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«Posti a rischio nei call center? Falsità, si fa solo terrorismo»

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Sindacati contro sindacato. Le sigle di Cgil, Cisl, Uil e Ugl attaccano lo Snalv-Confsal che ieri aveva diffuso i propri timori sul futuro degli 850 operatori della Transcom di Biancavilla e Paternò. E sottolineano: «Nessun rischio».

 

«Risulta completamente infondato l’allarme e la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro quale conseguenza di un ipotetico spostamento del call center».

Intervengono Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro lo Snalv-Confsal, sigla sindacale che ieri aveva espresso timori per il futuro degli 850 posti di lavoro dei call center della Transcom, che a Paternò e a Biancavilla gestiscono le chiamate per le prenotazioni specialistiche sanitarie ed altri servizi di informazione della Regione Lombardia.

In un comunicato di risposta, Cgil, Cisl, Uil e Ugl parlano di «atteggiamento terroristico» dello Snalv per la diffusione di notizie infondate e ribadiscono che non ci sono rischi per i lavoratori.

Questa la loro nota integrale.

«Il Call Center è saldamente nonché produttivamente ambientato nel nostro territorio e nelle sedi di Paternò e Biancavilla, al punto che negli anni le sigle sindacali che operano realmente nella realtà lavorativa hanno, in sinergia con l’Azienda, ottenuto dei risultati importanti e acclamati che hanno permesso un incremento di lavoratori fino al raggiungimento degli attuali 850. Assieme alla dirigenza abbiamo fortificato il radicamento e posto le basi forti e solide affinché la struttura del Call Center rimanga nel nostro territorio, indipendentemente dall’Azienda che si aggiudicherà la gara d’appalto (la quale prevede anche l’esplicazione della commessa per la durata di 6 anni più 1), in quanto sono state create le condizioni favorevoli al continuo investimento nei territori di Paternò e Biancavilla: ancora oggi questi ultimi si contraddistinguono per alte capacità professionali alle quali abbiamo associato, con gli ultimi accordi sindacali, condizioni favorevoli per un continuo investimento di capitali che di certo porterà ad un aumento di posti di lavoro e non ad una drastica riduzione.

Pertanto condanniamo l’atteggiamento terroristico basato sull’inesattezza delle informazioni e sulla strumentalizzazione delle paure, finalizzate esclusivamente a seminare panico tra i dipendenti ed all’inasprimento del clima lavorativo. Siamo inoltre dispiaciuti che tali inesattezze e falsità abbiano coinvolto persino la deputazione nazionale, che si mobilita in modo solerte ma inopportuno, con un interrogazione parlamentare che renderà felice solo coloro che disseminano terrore e preoccupazione in azienda, con la speranza di essere martirizzati da una guerre mai iniziata.

A tal proposito invitiamo tutti i dipendenti a rivolgersi alle proprie RSA di riferimento che sono sempre a disposizione per dubbi e chiarimenti al fine di garantire la serenità che qualche disturbatore “parolaio” vuole loro negare. Ricordiamo infine che dalla nascita del Call Center (2004) sono sempre state divulgate dalle medesime persone le solite voci che davano per imminente la chiusura dei siti di Paternò e Biancavilla, ma a dispetto di ciò l’azienda ha continuato ad investire producendo picchi occupazionali al di sopra degli 800 dipendenti. Alla luce di quanto esposto e considerato, sentiamo la necessità di rassicurare tutti i lavoratori della nostra Azienda e di evidenziare l’infondatezza delle notizie falsamente e volutamente veicolate da un Sindacato inesistente e non operante all’interno del nostro Call Center».

