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L'Intervista

Asero avvia l’opposizione 5 Stelle: «Bonanno? È una joint venture»

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La coalizione di governo? «Non durerà a lungo, vedremo che succederà dopo le feste di San Placido». Intervista di Biancavilla Oggi all’unico consigliere eletto del M5s, il primo a fare ingresso nel Palazzo.

 

di Vittorio Fiorenza

Nel suo studio di avvocato civilista è circondato da manuali e codici. Ma sulla scrivania tiene ad indicare altri due volumi ritenuti fondamentali: la Bibbia e un libro su Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei. Alle sue spalle, l’icona della Madonna dell’Elemosina, protettrice di Biancavilla. Eccolo Dino Asero, neo eletto al Consiglio Comunale per conto del Movimento 5 Stelle, che per la prima volta varca la porta del Palazzo. Con Biancavilla Oggi, che comincia così un giro di interviste ai nuovi “inquilini politici”, accetta il primo contatto con la stampa, analizzando il risultato elettorale, indicando le priorità amministrative, garantendo «un’opposizione assoluta» ad una coalizione «che non durerà a lungo» e pensando già all’appuntamento del 2023.

Asero, come ha vissuto, innanzitutto, questo risultato sia per lei che per il Movimento 5 Stelle?
Per me è stato un risultato straordinario. Non mi aspettavo questo numero di preferenze a livello personale. Ho avuto voti da elettori che non avevo contattato. Lo hanno fatto per la stima che nutrono nei miei confronti, ne sono orgoglioso e fiero. La campagna elettorale è stata bella, non eccessivamente combattuta all’interno del movimento perché tra noi non c’è stata rivalità. Siamo stati un gruppo di 16 persone, che hanno stretto amicizia. Nelle nostre uscite comuni non c’è stata una lotta per convincere a far votare questo o quell’altro, ma è stata focalizzata l’attenzione sul Movimento 5 Stelle, che rappresenta la vera novità politica.

E lei è il primo consigliere del Movimento 5 Stelle ad entrare nell’istituzione comunale.
Ne sono orgoglioso. Speriamo che sia l’inizio di un lavoro quinquennale, che possa dare alla fine ulteriori buoni frutti. Io credo nella moltiplicazione dei voti, oltre che “dei pani e dei pesci”.

Siederà tra gli scranni della minoranza. Che opposizione sarà la sua?
Senza ombra di dubbio sarà un’opposizione distinta dall’altra, quella che rappresenterà Mignemi. La nostra sarà un’opposizione intelligente e costruttiva. Saremo vigilanti verso l’amministrazione comunale e saremo da pungolo quando questa si dimostrerà sorda o disinteressata. Non abbiamo intenzione di mettere il bastone tra le ruote dell’amministrazione che si andrà a formare, anche se non credo tanto nella sua durata per quel che ho visto in campagna elettorale. Però controlleremo l’operato. Queste sono le regole della democrazia: chi vince va a governare, chi perde va all’opposizione e deve controllare, sempre nell’interesse della collettività.

Perché non crede nella durata della compagine amministrativa?
Ho visto nella coalizione di Bonanno una sorta di joint venture o, in altre parole, un “raggruppamento temporaneo di imprese” per raggiungere solo uno scopo. Che non era portare Antonio Bonanno alla sindacatura, ma piuttosto garantirsi un posto in Consiglio Comunale. E purtroppo quando l’obiettivo è solo questo, i nodi vengono sempre al pettine perché bisognerà sempre mettersi d’accordo sulla spartizione del potere. Credo che Bonanno avrà dei problemi, sotto questo punto di vista.

Ma ritiene che ci sarà uno sfaldamento della maggioranza o addirittura che questa Giunta non arriverà a 5 anni?
Non posso prevedere con esattezza il futuro, ma temo che ci saranno problemi fin da subito sul mantenimento della maggioranza. Da noi, a Biancavilla, si dice che tutto comincia dopo le feste di San Placido. Vedremo ciò che accadrà dopo le festività del Santo Patrono.

Quali rapporti ritiene di intrattenere con l’altra anima della minoranza, quella di Biancavilla 2.0 e SiAmo Biancavilla?
Di collaborazione, se anche loro avranno intenzione di restare all’opposizione. Sarebbe utile una via unica di controllo.

