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Panchina rossa in piazza Collegiata, i Centri antiviolenza: «È retorica»

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La panchina rossa contro il femminicidio in piazza Collegiata

Serie di iniziative organizzate dal Liceo di Scienze umane e dalle scuole elementari e medie, promosse dal Comune. Ma spicca l’assenza dei centri antiviolenza Thamaia e Calypso, che hanno rifiutato l’invito del sindaco Glorioso.

 

di Vittorio Fiorenza

Una panchina rossa contro il femminicidio anche in piazza Collegiata, a Biancavilla. E poi una serie di iniziative che hanno coinvolto tutte le scuole del paese per la Giornata contro la violenza sulle donne. Coinvolgimento di alunni e insegnanti, soprattutto. Ma nei momenti promossi dall’amministrazione comunale, è spiccata l’assenza dei centri antiviolenza Calypso e Thamaia.

Le due associazioni hanno rifiutato l’invito del Comune. Thamaia per protestare contro manifestazioni «diventate riti privi di autenticità». Calypso per ragioni “locali” di dissenso e assenza di rapporti con l’amministrazione Glorioso.

Quest’ultimo centro, che conta cinque volontarie e che negli ultimi anni ha gestito una cinquantina di accoglienze e decine di interventi e consulenze telefoniche, senza mai ricevere un centesimo, giudica certi atteggiamenti istituzionali retorici ed ipocriti. «Se prima e dopo le manifestazioni non seguono i fatti, non serve a nulla tinteggiare una panchina», taglia corto l’avv. Pilar Castiglia, presidente di Calypso, che ha snobbato l’invito a Biancavilla per partecipare ad un incontro a Paternò.

Il centro non ha ricevuto sostegni comunali e non ha nemmeno una sede, a differenza di altre associazioni meno attive che ricevono contributi e locali. «Ci sono esigenze del centro che non possiamo risolvere, dopo un primo approccio positivo, i rapporti sono degenerati, ma c’è disponibilità a riprendere i contatti», promette l’assessore alle Pari opportunità, Marzia Merlo.

Polemiche a parte, a Biancavilla, le iniziative si sono svolte, grazie all’impegno del Liceo delle Scienze Umane insieme all’Istituto comprensivo “Bruno”, alla scuola media “Luigi Sturzo”, al 1° e 2° Circolo didattico e alla scuola “Maria Ausiliatrice”. Laboratori creativi, cortei, installazioni in piazza, flash mob. Domani altro appuntamento al liceo con la scrittrice Mavie Carolina Parisi, autrice di “Noi siamo Desdmona”.

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Alunni in piazza Roma contro la violenza sulle donne

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“Arbëreshë”, la nascita di Biancavilla “rivive” con cortei e costumi d’epoca

Una rievocazione storica e leggendaria: doppio appuntamento, in questa quarta edizione

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Un corteo storico con decine di figuranti in abiti tradizionali che percorre il centro di Biancavilla per rievocare l’evento della fondazione di Biancavilla per opera di profughi provenienti dall’Albania con in testa Cesare Masi, negli anni antecedenti il 1488.

Gli schipetari furono accolti dal feudatario del luogo per rassodare e mettere a coltura la desolata quanto amena contrada di Callicari, ai piedi dell’Etna.

Tradizioni, lingua e riti si sono perduti nel corso dei secoli. Rimangano, tuttavia, tracce in svariati documenti. E anche in molti “segni”, come la toponomastica o la devozione alla Madonna e a santi di chiara origine orientale, san Zenone in testa.

Leggenda e fatti storici rifioriscono con la “Rievocazione storica Arbëreshë”, giunta alla sua quarta edizione.

Il programma ha visto due appuntamenti. Il primo con corteo da Villa delle Favare, lungo via Vittorio Emanuele ed arrivo in piazza Roma e piazza Collegiata. Corteo preceduto da musici e sbandieratori. Deposta una icona riproducente la Madonna dell’Elemosina tra i rami di un fico. Questo per richiamare l’episodio leggendario che narra dell’aggrovigliamento dei rami dell’albero attorno al quadro per volontà divina.

Protagonisti assoluti, personaggi come l’audace condottiero Giorgio Castriota detto Scanderbeg, il conte Giovanni Tommaso Moncada e la consorte, i giurati che governavano in quell’epoca recanti la pergamena con i “Privilegi” e la licentia populandi, il Papas che presiedeva i riti e le funzioni sacre. Ma pure guerrieri a cavallo, dame dai costumi damascati, fanciulli con doni d’altri tempi, giocolieri, danzatori e musici.

Quest’anno, inoltre, un coro di figuranti biancavillesi ha preparato e cantato delle strofe in lingua Arbaresche tratte da antichi inni delle comunità albanesi di Sicilia, facendo rivivere nel canto quelle che cinquecento anni fa dovevano essere le melodie ricorrenti.

Il giorno successivo, altro appuntamento con un nuovo corteo. In centro, dove gli sbandieratori Fenicia Moncada e la Compagnia del Gufo. Ai piedi del campanile della Chiesa Madre, hanno inscenato fantasiose esibizioni.

L’evento, inserito nel cartellone dei festeggiamenti in onore a San Placido, è promosso dall’amministrazione comunale e si svolge in collaborazione con SiciliAntica, la Fidapa Adrano – Biancavilla, l’Accademia Universitaria Biancavillese, l’Associazione M. SS. dell’Elemosina e il Circolo Castriota. Per il suo alto valore è un evento inserito dal FUS – Fondo unico spettacoli – tra le rappresentazioni Nazionali di rilevanza culturale.

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