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Simona Crispi, ricercatrice di Biancavilla diventa “doctor europaeus”

Brillante percorso di studi e una carriera nell’ambito dell’ingegneria e della chimica dei materiali

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Il suo ambito è quello della ricerca e lo sviluppo dei nanomateriali, che trovano applicazioni in svariati settori. Un’attività, la sua, che in questo momento svolge presso il CNR – Istituto di tecnologie avanzate per l’energia “Nicola Giordano” di Messina, col quale ha vinto un assegno di ricerca.

Simona Crispi, biancavillese, nonostante il suo percorso accademico la proietti verso orizzonti internazionali, ha deciso di restare in Italia, anzi in Sicilia. E adesso ha conseguito il dottorato di ricerca in “Ingegneria e Chimica dei materiali e delle costruzioni” all’Università di Messina. Un traguardo arricchito anche dall’attestazione di “Doctor europaeus”. Titolo aggiuntivo che risponde alle condizioni stabilite dalla Confederazione delle Conferenze dei Rettori dei paesi dell’Unione Europea (recepite dalla European University Association) e che Simona ha conquistato grazie alla tipologia e al rilievo dei suoi studi, condotti per un periodo presso la “Humboldt – Universitat” di Berlino.

Alle spalle c’è un un lungo percorso. Simona Crispi ha conseguito la laurea triennale in Tossicologia e quella magistrale in Chimica dei materiali all’Università di Catania. Diversi gli stage riportati in curriculum, dall’Arpa Sicilia alla St Microelectronics, multinazionale con cui ha collaborato per il deposito di un brevetto per creare un materiale da utilizzare in dispositivi miniaturizzati per il rilevamento di gas. Abilitata alla professione di chimico, Crispi ha pubblicato diversi articoli in riviste scientifiche come Sensors and Actuators o ACS Applied Nanomaterials.

Un’intensa attività che non le ha impedito, comunque, di tralasciare affetti e sentimenti. Così, Simona ha coronato ri recente anche il sogno del matrimonio, dimostrando che carriera e famiglia si possano conciliare. «Come è possibile? Con l’amore», risponde la ricercatrice biancavillese. «La passione e l’amore per quello che faccio – garantisce Crispi – mi conferiscono le energie necessarie per alzarmi tutte le mattine alle 4 e andare a prendere un pullman che mi porta ad un altro pullman per arrivare al lavoro. Ed è lo stesso amore che mi riconduce tutte le sere a casa da mio marito».

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«Mio marito Gerardo, la sua scelta di libertà e le indicibili sofferenze»

Sangiorgio, sopravvissuto ai lager: il ricordo della moglie Maria Cuscunà e il ruolo della scuola

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Serie di iniziative, organizzata dal Comune di Biancavilla, con il coinvolgimento della scuola media “Luigi Sturzo” e dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, per la Giornata della memoria. Un’occasione per ricordare Gerardo Sangiorgio, il biancavillese, cattolico antifascista, che non giurò fedeltà alla Repubblica di Salò e, all’indomani dell’8 Settembre, fu deportato nei lager nazisti. Sopravvisse a quell’orrore e, tornato a casa, dedicò la sua vita all’insegnamento e alla promozione dei valori scolpiti nella nostra Costituzione. La sua scomparsa è avvenuta nel 1993.

La moglie, Maria Cuscunà, rivolgendo un messaggio al sindaco Antonio Bonanno e all’assessore alla Cultura, Vincenzo Randazzo, apprezza le iniziative nelle due scuole.

«Quel ragazzo poco più che ventenne…»

«Sono emotivamente partecipe. In un frangente così difficile, la scuola – sottolinea la prof. Cuscunà – non può derogare al suo ruolo principale. Formare coscienze nella sete di uguaglianza, giustizia, libertà connaturate nell’uomo. E i contenuti non sono autentici se non orientano le azioni».

«Negli scritti memorialistici di Gerardo, e in quelli che precedono la sua deportazione, il riferimento ai classici è costante. Non sono solo pagine per conoscere, ma fonte per conoscersi. E con i versi di Dante che lo indirizzarono prima e lo allontanavano dall’alienazione totale a cui era stato destinato, nei mesi tragici del 1943, un ragazzo poco più che ventenne decise di seguire una rotta nel primo momento in cui potè fare una scelta da uomo libero».

«Decisione – ricorda Cuscunà – che gli costò “indicibili sofferenze” e privazioni di ogni tipo e mise a rischio la sua stessa vita ma, da quella scelta che tanti ragazzi come Gerardo nei lager fecero, passa la costituzione di un’Italia libera che tutti desideriamo più umana e più giusta».

«Agli amministratori, agli studenti, alle libere coscienze il ricordo di questa come altre storie sofferte per vederci, oltre ogni cieca ideologia, uomini con la sete autentica di vero, buono e giusto».

La medaglia d’onore per Gerardo Sangiorgio

Lo scorso anno, una medaglia d’onore è stata consegnata alla memoria di Gerardo Sangiorgio ai familiari. Il riconoscimento è stata voluta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con proprio decreto, su indicazione del comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La consegna, in piazza Università, a Catania, in occasione della Festa della Repubblica, è avvenuta dalle mani del prefetto Maria Carmela Librizi. A ricevere la medaglia, Maria Cuscunà assieme ai figli Placido Antonio (nostro apprezzato collaboratore) e Rita e i nipotini.

Due volumi per ricordare Gerardo Sangiorgio

Negli ultimi anni, diversi i contributi e gli studi sulla figura di Sangiorgio. Due i volumi che la nostra casa editrice, Nero su Bianco, gli ha dedicato, promuovendoli in occasione della “Giornata della memoria” con il coinvolgimento delle scuole.

Si tratta di “Internato n. 102883/IIA. La cattedra di dolore di Gerardo Sangiorgio”, scritto da Salvatore Borzì con prefazione di Nicolò Mineo. E poi, a cura di Borzì, “Una vita ancora più bella. La guerra, l’8 Settembre, i lager. Lettere e memorie 1941-1945”, con prefazione di Francesco Benigno.

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