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M5S contro inceneritore, Angela Foti: «Idea diabolica, i cittadini si ribellino»

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«I cittadini di Biancavilla ma anche quelli dei comuni della Valle del Simeto devono sollecitare le loro amministrazioni affinché deliberino, seppur in maniera simbolica, contro questa iniziativa di pianificazione industriale».

Lo ha detto a Biancavilla Oggi, in questa video dichiarazione, il deputato regionale e vicepresidente del gruppo all’Ars del Movimento Cinque Stelle, Angela Foti, intervenendo sui progetti di trattamento dei rifiuti previsti nella zona di Piano Rinazze.

Secondo la Foti, i progetti –in particolare quello della Greenex, che ha già ottenuto il parere favorevole del Comune– non sono compatibili «con l’agricoltura, il turismo identitario, relazionale, rurale, che qui si sta provando a fare nascere attraverso il Presidio della Valle del Simeto».

Secondo la Foti «appare molto strano che ora che si avvicinino le elezioni magicamente rispuntino queste idee diaboliche di inceneritori e sembra incomprensibile che si vada a scegliere un’area come questa, quando c’è anche una delibera della Giunta regionale che descrive le aree compatibili, cioè aree industriali e non certo in questa meravigliosa Valle».

Da qui, il “no” convinto del Movimento Cinque Stelle e l’invito rivolto ai cittadini a ribellarsi ad una scelta simile.

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Biancavilla va a destra, 5 Stelle primi, imbarazzante il Pd, boom di “SCateno”

Elezioni storiche con l’exploit di Fratelli d’Italia, per il centrosinistra è il peggior risultato dal 1948

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Giorgia Meloni nel 2013 a Biancavilla a sostegno di Antonio Bonanno

Il quadro uscito dalle urne a Biancavilla, per le Politiche 2022, ha tutti i connotati della svolta storica. Numeri inimmaginabili per una destra (la forza che affonda le radici in An e nell’Msi) che, nel nostro paese, è stata sempre relegata ai margini. E che ora risulta essere all’apice del consenso.

Sì, il risultato di Fratelli d’Italia è quello che più abbaglia. A Biancavilla, il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 24% sia alla Camera dei deputati (2343 voti) che al Senato (2251 voti). Una percentuale di consensi (mai registrata a Biancavilla da una forza di destra nella storia repubblicana) che fa balzare l’intera coalizione ad oltre 4000 preferenze. Coalizione che vede Forza Italia attorno al 9% (oltre 800 voti) e la Lega (oltre 700) appena sotto con un punto percentuale.

Percentuali imbarazzanti, invece, nella coalizione di Centrosinistra con un Partito democratico che si attesta al di sotto del 9%, cioè poco più di 800 consensi (mai registrati a Biancavilla da una forza di sinistra nella storia repubblicana). Il resto dello schieramento (+Europa, Verdi, Impegno Civico) raccoglie numeri da prefisso telefonico. Nel complesso, la coalizione guidata da Enrico Letta si ferma intorno all’11,50%. Un tonfo politico umiliante che si ripete e, anzi, raggiunge livelli drammatici.

E poco sarebbe cambiato, sommando pure i voti di Azione-Italia Viva. A Biancavilla l’accoppiata Calenda-Renzi ha convinto il 5-6% dei votanti biancavillesi (592 alla Camera e 441 al Senato).

Ma dov’è finito, dunque, il popolo della sinistra a Biancavilla? A guardare i numeri, l’emorragia di votanti ha favorito il Movimento 5 Stelle, che con il 26,08% si attesta –per queste Politiche 2022– come la prima forza nel nostro paese. A segnare una X sul suo simbolo sono stati 2628 biancavillesi per Montecitorio e 2486 per Palazzo Madama. Numeri che –va notato da una prima analisi– ricalcano quelli dei percettori del reddito di cittadinanza a Biancavilla. Un consenso “politico” motivato, dunque, da chi vede la misura sociale (invenzione e vanto della forza guidata da Giuseppe Conte) come l’unica àncora di salvataggio per il proprio sostentamento.

C’è poi la fetta del voto di protesta e di pancia, quello degli arrabbiati e degli urlatori trascinatori di piazza. Quello che un tempo era appannaggio dei “grillini” con il “Vaffa” come intercalare. Adesso la platea è quella di (S)Cateno De Luca, il principe del populismo in salsa siciliana. A Biancavilla, la forza “Sud chiama Nord” ha ottenuto il 9,59% (918 voti) alla Camera ed il 14% (cioè 1334 preferenze) al Senato. Numeri che fanno ombra ai più strutturati Pd, Forza Italia e Lega.

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