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Covid, fra disciplina e prudenza: intempestiva la riapertura delle scuole

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La disastrosa epidemia che ci ha colpito continua a fare vittime e a fare ammalare tantissime persone sia a livello nazionale sia nel nostro territorio, mettendo il sistema sanitario in grandissima difficoltà. A Biancavilla ci sono già stati sette morti e i contagiati, dice il sindaco, sarebbero più di quanto si conosca. Ho letto che ieri ad Adrano ci sarebbero state tre vittime.

Che fare dunque?

Il primo compito è della sanità e della politica ma poi c’è il comportamento delle persone. Se noi tutti fossimo disciplinati avremmo più possibilità di uscirne prima e con meno danni. Ma tutti possiamo vedere come ci sono in giro persone senza mascherina o con mascherina sotto il naso, nell’assoluta assenza di controlli.

In questo contesto il problema della scuola assume una particolare rilevanza perché se da una parte c’è l’esigenza di non interrompere l’istruzione e la socializzazione di bambini e giovani, dall’altra c’è la necessità che la scuola non sia veicolo di diffusione di contagio tra gli studenti, le loro famiglie e il personale. In questo momento molte scuole sono chiuse ma qualcuno vorrebbe riaprirle subito senza che le condizioni dell’epidemia siano migliorate.

Ciò mi sembra intempestivo e imprudente. Occorre avere più pazienza e prudenza per garantire la salute pubblica, se non si abbassano significativamente i numeri della pandemia. Il danno didattico e formativo dei ragazzi c’è, sicuramente la scuola potrà recuperare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Cristina Mursia

    21 Novembre 2020 at 14:54

    Esiste un dpcm che prevede che, anche nelle”regioni rosse”, le scuole dell’obbligo sino alla classe prima della scuola secondaria di primo grado rimangano aperte. Un sindaco non può contravvenire ad un dpcm, a meno che sussistano sul territorio i presupposti di legge che consentano ciò. Questo è quanto ci dice la normativa in vigore. Passando sul piano prettamente sociale, io personalmente non capisco perché si debba impedire ai bambini di andare a scuola, continuando a fare dad, soluzione sicuramente non esaustiva e che provoca discriminazioni. Perché invece noi adulti non ci prendiamo maggiori responsabilità evitando di adottare comportamenti che in questo momento sono rischiosi? Perché non limitiamo i nostri spostamenti a quelli che sono davvero necessari e teniamo correttamente la mascherina? Forse sarebbe meglio riflettere di più sul comportamento di noi adulti, e fare noi più sacrifici, anziché puntare subito il dito sulla scuola e privare i minori di un diritto e di un piacere solo per sopire, non so quanto in maniera efficace, le nostre paure.

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Detto tra blog

Baby parcheggiatori abusivi in attività al cimitero, ma nessuno si indigna

Per favore, non tiriamo fuori la scusa della povertà: sono scene vergognose per un paese civile

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© Foto Biancavilla Oggi

Una scena vista e rivista negli anni. Talmente ripetuta da essere acquisita tacitamente come “normale”. Ma normale non è. Lungo via della Montagna, a Biancavilla, stazionano in questi giorni alcuni soggetti che fanno i parcheggiatori abusivi. Tra loro anche bambini o ragazzini di 12-14 anni. Sono lì per chiedere qualche euro a quanti parcheggiano l’auto. E sono tanti, in questi giorni, coloro che si recano in zona per fare visita al cimitero.

Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in via della Monatgna, in coincidenza della settimana della commemorazione dei defunti, è stato notato, raccontato e denunciato dalle pagine di Biancavilla Oggi ripetutamente.

Ma la cosa, evidentemente, passa inosservata. O meglio, viene accettata da amministratori comunali e polizia locale, che pur essendo presenti o passando da via della Montagna chiudono entrambi gli occhi.

No, per favore, non si tiri in ballo il disagio economico e la solita litania cantata in questi casi, secondo cui dei poveri sventurati, almeno così, si guadagnano qualcosa. Finiamola. I “poveri sventurati” possono bussare alla porta delle Caritas. E in ogni caso, non è accettabile, in un paese civile, vedere bambini in età scolastica dediti all’attività di parcheggiatori abusivi.

Ma come è possibile che tutto questo non provochi alcun sussulto? Al di là della legalità violata, come si spiega l’assenza di un minimo di fervore civile e di uno straccio di sentimento civico?

Le scene di via della Montagna di questi giorni sono una vergogna. Ma è ancora più vergognoso che nessuno si indigni e pretenda normalità. Nessun intervento di politici, di parroci, di educatori, di oratori o di scuole. Nessuno che parli, tranne noi, che puntuali –come succede ormai da diversi anni, anche se cambiano i colori delle amministrazioni comunali– ci ritroviamo a sollevare la questione.

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