Confsal Biancavilla: «Anche noi prendiamo le distanze»
Anche i responsabili Confsal dell’area di Biancavilla, Salvo Pulvirenti e Angelo D’Urso, smentiscono il segretario regionale Antonio Santonocito sulle preoccupazioni per il destino dei lavoratori Transcom. E in una nota scrivono: «Prendiamo le distanze dalle notizie emerse in questi giorni  sull’immediato futuro del CC gestiti da Transcom e Lombardia informatica lontano da biancavilla e Paternò. Reputiamo tali notizie,al momento, prive di fondamento, notizie che hanno provocato -ovviamente- un ingiustificato allarmismo tra i lavoratori, le loro famiglie e l’intera comunità e pertanto sono risultate assolutamente inopportune. Per tali motivi valuteremo la possibilità di abbandono della sigla sindacale di nostra odierna appartenenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Servizio idrico, l’esordio del Comitato: «Revocare la convenzione con Sie spa»

A Villa delle Favare 250 adesioni di cittadini: «Stop a super-bollette e ad erogazione a singhiozzo»

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Revocare la convenzione con la Sie spa, la società di gestione del servizio idrico a Biancavilla. È quanto chiede il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica, nel suo primo incontro con i cittadini. A Villa delle Favare in 250 hanno aderito «per difendere l’acqua come bene pubblico e dire basta ai disservizi e ai costi insostenibili».

Portavoce del comitato è Salvatore Grasso. A promuoverlo, tra gli altri, anche esponenti del Partito democratico, presenti tra i relatori. Ma – viene sottolineato – «il Comitato è aperto a tutti i cittadini e rifiuta categoricamente qualsiasi strumentalizzazione o “tranello” di colore politico».

L’obiettivo dichiarato è quello di «accendere un faro sulla gestione del servizio idrico comunale». Una mobilitazione sulla scia di quanto successo già a Scordia, Militello e Palagonia.

Al Comune di Biancavilla, socio della Sie spa, viene chiesta, oltre alla revoca della convenzione, una presa di posizione: «Stop ai rincari indiscriminati e a voci di costo del tutto incomprensibili per gli utenti». Si pensi al mancato riconoscimento del bonus idrico (spettante a chi ha un basso Isee) o ai depositi cauzionali, che ora dovranno essere rimborsati dal Comune: due questioni sollevate da Biancavilla Oggi.

E poi c’è la questione dei disservizi strutturali. Il Comitato chiede «interventi urgenti per fermare l’erogazione a singhiozzo, che in alcune zone della città costringe i cittadini a ricevere l’acqua solo ogni tre o quattro giorni». Infine, l’esigenza della trasparenza: «Massima chiarezza sull’operato della società aggiudicataria Sie spa». Dalla riunione di Villa delle Favare, una voce comune: «I cittadini chiedono risposte: è tempo di darle».

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Dalla Sie niente bonus idrico in fattura (fino ad ora) per chi ha un basso Isee

L’agevolazione non è stata riconosciuta né per giugno-dicembre 2025 né per il primo trimestre 2026

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Gli utenti del servizio idrico di Biancavilla stanno per ricevere la seconda fattura (relativa al primo trimestre 2026), dall’esordio della Sie spa al posto del Comune. Un passaggio avvenuto nel giugno 2025, segnando un cambio epocale con inevitabili disguidi dovuti a incongruenze o parametri errati.

Al di là di errori facilmente risolvibili, tra le “anomalie” in fattura non è passata inosservata l’assenza del cosiddetto bonus idrico. Uno sgravio che – analogamente a quanto già avviene con luce e gas – spetta ai nuclei familiari con basso Isee, che a Biancavilla sono circa 2000. Il riconoscimento del bonus dovrebbe avvenire in automatico, senza che l’utente ne faccia richiesta, sulla base delle informazioni sulla situazione economica e reddituale che mette a disposizione l’Inps.

Invece, né nella fattura d’esordio (relativa al secondo semestre 2025) né in quella del periodo gennaio-marzo 2026, la Sie spa ha inserito questa voce. Non solo: nelle fatture già emesse c’è anche la voce del deposito cauzionale, che sarà spalmato in tre fatture. Un importo da defalcare a quanti sono beneficiari di bonus idrico.

