Connettiti con

Cronaca

Torna da una serata con le amiche e trova la sua auto “cannibalizzata”

Amara sorpresa per una ragazza di Biancavilla: la sua Fiat 500X smontata e “depredata”

Pubblicato

il

Esce con le amiche e, appena torna nel parcheggio, trova la sua auto “cannibalizzata”. Completamente distrutta. Smontata per farne pezzi di ricambio da rivendere nel mercato illegale.

È successo ad una ragazza di Biancavilla. Aveva lasciato il mezzo – una Fiat 500X – in un parcheggio di Gravina di Catania per passare il sabato sera con due amiche. Al loro ritorno l’amara sorpresa. I “predatori d’auto” hanno portato via il cofano, i quattro sportelli, i fari e gli stop, la radio e il navigatore, persino la ruota di scorta. Stessa sorte toccata anche ad un’altra auto parcheggiata a non molta distanza, rimasta senza ruote ed appoggiata su quattro blocchi.

Ad agire, una banda ben organizzata e specializzata in questo genere di attività illecita. Un fenomeno ben noto a Catania, quello della “cannibalizzazione” delle auto con un mercato nero di pezzi di ricambio. Diverse operazioni che hanno svelato anche il controllo di organizzazioni mafiose.

Alla ragazza di Biancavilla non è rimasto altro che chiamare un carroattrezzi per il trasporto dell’auto ridotta in carcassa, in attesa di presentare denuncia per quanto accaduto in un sabato sera da dimenticare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA  

Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

Pubblicato

il

Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere
Pubblicità

DOSSIER MAFIA

I più letti