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Quando il Consiglio è… inascoltato: «Si scredita il lavoro dell’Aula»

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Una delle mozioni discusse ed approvate all’unanimità dal Consiglio Comunale ma mai presa in considerazione dalla giunta Glorioso è quella che riguarda l’istituzione dello sportello Antiracket: lettera morta. L’ha evidenziata l’esponente di Fratelli d’Italia, Marco Cantarella. Ma non è la sola. Anzi, il gruppo di Forza Italia denuncia la serie di atti di indirizzo trattati in Aula che impegnavano l’amministrazione comunale ad agire di conseguenza, ma che invece non hanno avuto alcun seguito. Come dire: la Giunta non ascolta il Consiglio.

«Dopo un anno di attività consiliare, che in controtendenza con la precedente legislatura vede un attivismo soprattutto dell’opposizione, con la presentazione e l’approvazione di numerosi atti di indirizzo, quali le mozioni, nessun impegno assunto dall’amministrazione è stato realizzato», attaccano i consiglieri forzisti Daniele Sapia, Fabrizio Portale, Mauro Mursia e Veronica Rapisarda.

Non solo lo sportello Antiracket, che è l’atto disatteso più clamoroso. Dall’istituzione del pedibus per gli alunni delle scuole dell’obbligo alla previsione delle colonnine per auto elettriche, dal registro sulle unioni civili all’ospitalità nel cimitero biancavillese delle salme dei migranti vittime di naufragi: sono alcune delle altre decisioni prese dall’assemblea cittadina su cui l’organo esecutivo avrebbe dovuto istruire la fase operativa. Invece le relative delibere del Consiglio Comunale sono rimaste chiuse nel cassetto (nonostante il numero di sedute, prima di commissioni e poi consiliari, ed i relativi gettoni di presenza maturati).

«In tal modo –sottolineano ancora– sindaco e Giunta continuano a screditare l’attività del Consiglio Comunale di Biancavilla, calpestando e mortificando l’organo per eccellenza che rappresenta la città. Noi consiglieri, oggi, siamo chiamati solo ad esprimere pareri in merito alle proposte dell’amministrazione di aumentare le tasse e approvare a fine anno un bilancio di previsione per il quale il Consiglio può incidere ben poco».

Da qui, la presa di posizione dei quattro esponenti della minoranza: «Condanniamo l’operato dell’amministrazione ed invitiamo i consiglieri di maggioranza ed il presidente del Consiglio a far rispettare il principale organo collegiale di Biancavilla».

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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