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Biancavilla siamo noi

«Mio marito ausiliare all’ospedale e quegli abbracci trattenuti al nostro bambino»

Testimonianza “dietro le quinte” della familiare di un operatore in servizio al presidio “Maria Ss. Addolorata”

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© Foto Biancavilla Oggi

Mi sono ritrovata a scrivere queste quattro parole in seguito a tutti i post e i commenti che ho letto in questi giorni che riportano notizie in merito agli esiti dei tamponi effettuati sul personale sanitario dell’ospedale di Biancavilla.

Vi racconto la mia storia per far capire alla gente quello che si vive dietro “le quinte”… Mio marito lavora come ausiliare con una ditta esterna presso l’ospedale, abbiamo un bambino di 15 mesi che lo aspetta tutte le sere felice, pronto per abbracciarlo e prendersi tutte le coccole che gli sono mancate durante la sua assenza.

Ed io con il cuore spezzato devo tirarlo per dare la possibilità al suo papà di poter fare una doccia, certa che lui ha usato tutte le precauzioni di questo mondo nel mantenersi a distanza di sicurezza dai suoi colleghi e dai pazienti… Un bambino piccolo non ha cura di bere dal suo bicchiere o di mangiare da una forchetta che non sia la sua, noi abbiamo imparato a farci caso, abbiamo imparato a dare i bacini sulla fronte piuttosto che un bacio coi pizzicotti, e lo facciamo tutti in casa perché mio figlio non senta la differenza tra suo padre e sua madre.

Odio quando la gente dà degli incoscienti o lavativi a queste persone che vanno solo a fare il loro dovere. Non ci siete con le mani dentro e non avete diritto di parlare, non siete con noi la notte mentre fissiamo per ore il soffitto perché da giorni aspettiamo l’esito dei tamponi. E non siete con noi quando i nostri cari ogni giorno indossano quel camice e vanno a lavoro con la paura nel cuore e nonostante tutto ci fanno forza.

Una colpa non ce l’ha nessuno, risparmiate tante parole inadatte e piene di odio. Pregate e pregate affinché tutto passi e possiamo tornare tutti ad abbracciare i nostri figli senza pura. Tanti auguri di buona guarigione ai colleghi di mio marito che sono risultati positivi ai tamponi.

GIULIA ARICÒ

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Biancavilla siamo noi

Docente di Biancavilla scrive alla Azzolina: «La scuola italiana? Teatrino dei burattini»

Lettera del Prof. Salvatore Papotto al ministro dell’Istruzione: «Avete svilito la nostra figura, spolpandoci la dignità»

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Se alla nostra scuola, già malconcia, serviva un’ultima botta per farla precipitare nel baratro del ridicolo, questa è arrivata con la prima seria burrasca. Figuriamoci, se già era al de profundis, nel più florido e pacifico periodo dell’umana storia, cosa e quali aspettative potevamo attenderci con l’arrivo di un serio problema come questo? È doveroso, innanzi tutto, rimembrare a quanti detengono poteri decisionali in posti strategici e delicati, come la nostra Ministra e il suo entourage di tecnici e burocrati, che le qualità umane si testano nei momenti di difficoltà e non certo in quelli di pace, storia patria docet! Di contro, i nostri politici, con metodica scienza, hanno centrato tutti gli errori possibili che potevano, e che si sono presentati.

In primis, dopo una prima fase di totale confusione e dopo aver visto e, forse, appreso in televisione che i nostri “vilipesi” licei e istituti scolastici, subito si erano (spontaneamente) attivati nella didattica a distanza, prendendo la palla al balzo e attribuendosi l’idea, la nostra Ministra esordisce con la prima direttiva, lanciata a tutti i D.S., che dovevano tutti attivarsi a proseguire la normale attività didattica, ma a distanza, mediante varie piattaforme social etc. Naturalmente riguardo a valutazioni, assenze, verifiche, etc. ”Arcani e insondabili vaticini”,  voti si, voti no, assenze da considerare? Orari da rispettare? Boh!? (Tanto i docenti sono abituati a cavarsela, troveranno il modo. Ed eventuali ricorsi?  Noi diremo che hanno inteso male! Docenti ne trovi quanti ne vuoi). Il tutto concluso da una strofa che così recita: “l’anno scolastico sarà valido, serio, senza sconti né 6 politici, esame di Stato con procedura snellita” che d’ora in poi chiameremo “Ritornello”.

Segue: prima obiezione mossa dai sindacati che ricordano alla sig.ra Ministra “dell’Istruzione” che tale esercizio ed obbligo esula dal contratto nazionale e che l’iniziativa è relegata alla sensibilità e al libero arbitrio di ciascun docente, dal momento che non esiste norma alcuna che istituisca e regoli la didattica a distanza! Egregia Ministra le è sfuggito, forse, qualcosa del contratto?

