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Il Consiglio decide, Glorioso cestina Baratto amministrativo “dimenticato”

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Che fine ha fatto la decisione presa dal Consiglio Comunale sul “baratto amministrativo”? Non sembra essere stato predisposto finora alcun atto. Eppure l’assemblea cittadina aveva votato l’atto, su proposta del Centrodestra, in maniera unanime.

In sostanza si apriva la possibilità ai cittadini non in regola con il pagamento dei tributi comunali di potere svolgere, in alternativa, un servizio di pubblica utilità e mettersi in regola. Una baratto amministrativo, appunto.

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Per chi non ha pagato tasse o tributi arriva il “baratto amministrativo”

In assenza di provvedimenti attuativi da parte della giunta Glorioso, i consiglieri Ada Vasta, Mario Amato, Marco Cantarella, Vincenzo Amato, Mauro Mursia e Dino Caporlingua di Ncd, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno presentato un’interrogazione.

«Abbiamo costatato che i regolamenti proposti dall’opposizione e votati in Consiglio rimangono lettera morta. Considerata la valenza della proposta e che tale forma di intervento offre un doppio vantaggio in quanto da un lato, i contribuenti in difficoltà potrebbero assolvere ai propri doveri e dall’altro, il Comune può usufruire di forza lavoro, in un periodo in cui sono diminuite notevolmente le risorse economiche- spiegano i consiglieri Ada Vasta e Mario Amato primi firmatari dell’atto sul baratto- abbiamo ritenuto opportuno sollecitare l’amministrazione e chiedere al sindaco quali sono le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale per  l’attuazione dell’ aiuto alle fasce deboli per il pagamento di tributi comunali con la forma del baratto amministrativo  e se l’amministrazione ha attuato o intende attuare, entro l’anno, la proposta. Speriamo che anche il baratto amministrativo non diventi uno dei tanti regolamenti proposti, deliberati e chiusi in un cassetto».

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Politica

Addio alla plastica, in tre scuole di Biancavilla erogatori d’acqua ecologici

Agli alunni consegnati pure borracce per eliminare quintali di bottiglie altamente inquinanti

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Nell’ambito del progetto denominato “L’acqua che fa a scuola”, finalizzato a ridurre il consumo di bottiglie di plastica, in tre scuole di Biancavilla sono stati inaugurati oggi altrettanti distributori di acqua. L’iniziativa è della società S.T.E.I. – Soluzioni e Tecnologie per l’Ecocompatibilità ed Inclusione – in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I tre erogatori sono stati installati nell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, nel plesso “San Giovanni Bosco” e nella scuola “Giovanni Verga”. Ai ragazzi è stata consegnata una borraccia che, d’ora in poi, prenderà il posto delle inquinanti bottigliette di plastica.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Antonio Bonanno, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Luigi D’Asero, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, il presidente della S.T.E.I., Pier Casolari, e il responsabile del progetto S.T.E.I., Giuseppe Lazzaro.

Erogatori e borracce sono stati finanziati grazie al contributo di aziende locali che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa nel segno dell’ecologia. I rappresentanti delle aziende sponsor, presenti all’inaugurazione, hanno ricevuto i ringraziamenti dai promotori dell’iniziativa.

«Una classe – osserva l’assessore D’Asero – può consumare in un anno circa 700 kg di plastica soltanto per dissetarsi e ricorrere alle classiche bottigliette. Educare i giovani studenti ad un utilizzo ecosostenibile delle nostre risorse è il primo passo verso un approccio ecologico della nostra vita, a partire dalle cose più semplici come bere un po’ d’acqua».  

«L’acqua a portata di mano – spiega il sindaco Bonanno – è una soluzione non solo sul piano economico ma, soprattutto, su quello ambientale. In un anno ogni bambino consuma centinaia di bottiglie in Pet. Con la propria borraccia riutilizzabile e grazie al distributore di acqua microfiltrata si riduce sensibilmente il consumo di plastica. E bere torna ad essere un gesto naturale non più inquinante».

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