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Covid, fra disciplina e prudenza: intempestiva la riapertura delle scuole

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di NINO LONGO

La disastrosa epidemia che ci ha colpito continua a fare vittime e a fare ammalare tantissime persone sia a livello nazionale sia nel nostro territorio, mettendo il sistema sanitario in grandissima difficoltà. A Biancavilla ci sono già stati sette morti e i contagiati, dice il sindaco, sarebbero più di quanto si conosca. Ho letto che ieri ad Adrano ci sarebbero state tre vittime.

Che fare dunque?

Il primo compito è della sanità e della politica ma poi c’è il comportamento delle persone. Se noi tutti fossimo disciplinati avremmo più possibilità di uscirne prima e con meno danni. Ma tutti possiamo vedere come ci sono in giro persone senza mascherina o con mascherina sotto il naso, nell’assoluta assenza di controlli.

In questo contesto il problema della scuola assume una particolare rilevanza perché se da una parte c’è l’esigenza di non interrompere l’istruzione e la socializzazione di bambini e giovani, dall’altra c’è la necessità che la scuola non sia veicolo di diffusione di contagio tra gli studenti, le loro famiglie e il personale. In questo momento molte scuole sono chiuse ma qualcuno vorrebbe riaprirle subito senza che le condizioni dell’epidemia siano migliorate.

Ciò mi sembra intempestivo e imprudente. Occorre avere più pazienza e prudenza per garantire la salute pubblica, se non si abbassano significativamente i numeri della pandemia. Il danno didattico e formativo dei ragazzi c’è, sicuramente la scuola potrà recuperare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Cristina Mursia

    21 Novembre 2020 at 14:54

    Esiste un dpcm che prevede che, anche nelle”regioni rosse”, le scuole dell’obbligo sino alla classe prima della scuola secondaria di primo grado rimangano aperte. Un sindaco non può contravvenire ad un dpcm, a meno che sussistano sul territorio i presupposti di legge che consentano ciò. Questo è quanto ci dice la normativa in vigore. Passando sul piano prettamente sociale, io personalmente non capisco perché si debba impedire ai bambini di andare a scuola, continuando a fare dad, soluzione sicuramente non esaustiva e che provoca discriminazioni. Perché invece noi adulti non ci prendiamo maggiori responsabilità evitando di adottare comportamenti che in questo momento sono rischiosi? Perché non limitiamo i nostri spostamenti a quelli che sono davvero necessari e teniamo correttamente la mascherina? Forse sarebbe meglio riflettere di più sul comportamento di noi adulti, e fare noi più sacrifici, anziché puntare subito il dito sulla scuola e privare i minori di un diritto e di un piacere solo per sopire, non so quanto in maniera efficace, le nostre paure.

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Il Prg approvato e gli indennizzi sui terreni vincolati: bomba ad orologeria

Un’eventuale massiccia richiesta di pagamento dei proprietari al Comune avrebbe effetti devastanti

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di ANDREA INGIULLA

Abbiamo appreso dalle pagine di Biancavilla Oggi che il nuovo Prg di Biancavilla, dopo un iter durato 16 anni, è stato finalmente approvato. A questo punto tanti cittadini biancavillesi si staranno chiedendo cosa succederà e soprattutto quali strumenti di tutela hanno a disposizione coloro i quali si sentono penalizzati dalle previsioni del nuovo strumento urbanistico.

A tale proposito, ritengo utile rassegnare le seguenti brevi considerazioni. Come già anticipato in passato attraverso le pagine di questo giornale, sin dal 1993 parecchi cittadini hanno visto assoggettati i loro terreni a vincoli espropriativi, che sono venuti a scadenza nel 2003, dopo il decorso di 10 anni dall’approvazione del precedente Prg.

Da allora sono trascorsi altri 17 anni, durante i quali i proprietari hanno continuato a subire la limitazione del loro diritto, sebbene i vincoli fossero già scaduti.

Con l’approvazione del nuovo Prg, l’eventuale scelta del Comune di asservire nuovamente il terreno a finalità pubbliche (ad esempio verde pubblico, attrezzature di interesse collettivo, ecc.), dovrebbe essere giustificata da una congrua motivazione e soprattutto al privato dovrebbe essere riconosciuto un indennizzo, per il solo fatto della mera riapposizione del vincolo e quindi a prescindere dall’eventuale successiva espropriazione del terreno per motivi di pubblica utilità.

Attenzione, però, perché le superiori conseguenze non sono automatiche ma presuppongono una reazione del privato cittadino, che ha l’onere di esperire gli opportuni rimedi giurisdizionali, qualora si ritenga ingiustamente leso dalle nuove previsioni urbanistiche.

Chi intende contestare la riapposizione del vincolo, perché magari sperava in una nuova destinazione urbanistica del suo terreno, ha l’onere di impugnare il nuovo Prg entro il termine perentorio di 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di approvazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

Chi, invece, intende ottenere l’indennizzo economico per la riapposizione del vincolo, ha l’onere di farne espressa richiesta al Comune e, quindi, in caso di negativo riscontro, di adire l’autorità giudiziaria competente.

Com’è facilmente intuibile, l’eventuale massiccia richiesta di pagamento dell’indennizzo da parte dei proprietari, potrebbe avere effetti devastanti per le già precarie casse comunali, visto che il nuovo Prg di Biancavilla, oggi approvato, ha in pratica riconfermato tutti i vincoli espropriativi contenuti nel previgente strumento urbanistico. Non c’è che dire: una vera e propria bomba ad orologeria che rischia di esplodere a breve termine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA   

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