In secundis, la Ministra, resasi conto, probabilmente, della gaffe, esordisce con un commovente quanto accorato appello alla provata e alta professionalità di docenti e dirigenti. Quindi abbassando i toni e a firma del Capo Dipartimento dott. Marco Bruschi (Nota 388 del 17/03/2020), invita chi comunque già lavorava sin dall’inizio della sospensione delle attività didattiche in presenza ad adoperarsi a portare avanti la didattica e a “riesaminare le progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali esigenze”. Ma introduce anche il tema delle valutazioni ricordando che “è altrettanto necessario che si proceda ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico, debbono informare qualsiasi attività di valutazione”, come se noi docenti non lo sapessimo e fossimo all’oscuro del significato della valutazione stessa. Inoltre ci ricorda che le valutazioni in itinere sono propedeutiche alla valutazione finale e che rientrano nella competenza propria di ciascun docente, nel rispetto dei criteri deliberati dal Collegio dei Docenti. Ed ecco che, in ottemperanza della suddetta nota, si convocano Dipartimenti disciplinari e Collegi dei Docenti in videoconferenza su piattaforme varie e impegnati in interi pomeriggi sotto la guida di Dirigenti sempre più confusi e stanchi alla disamina di quanto si è fatto, di quanto si deve fare e, soprattutto, di come si deve fare. Il tutto per assicurare il solito “Ritornello”.

Nel frattempo, rendendosi conto che non tutti i discenti, possiedono o hanno la possibilità di avere strumentazioni necessarie per questa modalità didattica, sbandierano ai quattro venti dai megafoni mediatici, lo stanziamento di, udite udite! 80.000.000 (ottanta milioni) di euro. Mamma mia che cifra! questa è la prova provata che i nostri governanti e, in prima fila la nostra Ministra, non conoscono quante migliaia di scuole ci siano in Italia. Le facciamo un esempio concreto: il liceo dove insegniamo, conta circa 1250 alunni, ebbene, dopo aver stilato moduli da far compilare ai ragazzi e/o famiglie con difficoltà, è emerso un numero facilmente già calcolabile e noto ai sigg. governanti, ammesso che vivano e conoscano il loro Paese, di circa 300 alunni, ovvero il 24% circa. Ebbene, sig.ra Ministra sa a quanto ammonta la cifra stanziata dal suo governo, per il liceo dove prestiamo servizio? 10.000 euro, che divisi per 300 alunni fanno circa 33 euro. Cioè noi daremo a quanti dimostrano con dichiarazioni Isee da compilare e inviare telematicamente (non si capisce come, se non possiedono strumentazioni) 33 euro…  Ma si rende conto? Siamo del Sud, della sua terra d’origine e magari più poveri dei nostri colleghi del Nord ma, se ci permette, siamo persone con una dignità, non gente da sbeffeggiare e umiliare. 

Chiusa questa parentesi, torniamo ai proclami, saltando ed arrivando all’ultimo, ovvero la bozza del D.L. già anticipata dalle maggiori testate e veicolata come un tam-tam sui social negli ultimi giorni di marzo

Ebbene dopo il solito “Ritornello” il succo delle sette pagine che dice? Che l’anno scolastico sarà valido  (e questo l’avevamo capito), poi ci illustra i diversi scenari, se si rientrerà entro il 18 maggio oppure no, con delle clausolette, in deroga a tutti i criteri sull’ammissione sia agli esami di Stato che alle classi successive alle prime, secondo le quali gli alunni dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado saranno tutti ammessi all’esame di Stato, mentre quelli delle classi intermedie saranno sempre tutti ammessi alla classe successiva, con un distinguo, però, per gli alunni che hanno  gravi insufficienze nel primo periodo dell’a.s. “aggiungiamo pure nel secondo” un non meglio precisato recupero degli apprendimenti a settembre. Ma che senso ha tale recupero degli apprendimenti se sono stati tutti promossi ope legis? Per farla breve, visto che ci troviamo in uno stato di guerra contro un nemico subdolo, il Coronavirus, il tanto citato Covid-19, non ci saranno respinti…cioè, comunque vada, Tutti Promossi!! Evvivaaaa!!!