Ma perché ha dubbi che possano restare all’opposizione?
Non lo sappiamo, non ho la palla di vetro. Nella situazione attuale, penso non ci siano motivi per pensare diversamente. Ma purtroppo la politica ha dato prova, negli anni passati, che i salti da una posizione all’altra possono essere facili.

Il M5s sarà all’opposizione per tutti i prossimi 5 anni, quindi.
Senza ombra di dubbio: c’è una garanzia “firmata” fin da adesso. Sarà opposizione assoluta.

Cinque anni fa c’era un gruppo agguerrito del Movimento 5 Stelle, ma il mancato raggiungimento del seggio in Consiglio Comunale lo ha fatto disperdere. Adesso questo rischio non c’è: lei fungerà da perno…
Certo, farò di tutto per mantenere unito il gruppo. Già ci stiamo organizzando, anche con la distribuzione dei compiti al nostro interno. Avremo una sede nostra. Manterremo i contatti con i rappresentanti regionali e nazionali. Per noi adesso comincia un percorso operativo.

Quali sono le priorità, secondo lei, da considerare, rispetto alle problematiche esistenti a Biancavilla?
La tematica prioritaria è la messa in sicurezza di monte Calvario. Io ho vissuto personalmente l’esperienza di un decesso per mesotelioma pleurico: nel 2004 è morta mia mamma per questa malattia. All’inizio pensavo che il legame con la presenza naturale di amianto nel nostro territorio fosse una burla, un escamotage per fare arrivare finanziamenti a Biancavilla. Purtroppo il problema era reale: c’è stato, c’è e ci sarà. La nuova amministrazione comunale deve puntare su questo fronte. Altra priorità è l’ospedale di Biancavilla, anche se a breve dovrebbe aprire. Una terza questione, a mio modo di vedere facilmente risolvibile, è la sicurezza di viale dei Fiori. Lì non si può intervenire con i dossi perché passano le ambulanze, ma si possono mettere dei rilevatori di velocità. In altre città viene fatto. Una soluzione fattibile e non esagerata nei costi per la sicurezza dei pedoni e degli utenti della strada.

La “folgorazione grillina” quando è avvenuta in lei?
Circa otto anni fa. E nasce in me da un’analisi oggettiva del quadro politico nazionale. Abbiamo avuto forze politiche che col tempo si sono sfaldate e non hanno realizzato gli interessi dei cittadini. La politica è servizio, ci si deve spendere per gli altri. Invece abbiamo visto i partiti non dalla parte del popolo perché hanno perorato gli interessi delle grosse imprese o dei gruppi bancari. I “grillini” non provengono da Marte: fanno parte del popolo italiano. Sono delusi di Centrodestra e delusi di Centrosinistra. E hanno dato movimento ad un’acqua stagnante, che puzzava da un bel po’ di tempo.

Le posso chiedere, prima di questa “folgorazione”, quali erano le sue simpatie politiche?
Sono state simpatie sempre di “centro” e poi mi sono spostato verso il Centrosinistra.

E quindi per quali candidati a sindaco ha votato a Biancavilla negli anni passati?
Preferirei non rispondere…

Perché? Lei è ora un politico e ogni voto espresso in libertà non è mai una colpa…
Ho votato Pippo Glorioso. I precedenti non li ricordo, non ho una buona memoria.

Cosa pensa di costruire, sul piano politico, da qui a 5 anni?
Bisogna lavorare per un futuro a 5 Stelle. Questo è l’impegno con la possibilità di proporre una figura del movimento per Biancavilla. Si lavorerà bene al Consiglio Comunale per arrivare all’appuntamento elettorale del 2023.

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Il fronte del “no” all’impianto Ch4: «Dimensione e ubicazione errate»

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di Vittorio Fiorenza

La società Ch4 Energy ha presentato il suo progetto di impianto di trattamento dei rifiuti di Piano Rinazze: il biodigestore per la produzione di gas metano e compost per l’agricoltura. Ad ascoltare, tra i vari soggetti presenti a Villa delle Favare, pure Giuseppe Lo Bianco, presidente dell’Irssat, l’Istituto di Ricerca Sviluppo Sperimentazione Ambiente e Territorio. E proprio Lo Bianco resta nella schiera del “no”.

