Chiesa
Né stucchi dorati né inutili sfarzi, garage diventa “chiesa” a Sberno
Un ambiente rustico con pareti a crudo, senza stucchi dorati né pomposità. Un altare semplice, improvvisato, povero. Quanto basta per dire messa e fare comunità. Nel quartiere di “Sberno”, grazie alla disponibilità e alla generosità della famiglia Mazzaglia (con in testa la signora Tanina), un garage è stato adibito a “chiesa”.
La prima celebrazione, dopo l’autorizzazione dell’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, ha richiamato diversi fedeli e i locali si sono subito riempiti.
È stato padre Giovambattista Zappalà ad officiare. Un servizio che il sacerdote, reduce dal suo secondo mandato parrocchiale all’Annunziata ed impegnato ora con incarichi diocesani, garantirà ogni domenica nel quartiere che fa riferimento alla chiesa madre.
«Prego per questa comunità, in cui oggi stiamo spargendo i semi, nella speranza che possano portare molti frutti in questo quartiere di Sberno», ha detto padre Giovanni durante la preghiera dei fedeli.
«È stata un’occasione –sottolinea a Biancavilla Oggi una signora, alla fine della celebrazione– per riscoprire l’umiltà cristiana ed il senso autentico di “comunità”, che deve essere fatta innanzitutto di persone, di buone intenzioni e azioni consequenziali, non certamente di anacronistica retorica, di edifici sacri ridotti a museo, di inutili sfarzi, che allontanano i fedeli e che contrastano con le raccomandazioni di Papa Francesco».
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Chiesa
Il senso di appartenenza alla comunità cristiana: incontro a “San Salvatore”
Iniziativa della Diocesi e dello Studio teologico “San Paolo” con padre Francesco La Vecchia
La comunità religiosa come luogo di appartenenza, confronto e ricerca di senso. Attorno a questi temi si è sviluppato l’incontro ospitato nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla, primo appuntamento di un percorso dedicato alla Didaché, uno dei più antichi testi della tradizione cristiana, noto anche come “catechismo antico” o “manuale della Chiesa primitiva”.
L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Catania, insieme allo Studio Teologico “San Paolo”. A guidare la riflessione è stato padre Francesco La Vecchia OP, docente universitario e maestro della Cappella musicale del Duomo di Catania.
All’incontro presenti numerosi insegnanti di religione cattolica della provincia, insieme a parrocchiani e cittadini che hanno partecipato per seguire il confronto sul ruolo della comunità religiosa nel contesto contemporaneo.
«La comunità è un modo per trovare un senso. Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di appartenenza, di relazioni vere, di luoghi in cui sentirsi accolto e ascoltato», ha osservato padre La Vecchia nel corso del suo intervento.
La riflessione si è soffermata sulle difficoltà vissute dalle comunità ecclesiali in una società caratterizzata da individualismo e frammentazione sociale. Da qui la domanda posta dal relatore: «Come può essere oggi la comunità religiosa?».
La Didaché è stata proposta come chiave di lettura utile per comprendere dinamiche, relazioni e modelli di vita comunitaria che, pur appartenendo alle origini del cristianesimo, continuano a suscitare interrogativi attuali.
Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti previsti il 13 maggio al Seminario Interdiocesano “Regina Apostolorum” di Catania e il 20 maggio a Viagrande.
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Chiesa
In cinque pronunciano la Professione nell’Ordine Francescano Secolare
Si tratta di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura
Comunità francescana di Biancavilla in festa. Nella chiesa del convento celebrazione per la professione perpetua nell’Ordine Francescano Secolare di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura. La celebrazione è stata presieduta dal guardiano fra Mario Marino.
La professione perpetua è l’atto con cui, da laici, si assume in modo definitivo l’impegno di vivere il Vangelo secondo la spiritualità di San Francesco d’Assisi, all’interno della fraternità francescana. Non si tratta di voti religiosi. È una promessa pubblica e stabile a seguire la Regola dell’OFS, integrando i valori francescani nella propria condizione quotidiana, familiare e professionale.
In una chiesa affollata di fedeli, durante la celebrazione, i cinque candidati hanno rinnovato le promesse battesimali e, leggendo la relativa formula, giurato di osservare la Regola.
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Dino
10 Dicembre 2018 at 12:05
Cosi’ dovrebbe essere la chiesa che perpreta la parola di Gesu’ ma non dimentichiamo che, ancorandoci alla nostra fede, il regno di Dio lo possiamo trovare ovunque.
La chiesa di oggi non rappresenta la legge del signore ma un istituzione politica a fini delinquenziali.
Alessio
2 Dicembre 2018 at 10:28
In Chiesa Madre solo stucchi e pro come se la Madonna gioisse per questi pesanti e di cattivo gusto Il prevosto pensa solo alla sua vanagloria infischiandosi della poverta Che oggi c’e anche a Biancavilla