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Baby parcheggiatori abusivi in attività al cimitero, ma nessuno si indigna

Per favore, non tiriamo fuori la scusa della povertà: sono scene vergognose per un paese civile

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© Foto Biancavilla Oggi

Una scena vista e rivista negli anni. Talmente ripetuta da essere acquisita tacitamente come “normale”. Ma normale non è. Lungo via della Montagna, a Biancavilla, stazionano in questi giorni alcuni soggetti che fanno i parcheggiatori abusivi. Tra loro anche bambini o ragazzini di 12-14 anni. Sono lì per chiedere qualche euro a quanti parcheggiano l’auto. E sono tanti, in questi giorni, coloro che si recano in zona per fare visita al cimitero.

Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in via della Monatgna, in coincidenza della settimana della commemorazione dei defunti, è stato notato, raccontato e denunciato dalle pagine di Biancavilla Oggi ripetutamente.

Ma la cosa, evidentemente, passa inosservata. O meglio, viene accettata da amministratori comunali e polizia locale, che pur essendo presenti o passando da via della Montagna chiudono entrambi gli occhi.

No, per favore, non si tiri in ballo il disagio economico e la solita litania cantata in questi casi, secondo cui dei poveri sventurati, almeno così, si guadagnano qualcosa. Finiamola. I “poveri sventurati” possono bussare alla porta delle Caritas. E in ogni caso, non è accettabile, in un paese civile, vedere bambini in età scolastica dediti all’attività di parcheggiatori abusivi.

Ma come è possibile che tutto questo non provochi alcun sussulto? Al di là della legalità violata, come si spiega l’assenza di un minimo di fervore civile e di uno straccio di sentimento civico?

Le scene di via della Montagna di questi giorni sono una vergogna. Ma è ancora più vergognoso che nessuno si indigni e pretenda normalità. Nessun intervento di politici, di parroci, di educatori, di oratori o di scuole. Nessuno che parli, tranne noi, che puntuali –come succede ormai da diversi anni, anche se cambiano i colori delle amministrazioni comunali– ci ritroviamo a sollevare la questione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. gianfranco

    30 Ottobre 2022 at 20:34

    “…come si spiega l’assenza di un minimo di fervore civile e di uno straccio di sentimento civico?”

    Non esistono spiegazioni, e nel caso ci fossero sarebbe come esplicitarle ad alta voce con gli occhi rivolti verso il muro a 10cm di distanza

    In merito al sentimento civico, mi “accontenterei” anche di solo 10gr di sentimento.

    Nella scala dell’illegalità forse questa non occupa i primi posti, ma proprio per questo è ancora più grave la situazione sociale del paese; se non si riesce a strappare una minuscola erbaccia, come si potrà pensare di combattere la gramigna.

    Poi il buon senso (per chi ce l’ha) suggerisce di essere positivi e speranzosi; ma per quel che mi riguarda ho visto transitare 2 generazioni e pensavo che i giovani di almeno una di esse modificasse i comportamenti base, l’abc della civiltà; appunto, pensavo. (Naturalmente non sto generalizzando, quindi sarebbe inutile farmelo presente.

    Un saluto

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Detto tra blog

«Troppi incidenti, via Sant’Ambrogio andrebbe chiusa al traffico veicolare»

L’arteria stradale ha necessità di una serie di interventi per migliorare le condizioni di sicurezza

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© Foto Biancavilla Oggi

L’ultimo incidente stradale in via Sant’Ambrogio, a Biancavilla, si è verificato pochi giorni fa. Un veicolo, guidato da un giovane ventenne, ha impattato un’auto in sosta. Non si tratta di un caso isolato: è uno dei tanti incidenti, più o meno gravi, consumati lungo l’arteria stradale.

Ad ogni incidente ci si indigna, ma nessuna soluzione viene messa in atto per migliorare le condizioni di sicurezza. Sarebbe auspicabile –certamente– il buon senso degli automobilisti, che dovrebbero percorrere la strada alla velocità consona. Ma ciò non basta. La segnaletica stradale è insufficiente: pochi cartelli e mal predisposti. L’ideale sarebbe l’installazione di un dissuasore elettronico di velocità che permetterebbe al guidatore di rendersi conto dell’andatura a cui sta viaggiando, influenzando così l’atteggiamento poco sicuro. Naturalmente, si tratta di “cure palliative”.

La soluzione adeguata sarebbe quella di chiudere via Sant’Ambrogio e renderla percorribile solo ai residenti e, in via eccezionale, ai mezzi di trasporto in emergenza o per necessità comprovate. L’arteria alternativa sarebbe la strada parallela, percorribile a doppio senso dai veicoli.  

Via Sant’Ambrogio è trafficata da bambini e anziani, che si muovono a piedi o in bicicletta. Il cattivo comportamento dei guidatori, soltanto per fortuna, non ha determinato una tragedia.

Allo sbocco della via vi è l’ingresso a un noto locale per ricevimenti. La chiusura della strada permetterebbe ai gestori di far giungere gli ospiti in sicurezza, senza alcun “affollamento”. La sua interdizione non implicherebbe alcun disagio. Ma permettere di garantire ai residenti, agli ospiti della struttura ricettiva e ai bambini di poter percorrere la strada con maggiore sicurezza, evitando quanto più possibile incidenti. Sperando che la proposta abbia seguito, va auspicato sempre il buon senso dei guidatori.  

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