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Lo avevamo anticipato: “Le Iene” sono tornate di nuovo a Biancavilla per nuovi spunti sul caso della “Ambulanza della morte”. Un testimone di giustizia ha raccontato altri, agghiaccianti particolari, che si aggiungono a quelli già rivelati nei servizi precedenti.

Questa volta, l’attenzione dell’inviata Roberta Rei è concentrata sul ruolo avuto dai carabinieri e su quello dei dirigenti dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Un racconto agghiacciante.

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Il caso era stato sollevato nel 2017 per il quale sono a processo gli adraniti Davide Garofalo (con rito ordinario) e Agatino Scalisi (con rito abbreviato). Entrambi sono accusati di omicidio per le morti di pazienti terminali, che serebbero stati uccisi in ambulanza, nel tragitto dall’ospedale a casa. Il tutto con il nulla osta dei clan mafiosi di Adrano e Biancavilla – questa l’accusa della Procura – per lucrare 200 o 300 euro a funerale.

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1 Commento

1 Commento

  1. MARIA

    9 Novembre 2020 at 13:15

    IN MERITO ALLE AMBILANZE DELLA MORTE, IL SINDACO BONANO AVREBBE DOVUTO DARE UN SEGNALE FORTE DI LEGALITA’ PRESENTANDOSI ALL’APPUNTAMENTO CON L’AMMIREVOLE TESTIMONE DI GIUSTIZIA. HA INVECE ACCAMPATO SCUSE INFANTILI.

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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