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Addio a Sara Galizia, esempio di impegno caritatevole e culturale

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di Vittorio Fiorenza

Si è spenta all’età di 66 anni, dopo una lunga malattia, Sara Galizia, donna stimata a Biancavilla sul fronte della carità cristiana e dell’impegno culturale. Cresciuta e formatasi nella Conferenza “San Vincenzo de Paoli” del prof. Vincenzo Portale, arrivò a guidare in anni più recenti la Caritas parrocchiale della chiesa madre. Per anni, affiancò mons. Giosuè Calaciura nella vita parrocchiale, in basilica.

Figura tra le fondatrici dell’Avis. È stata tra le animatrici della “Nuova compagnia teatrale dialettale Biancavilla”, dell’associazione Aretè e dell’associazione Jacques Maritain.

Ha insegnato lingua francese prima a Bergamo e poi, una volta rientrata a Biancavilla, alla scuola media “Luigi Sturzo” e quindi alla “Antonio Bruno”, dove ha contribuito a fare conoscere agli alunni la figura dello scrittore e poeta biancavillese a cui l’istituto è intitolato.

Per la sua devozione verso la Madonna dell’Elemosina, è stata in prima fila tra le socie dell’associazione mariana. La sua morte –in tanti non hanno mancato di notare– è avvenuta proprio nel giorno della festa dedicata a Maria Santissima dell’Elemosina.

«Il suo ricordo –viene sottolineato dall’associazione Sme– splende nella comunità cristiana come esempio di una fede viva e operosa, una fede sorridente, una fede che non si scoraggia davanti alle difficoltà della vita. Sara è stata un dono per quanti l’hanno conosciuta, la conferma vivente che la santità quotidiana è possibile, perché la santità è vivere l’ordinarietà in modo intenso e straordinario».

I funerali di Sara Galizia saranno celebrati in basilica, dal prevosto, padre Pino Salerno, dopo il corteo che muoverà dall’abitazione, alle ore 15.30 di venerdì 5 ottobre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Storie

Jonathan Spedalieri, il calciatore biancavillese è passato allo Spezia

Formazione nel settore giovanile della Fiorentina, esordito tra i professionisti nel 2020 a Potenza

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Prosegue con successo la carriera calcistica di Jonathan Spedalieri, originario di Biancavilla, classe 2002. È stata “Spezia Calcio” a comunicare di aver acquisito le prestazioni sportive del difensore Jonathan Spedalieri, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029.

Nato a Biancavilla, dove vive la famiglia, Spedalieri è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Fiorentina, per poi esordire tra i professionisti a Potenza nella prima parte del campionato 2020/21. Una stagione che da gennaio lo ha visto protagonista in Primavera con il Napoli, chiudendo con la promozione in Primavera 1.

Nel mercato invernale 2022 è passato alla Fermana, in Serie C, dove in tre stagioni ha totalizzato 66 presenze e 5 reti. Nell’estate 2024 è approdato quindi al Renate, imponendosi al centro della difesa lombarda con 71 presenze, 6 reti e 2 assist in due stagioni.

Difensore centrale dotato di esperienza e di un’importante fisicità, Spedalieri è pronto ora a mettere le proprie qualità al servizio delle Aquile.

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Storie

Federico Ambrogi, la storia sconosciuta del partigiano eroe di Biancavilla

Sergio Mattarella gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile, Antonio Bonanno: «Intitoliamogli una via»

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Il suo nome non dice nulla a Biancavilla. Nemmeno la sua storia è nota nel centro etneo. Eppure, Federico Ambrogi, sottobrigadiere della Regia Guardia di Finanza nato nel 1918 a Biancavilla e morto nella seconda guerra mondiale, fu un partigiano eroe con nome di battaglia “Elio”. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva riconosciuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile.

Il militare della Fiamme Gialle aderì alla Resistenza, militando in una formazione partigiana del Friuli Venezia Giulia. Ambrogi, il 13 febbraio 1945, sull’altopiano del Cansiglio, rimase vittima di uno scontro a fuoco conseguente a un’operazione di rastrellamento da parte delle truppe tedesche.

La motivazione dell’onorificenza conferita dal Quirinale: «Mirabile esempio di amor patrio e di attaccamento ai valori della libertà e della democrazia, spinti fino all’estremo sacrificio».

A curare la relazione ministeriale finalizzata al riconoscimento della medaglia è stato il Colonnello Gerardo Severino, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza e stimato storico militare. È stato lui a ricostruire con passione e rigore la vicenda umana e professionale del sotto brigadiere Federico Ambrogi. La si può leggere nel libro «Il partigiano “Elio”, ovvero storia di Federico Ambrogi», edito dal Museo storico della Guardia di finanza.

Un volume che ricostruisce meticolosamente sia la storia della famiglia e della terra d’origine di Ambrogi, sia la scelta giovanile di arruolarsi nella Regia Guardia di Finanza e i successivi trascorsi nelle fila del Corpo, ma anche i momenti salienti della sua vita fino alla morte.

Bonanno: «Una via da intitolare ad Ambrogi»

Per il sindaco Antonio Bonanno, la figura del militare di origini biancavillesi va conosciuta e onorata. «Avanzo pubblicamente – ha detto – la proposta di intitolare una via o una piazza di Biancavilla a Federico Ambrogi. Non possiamo permettere che il suo nome resti confinato nelle pagine di un libro, per quanto prezioso. Dobbiamo scolpirlo nella pietra delle nostre strade, perché ogni giorno i nostri giovani possano chiedersi chi fosse quell’uomo e imparare a onorare il valore del sacrificio per la libertà».

«Federico Ambrogi probabilmente non condivideva le mie stesse idee. Ma la memoria di un uomo che ha combattuto per la libertà, che ha speso la propria vita in nome di valori universali come la giustizia e la democrazia, non può e non deve essere ostaggio di logiche di schieramento. Riconoscere il suo esempio – sottolinea Bonanno – significa andare oltre le appartenenze, oltre le bandiere partitiche, oltre ogni calcolo opportunistico. Perché la libertà non è di nessun partito».

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