Non per la tecnologia utilizzata, ma per dimensioni e localizzazione. È così?
Noi abbiamo parlato soltanto dello studio di impatto ambientale. Sul piano della tecnologia non siamo entrati nel merito. Riteniamo complessivamente che la digestione anaerobica sia la migliore da potere utilizzare. Il problema non è questo, ma l’ubicazione dell’impianto, le risorse locali già esistenti, le comunità e la dimensione della struttura. Dimensione che è tra le più grandi in Italia: 1,7 Mega è un grande impianto.

Un impianto, però, che sembra avviarsi verso l’autorizzazione finale, nonostante un ricorso al Tar in corso, basato sulle osservazioni che lei ha ricordato.
Tutto dipende dall’autorità regionale, per l’aspetto amministrativo, e dal Tar, per il ricorso a cui noi abbiamo collaborato, affiancando il Comune, il cui parere –certo– non è vincolante e determinante.

Ha sentito? Pure Cia e Confagricoltura (contrariamente a quanto avevano detto in precedenza) si sono espressi a favore di questo impianto.
Se secondo loro un terreno vocato al biologico può ospitare impianti che possono coinvolgere un milione e mezzo di utenti (la società Ch4 riferisce invece di 350/400mila, ndr), cosa dire? Sono loro i rappresentanti degli agricoltori. Noi abbiamo fatto delle osservazioni ambientali, non entriamo nel merito delle valutazioni degli agricoltori o dei politici.

Se sulla tecnologia della Ch4 tutti siete d’accordo, altro discorso è –per quanto ci è dato sapere– la tecnologia dell’impianto proposto dalla Greenex, che prevede un sistema di multicombustione.
Non conosco il progetto. Oggi il mondo va in termini di economia circolare: le risorse si riciclano, si riusano, non si bruciano. Non è solo una questione tecnica. Non so se riguarda la Greenex, certo è che gli inceneritori sono stati messi al bando dalla Commissione Europea, che dice di evitare di costruirne altri, anzi cominciamo a spegnere quelli esistenti. Noi siamo d’accordo con questa posizione.


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Conti in rosso, Vincenzo Giardina: «Stanare i furbi, animare l’economia»

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di Vittorio Fiorenza

Agosto 2018, seduta di Consiglio Comunale per approvare il rendiconto di gestione. A pronunciare per la prima volta la parolina tanto temuta, “dissesto”, fu il consigliere Vincenzo Giardina, già in passato vicepresidente dell’assemblea cittadina. Fu lui ad evidenziare il pericolo, parlando pure della necessità per il Comune di fare da “sceriffo” contro i tanti furbetti che non pagano il dovuto. Un intervento che faceva presagire le misure di rigore votate pochi giorni fa dall’aula per convincere la Corte dei conti della svolta nella gestione comunale ed evitare il crac.

Giardina, allora non avevate ancora piena contezza dell’eredità che vi era stata lasciata, ma lei fu tra i primi ad intuirne la drammaticità.
Sì, è così. Era il primo Consiglio dopo quello di insediamento. Effettivamente vedendo che c’erano 35 milioni di residui attivi (di cui 15 di dubbia esigibilità), debiti per circa 18 milioni e una bassissima riscossione, il rischio del dissesto si intravedeva. Feci un intervento politico, chiedendo cosa avesse fatto la passata amministrazione per riscuotere quei 35 milioni di residui attivi. Nulla, non era stato fatto nulla. Parlai della necessità di fare da “sceriffi” proprio per tutelare coloro che onestamente hanno pagato rispetto a coloro che, pur potendolo fare, non hanno versato il dovuto.

Fa un certo effetto, oggi, seguire quella riunione consiliare su Youtube (a partire dal minuto 25) e sentire gli interventi dei suoi colleghi seduti di fronte a lei mentre sostengono che hanno lasciato un bilancio sano. Sano, forse, solo su un foglio Excel. Questo è accaduto pochi mesi fa.
Infatti, avevo detto in quella stessa riunione che avremmo potuto avere problemi a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali. Cosa che poi accadde. No, non sono un oracolo. I numeri parlavano chiaro, vista anche la notevole anticipazione di cassa sulla quale si pagano interessi.

