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Covid, anziana deceduta all’ospedale: Biancavilla piange la quinta vittima

Dall’inizio dell’epidemia ad oggi i morti nel nostro paese sono stati tre uomini e due donne

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© Foto Biancavilla Oggi

Era ricoverata all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla con i sintomi tipici del Covid. L’infezione era stata confermata dal tampone positivo. Non ce l’ha fatta un’anziana biancavillese. È morta a seguito delle complicazioni causate dal coronavirus. Biancavilla registra così la quinta vittima Covid dall’inizio dell’epidemia.

È un bollettino che annota tre decessi nell’arco delle ultime settimane. L’impennata di infezione virale ha causato pochi giorni fa in paese la morte di un uomo di 81 anni, sempre all’ospedale di Biancavilla. Pochi giorni prima, il decesso di una donna di 78 anni. Gli altri casi precedenti hanno riguardato un 70enne a settembre e un 59enne ad aprile, prima vittima in assoluto a Biancavilla e l’unica della prima ondanta.

Secondo l’ultimo aggiornamento, i contagi ufficiali hanno già superato il centinaio a Biancavilla, mentre le persone in isolamento domiciliare a scopo precauzionale sono oltre 250. Ma al di là dei numeri, il quadro è ben più grave. L’epidemia ha una dimensione più estesa, così come notano ogni giorno medici di base e laboratori privati.

L’ospedale di Biancavilla, non a caso, è sotto particolare pressione. Nella struttura sanitaria, quasi del tutto riconvertita a centro Covid, arrivano pazienti anche da fuori provincia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno mandata in frantumi

Distrutta in via Romagnosi la targa intitolata ad una vittima delle foibe nel “Giorno del ricordo”

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© Foto Biancavilla Oggi

La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno (vittima biancavillese delle foibe) è stata frantumata. I pezzi sono a terra, in via Romagnosi. La targa commemorativa era stata affissa, per volere dell’amministrazione comunale, nel luogo i cui aveva abitato Furno, nato nel 1901 e finito nelle foibe nel 1945.

L’affissione della lapide era avvenuta nel “Giorno del ricordo” con la partecipazione di alcuni pronipoti di Furno, che aveva lasciato Biancavilla nel 1933 per andare a fare l’insegnante.

Il sindaco Antonio Bonanno è stato informato dell’accaduto. Il gesto non sarebbe da collegare ad un’azione vandalica. Si sospetta di qualcuno che ha compiuto l’atto in modo sconsiderato, sulla base di segnali che erano stati notati fin dal giorno della cermonia del 10 febbraio.

Da parte del Comune, secondo quanto apprende Biancavilla Oggi, c’è l’impegno da subito a realizzare una nuova targa e ricollocarla nella stessa parete dell’abitazione che fu di Salvatore Furno.

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