitanti abbiamo un numero limitato di vigili urbani e carabinieri da distribuire su turni. Non è una questione di forze dell’ordine. Resta sempre ad ognuno di noi la consapevolezza del pericolo per autotutelarci.

Per la prima volta, un impegno amministrativo che si è intrecciato con aspetti di umanità.

Senza dubbio. È stata una prova difficile anche da un punto di vista umano. Il virus ci ha portato via parenti, vicini di casa, genitori e nonni di amici. Ho visto e seguito tante storie di persone care. Tra quelle che conservo, non potrò dimenticare la vicenda di un bidello del Primo circolo didattico. Ci siamo visti a scuola. Mi ha accompagnato nell’edificio per indicarmi interventi ordinari da effettuare. Ci siamo salutati. Poi ha preso il Covid. E dopo 10 giorni non ce l’aveva fatta. Sono episodi come questo che ti segnano. Ma anche attraverso i nostri uffici comunali e a tanti cittadini che chiedevano i buoni spesa, abbiamo visto uno spaccato di umanità (semplici persone o commercianti) che questo virus ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità.

Di fatto, il suo impegno è stato inevitabilmente “monotematico”.

Quando mi sono insediato, ho dovuto prendere l’eredità dell’emergenza dovuta ai danni del terremoto. Ancora eravamo nella fase di ristrutturazione delle scuole. Dopo pochi mesi, l’emergenza Covid che ha investito tutti i settori. Il mio pensiero va ai tanti alunni che hanno dovuto subire prima gli effetti del sisma e poi quelli del virus.

Cosa le resta di questa sua esperienza amministrativa?

Il forte lavoro di squadra. Tanta fatica. Tantissimo tempo sottratto alle nostre famiglie. Ma di fronte a persone in difficoltà, di fronte ad amici che avevano perso i propri cari abbiamo trovato la spinta a fare sempre di più. Non abbiamo guardato all’orologio o a sabati e domeniche. Anche di sera capitava di dovere essere operativi. Ce lo imponeva il dovere di tutelare la salute pubblica.

Lei ha firmato la regia dell’apparato comunale anti-Covid: il sindaco Antonio Bonanno le ha dato ampia fiducia.

Con il sindaco Bonanno c’è stata da subito piena collaborazione. Non è stato difficile perché ci conosciamo da molto tempo. Eravamo compagni di classe nella scuola media “Luigi Sturzo”. Sul piano politico, proveniamo da percorsi differenti. Ma sono stato con lui in totale sinergia per affrontare i problemi, fino ad avere la sua piena fiducia, senza che io mi sia tirato indietro, lavorando sodo.

Un lavoro poco “comunicativo”, poco “social”: il contrario di certa politica di oggi.

Sì, questo è il “limite” che tanti mi attribuiscono. Ma io sono per lavorare bene, senza squilli di tromba. I risultati, poi, si vedono lo stesso al di là dell’evanescenza dei “social”. E sono risultati possibili per l’impegno di un’intera squadra. Nel caso dei miei ambiti di competenza, uno speciale ringraziamento ed attestazioni di stima e riconoscenza vanno a funzionari come Alfio Santangelo, Davide Marino, Paolo Pinnale. E certamente non dimentico i volti e i nomi delle decine di volontari di ogni associazione, dalla Protezione Civile alla Croce Rossa, per la loro preziosissima disponibilità a favore della nostra comunità.

Lei ha avuto anche una precedente esperienza amministrativa: impossibile fare un confronto.

Non può esserci un confronto. Parliamo di due “ere” diverse. In quella occasione, c’erano ancora risorse spendibili. Oggi sei costretto ad “inventare” le cose e riuscire a farle a costo zero. Oppure riuscendo a reperire fondi esterni. Insomma, condizioni differenti tra le due esperienze. E difficoltà più gigantesche in quella attuale. Ma è in momenti storici come questo che si vede la capacità di un’amministrazione comunale. In “tempi di pace”, ovviamente tutti siamo bravi.

Tempi difficili, ma il cosiddetto “turnover” avviene lo stesso.

Si tratta di avvicendamenti concordati all’interno del nostro gruppo “Volare per Biancavilla”. Un gruppo nel quale c’è piena sintonia: da chi mi andrà a sostituire in Giunta, Luigi D’Asero, a chi sostituirà quest’ultimo in Consiglio Comunale, Giuseppe Stissi. Il turnover avviene adesso perché l’emergenza si è allentata ed è giusto che vengano ripristinate le normali dinamiche politiche.  

Ma a che serve il “turnover”, prassi ormai acquisita da tutta la politica, senza distinzione di ruoli e colori?

È un’azione che serve a valorizzare gli elementi che si sono spesi nelle liste. Oggi, ormai, le persone disponibili a fare politica sono poche. Trovare dei “riempi lista” è facile. Ma riuscire a trovare persone con voglia e passione è complicato, in ogni schieramento. Questa è la realtà. La nostra lista (che fa riferimento al dott. Giuseppe Calaciura e al dott. Salvuccio Furnari) è fatta da persone affiatate, legate da rapporti di stima ed amicizia. Io e Luigi D’Asero abbiamo 15 anni di militanza comune. Giuseppe Stissi è alla sua prima esperienza, ma c’è il “precedente” dello zio Alfredo per conto della nostra lista. Il “turnover” va inteso quindi come un giusto riconoscimento a coloro che maggiormente si sono impegnati nel gruppo.

Si avvicina la prospettiva della scadenza elettorale. L’attuale assetto politico-amministrativo sarà lo stesso che si presenterà nel 2023?

Secondo me sì. In questi anni abbiamo messo tanto in campo, abbiamo trovato ingenti finanziamenti. Abbiamo cominciato molte opere importanti per la città. Questa amministrazione sta operando bene ed in armonia, nel contesto di una emergenza da terremoto e di una epidemia mondiale. Un sindaco e una Giunta alla prima esperienza che hanno affrontato due emergenze di quella portata rappresentano una prova di capacità e buon governo. L’assetto della compagine amministrativa, forte e compatto, credo debba avere una continuità. Anzi, magari da allargare ulteriormente.

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