A Biancavilla chi non paga tasse e imposte è una grossa fascia di popolazione. Impensabile che tutti siano indigenti. Diciamo che abbondano i furbi. Non perseguirli, negli anni, è stata una scelta politica di ingiustizia sociale, la negazione di un principio sacro della sinistra. Ci ha pensato? Lei, come tutti, è chiamato adesso a fare il “comunista”, affinché tutti paghino il dovuto e gli onesti non subiscano la sfacciataggine dei furbi.
Stanare i furbi non è da “comunisti” né da “fascisti”. È un dovere. La mia formazione è quella della destra sociale. Se è vero che il 40% paga regolarmente e l’indice di povertà in Sicilia è del 15-20%, significa che c’è un buon 40-45% che può e invece non paga e pretende pure i servizi. Noi dobbiamo dire da che parte stare: io sto con chi rispetta le regole e non con i furbi.

In linea puramente teorica sarebbe favorevole a mettere online la situazione tributaria di ogni amministratore e ogni consigliere?
È una questione di etica politica. Volendola considerare, si può fare. Comprendo che se i politici chiedono ai cittadini di essere in regola, è giusto che innanzitutto lo siano loro. È un’idea da considerare.

Coloro che hanno la responsabilità hanno nomi e cognomi precisi. Ma si possono indicare oppure è vietato? Sembrate timorosi a farlo. Forse perché in maggioranza avete imbarcato alcuni che sono stati protagonisti nella passata esperienza amministrativa?
Nessuna difesa della passata esperienza, non assolvo assolutamente l’amministrazione Glorioso, che poteva intervenire prima e non l’ha fatto. Noi abbiamo ereditato debiti, mentre l’amministrazione Cantarella ha lasciato un Comune virtuoso.

La Corte dei conti è chiara nell’individuare le criticità economico-finanziarie dell’ente e ad indicare le responsabilità, che sono locali. Invece, a sentire taluni, sembra che l’allarme rosso sui conti comunali sia dovuto a fattori… meteorologici. Avevate promesso un’operazione verità: non l’avete fatta.
Dovrebbe spettare in particolare al sindaco perché ha maggiore contezza, ma è un’operazione già in atto. Lo abbiamo detto che non è stata fatta alcuna riscossione e nessun intervento.

Fatto sta, Giardina, che adesso tocca a voi tentare di sistemare le cose. D’ora in poi, ogni responsabilità è vostra. Bastano quelle misure indicate in maniera unanime dal Consiglio Comunale?
È un primo tentativo per rispondere alla Corte di conti, per mostrare che stiamo lavorando, per salvare la situazione ed evitare il default del Comune. Aderire all’Agenzia delle entrate per fare riscossione è un passo serio e, speriamo, proficuo.

Come ha detto il suo collega Vincenzo Amato, dovreste strappare il vostro programma elettorale perché l’unico ed esclusivo impegno dovrà essere riempire la voragine di bilancio. È così?
Sì, in primis è quello che ho detto io. L’azione amministrativa dovrebbe essere svolta in funzione del programma elettorale. Invece si dovrà intervenire su ciò che ci è stato lasciato: due rendiconto andati a male, un bilancio di previsione 2016-2018 che non presenta caratteri di stabilità finanziaria. Quindi, ahimé, c’è il rischio grosso di aumentare le tasse. Mi auguro –se dovesse avvenire– che sia un aumento temporaneo. E non bisogna tralasciare poi l’urgenza di fare ripartire l’economia a Biancavilla.

E come? Con quale ricetta?
Dobbiamo vigilare sull’approvazione, imminente, del nuovo Piano Regolatore e puntare sulla zona artigianale, in modo da evitare di fare scappare imprenditori da Biancavilla, cosa che è accaduta.

Ecco, la zona artigianale di Sciammarita: un cavallo di battaglia del Centrodestra fin dai tempi della seconda Giunta Manna. Battaglia che perse vigore dopo l’esproprio dei terreni per circa 500mila euro, 98% dei quali andati alla società “Salentina Sicula Immobiliare”, proprietaria di 62.778 metri quadri. Insomma ci troviamo con un pugno di terra senza averci fatto nulla. L’unico felice è chi ha incassato i soldi degli espropri.
Quell’opera, portata a compimento con la realizzazione dei servizi dall’amministrazione Cantarella, si potrebbe rendere appetibile, per esempio rivedendo le modalità e le condizioni di assegnazione dei lotti. Bisogna riprendere l’opera: è possibile rilanciarla.

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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