Attraverso i canali di assistenza della società, Biancavilla Oggi ha chiesto chiarimenti. In effetti – è stato ammesso – il bonus idrico non è stato riconosciuto in fattura. Ma – viene precisato – gli uffici si stanno attivando per implementare la procedura, garantendo che gli aventi diritto troveranno lo sgravio spettante, comprensivi di arretrati, nelle successive fatture. Nel conguaglio, si dovrà restituire il deposito cauzionale per quanti hanno diritto al bonus idrico. Si vedrà se sarà veramente così nel prossimo avviso di pagamento, previsto a luglio.

L’agevolazione spetta a famiglie con Isee inferiore a 9796 euro oppure fino a 20mila euro nel caso di famiglie numerose con almeno quattro figli. Il bonus consiste nella tariffa equivalente a 18,25 metri cubi di acqua all’anno.

Il sindaco interviene sul mancato bonus idrico

Una questione di cui si è fatto carico anche il sindaco Antonio Bonanno. Dopo la pubblicazione della notizia da parte di Biancavilla Oggi, il primo cittadino ha fatto sapere di avere contattato in questi giorni, un modo formale, la Sie.

«Ho chiesto, innanzitutto, di individuare con precisione tutti gli utenti che possono beneficiare del bonus, applicandolo subito in fattura come prevedono le regole. È nostro dovere proteggere le fasce più fragili da disagi e ingiustizie. Inoltre, per dare tempo a chi è in difficoltà di chiarire la propria situazione, ho richiesto alla Sie di valutare uno slittamento della scadenza delle bollette in arrivo in queste settimane».

«Alcuni cittadini – specifica Bonanno – hanno visto addebitato anche il deposito cauzionale, pur essendo beneficiari del bonus idrico e quindi, secondo le normative Arera, non dovrebbero pagarlo. Un altro errore che va corretto. Confido nella collaborazione della Sie. Seguirò personalmente la vicenda».

La Sie risponde: «Pagamenti differiti al 6 giugno»

La Sie spa, rispetto alle notizie diffuse da Biancavilla Oggi e all’interlocuzione avuta con il sindaco Antonio Bonanno, interviene con una nota. «All’esito di una proficua collaborazione istituzionale con l’amministrazione comunale di Biancavilla, nell’interesse della cittadinanza del Comune di Biancavilla», la società che gestisce il servizio fa sapere alla nostra redazione «la data di scadenza delle bollette è differita all’8 giugno 2026» (rispetto alla scadenza iniziale del 22 maggio, ndr). Per chi ha già pagato ci dovrebbe essere un conguaglio alla prossima bolletta, prevista a luglio.

La decisione, però, riguarda «le sole utenze di tipo domestico residente, anche al fine di effettuare le opportune verifiche e acquisire i dati relativi ai soggetti fruitori del bonus idrico non ancora disponibili presso il portale istituzionale Servizio Informativo Integrato».

Il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

«Riteniamo incredibile che il sindaco di Biancavilla si sia accorto solo adesso, e solo grazie alla segnalazione dei cittadini, che la Sie non abbia applicato lo sconto in fattura dovuto per legge alle famiglie meno abbienti del nostro comune».

Lo afferma in una nota il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica di Biancavilla, che ha fissato un incontro a Villa delle Favare il 29 maggio, alle ore 17.30, «per protestare contro la scellerata gestione del servizio idrico da parte della Sie, che ha portato ad un aumento del costo del servizio, insostenibile per tante famiglie biancavillesi».

Il Comitato chiede «di vigilare sull’operato del gestore a cui il nostro Comune ha affidato il servizio idrico, se non al sindaco che dovrebbe tutelare gli interessi dei propri cittadini». Quanto allo slittamento della scadenza dei pagamenti delle bollette gennaio-marzo 2026, il Comitato si chiede «a cosa serve quando invece le stesse dovrebbero essere annullate dalla società ed essere nuovamente riemesse nel rispetto dei dettami della legge».

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