Politica
Vertenza rifiuti, il Pd: «Intollerabile mascherata di tutela di privilegi»
Il Circolo Comunale del Partito Democratico di Biancavilla interviene, tramite il segretario Giuseppe Milazzo, sulla vertenza rifiuti e sui disagi relativi alla raccolta dei rifiuti, dopo due giornate di assemblea da parte degli operatori ecologici della Dusty.
Secondo Milazzo bisogna, innanzitutto, chiarire «agli attori della vicenda (Ditta, Sindacati e lavoratori su tutti) in ordine al numero degli addetti “effettivi” operanti sul cantiere di Biancavilla. Non è tollerabile, infatti, nessuna forma mascherata di tutela di privilegi, se vi sono stati, nei confronti di quanti hanno percepito retribuzioni a scapito dei veri lavoratori e della intera Città; conseguentemente, nei confronti dei lavoratori “effettivi” esprimiamo pieno sostegno e solidarietà, nonché disponibilità, vicinanza e supporto di fronte a qualsiasi azione volta a tutelare il loro posto di lavoro».
Allo stesso tempo, prosegue la nota del Pd, va sottolineata «l’importante ricaduta dell’applicazione del nuovo piano di raccolta dei rifiuti predisposto dall’Amministrazione Glorioso, finalizzato ad abbassare i costi del servizio in bolletta con un risparmio quantificato in circa 1 milione e 200 mila euro all’anno. In effetti va precisato che l’abbassamento dei costi del servizio non significa “sacrificare” posti di lavoro, piuttosto consentire all’Ente di ridurre le bollette emesse nei confronti dei cittadini, con la conseguente maggiore capacità degli stessi di pagare il servizio e quindi gli stessi operatori».
Il partito si dice «al fianco del sindaco Glorioso in ogni azione che riterrà più opportuna per la tutela degli interessi e dei diritti della Città, ricordando che Biancavilla non può “subire” la questione rifiuti come problematica prevalente e assorbente rispetto a tutte le altre criticità».
Infine la nota di Milazzo fa un appello ai lavoratori «affinché non facciano ricadere sulla città e sui cittadini, in termini di disservizi, le loro proteste, facendo si che ogni rivendicazione venga trattata e risolta nelle sedi competenti e non per le strade della città, ormai piene di rifiuti».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Placido Tomasello
23 Gennaio 2015 at 23:35
Avv. Milazzo questa difesa d’ufficio a Glorioso è penosa e demagogica. Prendetevi le responsabilità. Parlate come se voi foste alieni. Le ricordo che il suo sindaco amministra dal 2008 e non può dire di non sapere niente sulla gestione rifiuti e sulle assunzioni. Vi siete svegliati ora?