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Marce sinfoniche e da parata, gran finale al teatro comunale di Biancavilla

L’evento, voluto dalla Federazione Bande Siciliane, sarà trasmetto in streaming su Facebook

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Il teatro comunale “La Fenice” di Biancavilla ospita -oggi alle ore 17- la finale del “2° Concorso di composizione per marce sinfoniche e da parata”. Un evento organizzato e promosso dalla Febasi (Federazione Bande Siciliane).

Il concorso ha già visto una prima fase eliminatoria. Sono 8 i brani che, arrivati in finale, saranno eseguiti dall’Orchestra di Fiati Etnea – Febasi, diretta dai Maestri Carmelo Galizia e Lucio Pappalardo. Un’orchestra che raggruppa alcuni giovani strumentisti delle bande etnee. Tra loro, anche alcuni elementi appartenenti alla banda cittadina “A. Toscanini” di Biancavilla.

A decretare i vincitori sarà una giuria di esperti con i maestri compositori Giuseppe Lotario, Salvatore Tralongo e Michele Netti.

I compositori finalisti provengono da: Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Questi i loro nomi: per la categoria “Marcia sinfonica”, Raffaele Buscema, Andra Cangelosi, Matteo D’Agostino, Pasquale Magnifici e Pasquale Vene; per la categoria “Marcia da parata”, Matteo D’Agostino, Giovanni Lombardi e Cristiano Pieraccini.

L’evento, si svolgerà a porte chiuse ma sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Federazione Bande Siciliane.

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In città

Biancavilla ricorda Paolo Borsellino a 30 anni dalla strage che segnò l’Italia

Piantato un albero di ulivo, simbolo di speranza: «Il profumo della libertà contro il puzzo dell’indifferenza»

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Trent’anni fa la strage di via D’Amelio. Trent’anni dalla barbara uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Biancavilla ha ricordato quell’evento -succeduto alla strage di Capaci- che ha segnato la storia della nostra Repubblica.

In piazza Falcone e Borsellino, dove si trova il monumento cittadino dedicato ai due magistrati antimafia, è stato piantato un albero di ulivo come simbolo di pace e di speranza.

«Ciascuno di noi ha il dovere di coltivare la memoria per 365 giorni l’anno», ha detto il sindaco Antonio Bonanno, affiancato dall’assessore all’Educazione civica, Enza Cantarella. Con loro, una parte del clero biancavillese, il comandante della stazione dei carabinieri, Fabrizio Gatta, e la presenza di tanti giovanissimi biancavillesi. Soprattutto ragazzi dei grest parrocchiali e dei gruppi di boy scout.

«Ricordare Borsellino 30 anni dopo la strage vuol dire -ha sottolineato Bonanno- far memoria di come egli incarnò alla perfezione la figura del servitore dello Stato che lottava per l’affermazione della legalità. Alla stessa maniera del suo amico Giovanni Falcone. Grazie a Paolo Borsellino, l’Italia comprese che la lotta alla mafia non doveva essere una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale che deve coinvolgere le giovani generazioni».

«Per questa ragione -ha evidenziato il sindaco- è stata particolarmente significativa la presenza di tantissimi ragazzi».

Due di loro hanno letto brevi passi dei discorsi che Borsellino pronunciò durante gli incontri con i giovani: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Alla fiaccolata di Palermo in fascia tricolore

In serata, il primo cittadino ha partecipato a Palermo alla fiaccolata in ricordo di Borsellino. Lo ha fatto indossando la fascia tricolore, in rappresentanza di tutta Biancavilla.

«Da anni -ha ricordato- partecipo a questo appuntamento per testimoniare la stima nei confronti di Paolo Borsellino che ha dato la vita (assieme a lui 5 agenti della scorta) per affermare legalità e giustizia in tutta Italia. Partecipare alla fiaccolata da sindaco mi rende ancora più orgoglioso. So, infatti, di onorare la memoria di un grande magistrato rappresentando tutta la mia comunità che attinge a quei valori per i quali Borsellino ha lottato».

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