Cara Ministra, ma scusi, ammesso e non concesso che questo già, velatamente, l’avevamo intuito e, prima di noi, anche i nostri ragazzi, non pensa che sbandierando a due mesi e mezzo dalla fine dell’a.s., questa “Genialata” abbia azzerato quella “sana ansia” che tanto sarebbe giovata agli alunni, come spinta a fare di più? Veda, egregia Ministra, considerare la scuola una seria istituzione, non equivale a regalare promozioni e diplomi. Chi meglio di Lei dovrebbe sapere, avendo un passato da insegnante, che l’impegno e il lavoro sono alimentati dall’obiettivo e dalla voglia di un successo?

È questo che spinge i nostri ragazzi a studiare, a scoprire ciò che c’è al di là e che un giorno diventerà, per molti di loro, una naturale esigenza di vita “lo studio, la ricerca…”. Ma se togliamo anche la altrettanto sana possibilità di cadere e rialzarsi non prospettiamo niente. Anzi appiattiremmo tutto e tutti.  Nel politechese chiamasi “Sanatoria”.

Ma d’altro canto, se stiamo lavorando come “muli”, forse più di prima, perché questo stravolgere tutto e ogni regola, visto che ci è stato chiesto di rimodulare obiettivi formativi e strategie di insegnamento, tenendo conto delle attuali esigenze?

Non solo avete lavorato con alacre impegno a svilire la figura di noi insegnanti, spolpandoci anche la dignità (i peggio pagati del mondo occidentale, precari e fuori sede con stipendi da fame) ma avete, pure, ridotto la scuola ad una pallida parvenza di necessità, depredandola di tutto, tanto che compriamo noi la carta e paghiamo le fotocopie e magari regaliamo i nostri libri a biblioteche sempre più vuote e, sempre più spesso, ai nostri alunni indigenti. Non conosciamo saponi e carta acquistati dalle scuole, li compriamo con i nostri pochi soldi che ci date e, malgrado ciò, siamo tra i più preparati e positivamente incisivi nella vita futura dei nostri ragazzi.

E Lei che ci dà in cambio? Dei fili! Sì, dei fili! Come quelli che tengono in piedi i burattini, relegati in un teatrino, sognatori e paladini di un onore di fantasia, ad arrabattarsi in chiassose battaglie e alla mercé di genitori che pretendono tutto e subito, ma impotenti e inoffensivi! Con l’unico scopo di fare ridere gli spettatori.

Grazie signora Ministra Azzolina e perdoni il nostro sfogo.

Prof. SALVATORE PAPOTTO

PS Onde evitare ulteriori gaffe, è auspicabile che nei decreti di attuazione e nelle ordinanze conseguenti al DL si specifichino meglio le procedure di ammissione alla classe successiva e agli esami di Stato al fine di non rendere nullo il lavoro effettuato e che si sta facendo con i ragazzi, specificando soprattutto che non si tratta di promozione ope legis indiscriminata per tutti, ma di ammissione alla classe successiva con sospensione del giudizio per chi non ha raggiunto la sufficienza in una o più discipline, obbligando la ragazza o il ragazzo alla frequenza, ma con profitto, dei corsi di recupero a settembre per tutte le discipline in cui non ha conseguito la sufficienza.

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C’è “siccità” nelle vie Texas ed Eldorado, gli abitanti: «Autobotte a spese nostre»

Un nostro lettore ci scrive: «Segnalato tutto al Comune ma non si è visto nessuno, intervenite concretamente»

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Salve, con la presente volevo inviarvi un reclamo per quanto riguarda la situazione ormai nota che si sta tergiversando nelle vie Texas/Eldorado. Abbiamo forti disagi idrici. Non arriva acqua da più di 3 giorni. Di solito l’erogazione è a giorni alterni. Ma da tre giorni a questa parte, nulla.

Ho contattato il sindaco e qualche esponente dell’amministrazione, presentando il problema. Sono stato rassicurato che sarebbe arrivata la protezione civile. Ma non è arrivato nulla.

Oggi, dopo vari giorni, siamo rimasti senza acqua. Ho contattato nuovamente chi di competenza e non ho ricevuto nessuna risposta. Rendendoci conto del disagio, abbiamo chiamato una autobotte a spese nostre e abbiamo risolto.

Chiedo un po’ di attenzione in più: le famiglie con bambini non possono rimanere senza acqua in un momento così delicato. Fate qualcosa, intervenite in maniera concreta.

GIUSEPPE ARONA

BIANCAVILLA SIAMO NOI. Questo spazio è aperto a tutti i nostri lettori, affinché possano esprimere un pensiero, una proposta, un suggerimento su tematiche locali o denunciare disservizi, inadempienze, soprusi da parte della pubblica amministrazione. Chiediamo un’esposizione chiara e un linguaggio rispettoso nei confronti di tutti. Saremo ben lieti di ospitare i vostri contributi, nel segno della partecipazione attiva.


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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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