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Cronaca

Inchiesta antimafia “Città blindata”, Panebianco rimesso in carcere

Provvedimento del Tribunale di Catania eseguito dai carabinieri della Compagnia di Paternò

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Era stato messo agli arresti domiciliari per ragioni familiari. Ragioni che ora sono venute meno e per questo è stato riportato in carcere. Il provvedimento restrittivo, emesso dal Tribunale di Catania, è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò nei confronti di Vincenzo Salvatore Panebianco, 30enne di Biancavilla.

L’uomo è indagato, nell’ambito del fascicolo “Città blindata”, per associazione di tipo mafioso, detenzione illecita di armi e munizionamento clandestino, oltre a ricettazione aggravata in concorso. È ritenuto dagli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania appartenente agli ambienti mafiosi di Biancavilla.

Venuti meno i motivi legati alla sfera familiare che avevano convinto i giudici a concedergli gli arresti domiciliari, l’uomo, assolte le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Catania Bicocca.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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