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Lampi e tuoni, ma anche pioggia e grandine. Tutto concentrato in qualche decina di minuti. Una “bomba d’acqua”, che ha colpito in maniera particolare la zona “Vigne” di Biancavilla. L’effetto si è visto anche più a “valle”.

Per esempio, come mostrano le immagini video che qui pubblichiamo. Siamo sotto il ponte che segna il confine tra Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Il torrente che una volta scorreva con una certa forza è “riapparso”, seppur con una consistenza ridotta.

Quello che un tempo era il greto del fiume, oggi è utilizzato come strada interpoderale, la stessa che per anni è stata utilizzata dai mezzi del cantiere della metropolitana.

Di tanto in tanto, in occasione di abbondanti piogge, il luogo riprende la “fisionomia” di torrente. Come accaduto oggi. A dimostrazione che in coincidenza di eventi eccezionali, come può essere anche una scarica di pioggia improvvisa, il flusso dell’acqua riprende e segue vecchi percorsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA  

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La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno mandata in frantumi

Distrutta in via Romagnosi la targa intitolata ad una vittima delle foibe nel “Giorno del ricordo”

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© Foto Biancavilla Oggi

La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno (vittima biancavillese delle foibe) è stata frantumata. I pezzi sono a terra, in via Romagnosi. La targa commemorativa era stata affissa, per volere dell’amministrazione comunale, nel luogo i cui aveva abitato Furno, nato nel 1901 e finito nelle foibe nel 1945.

L’affissione della lapide era avvenuta nel “Giorno del ricordo” con la partecipazione di alcuni pronipoti di Furno, che aveva lasciato Biancavilla nel 1933 per andare a fare l’insegnante.

Il sindaco Antonio Bonanno è stato informato dell’accaduto. Il gesto non sarebbe da collegare ad un’azione vandalica. Si sospetta di qualcuno che ha compiuto l’atto in modo sconsiderato, sulla base di segnali che erano stati notati fin dal giorno della cermonia del 10 febbraio.

Da parte del Comune, secondo quanto apprende Biancavilla Oggi, c’è l’impegno da subito a realizzare una nuova targa e ricollocarla nella stessa parete dell’abitazione che fu di Salvatore Furno.

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