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Editoriali

Saremo l’altra informazione: cani da guardia e non da compagnia

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di Vittorio Fiorenza

Logo EditorialePotremmo non aggiungere nulla. Lasciare la pagina bianca. E riempirla giorno dopo giorno con l’esempio concreto e non astratto del nostro lavoro di cronisti e liberi osservatori al servizio esclusivo dei lettori. Il titolo dice tutto. Non è un motto. Né uno slogan. È il programma di questo giornale online, che appare per la prima volta sui vostri pc, tablet e smartphone e che potrete seguire anche attraverso i canali “social”. È la sintesi della linea editoriale di Biancavilla Oggi. È l’impegno nei confronti di chi vorrà tornare su queste pagine perché magari, in esse, troverà l’attrazione per un appuntamento di lettura quotidiano.

L’informazione dedicata a Biancavilla è, oggi, insufficiente, sbrigativa, superficiale. E quella che potrebbe disporre di spazi e mezzi, preferisce campare di rendita, stando attenta ad evitare approfondimenti che potrebbero urtare la sensibilità del potere costituito. L’informazione che scodinzola a tutti e non abbaia a nessuno: esattamente quella che non ci piace. Ve ne proponiamo un’altra, rivolta interamente a questa nostra comunità, alla denuncia dei suoi aspetti degradanti, al racconto dei suoi lati migliori. Un investimento con prospettive di fatturato zero, in termini economici. Ma senz’altro un atto d’amore per la città in cui viviamo che – vogliamo sperare – verrà ripagato dalla riconoscenza per volerci impegnare in quell’irrinunciabile esercizio di libertà, poco praticato dalle nostre parti, svincolato da opportunismi, interessi e convenienze.

No, non ci rivolgiamo a tutti. Vogliamo intercettare soltanto quei biancavillesi di radicato spirito libero e critico, che prediligono l’informazione sul web perché non si fidano di quella televisiva e ritengono quantitativamente carente quella su carta stampata. Ci rivolgiamo a quei biancavillesi curiosi e rigorosi, esigenti ed intransigenti, che non si accontentano della facciata ma pretendono una visuale che vada oltre le mura dell’ufficialità.

Perde tempo chi si dedica al giochetto dei dietrologi per capire chi c’è alle nostre spalle, chi ci finanzia, chi ci detta cosa e quando scrivere. Siamo editori di noi stessi. Punto. Anche con il giochetto delle etichette perdete tempo: catalogarci a destra o a sinistra, filo-renziani-berlusconiani-grillini, pro o contro Glorioso, amici e nemici “di”. Insomma, questi adesivi non appiccicano più. E poi –per inciso– dovremmo riconoscere l’esistenza di schieramenti che si contrappongono radicalmente per nobili cause. Sarà per nostro limite, ma non vediamo né gli uni né le altre. Nell’attesa, quindi, non staremo né di qua né di là. Staremo al di sopra, per potere planare sui vuoti della politica e sulle macerie della decadenza istituzionale, sul deserto della partecipazione democratica e sulle paludi dell’assenteismo culturale e sociale, e potere raccontare ciò che altri neanche intravedono perché non stanno al di sopra, ma in mezzo.

Solo belle parole? Noi ci crediamo. Da sempre. C’è un modo, tuttavia, per potere essere coerenti con questi intenti. Uno ed uno solo. È, al di là di qualsiasi dichiarazione che possa sembrare chiacchiera retorica, l’unica garanzia di autonomia ed indipendenza tangibile e certa che possiamo offrire ai nostri lettori. Convinti che gli interessi economici nella commistione tra informazione locale ed istituzioni comunali inquinino la libertà di stampa e compromettano la credibilità dell’informazione stessa, Biancavilla Oggi assume un impegno preciso. Quello di non chiedere e di rifiutare qualsiasi forma di contributo, finanziamento, sponsorizzazione o patrocinio oneroso da parte dell’Amministrazione Comunale di Biancavilla. O di qualsiasi altro soggetto che possa fare percepire un nostro pur ipotetico cedimento a questi dettami. Ci dichiariamo devoti di quel giornalismo che assegna al giornalista un solo ed unico ruolo: quello di oppositore del potere. Altrimenti si è tromboni, reggi microfono, addetti alla propaganda, messaggeri promozionali. Un’altra cosa.

Faremo, dunque, i giornalisti. Saremo, cioè, oppositori. Nel senso deontologicamente nobile del termine. All’interdipendenza esistente tra informazione locale e Palazzo, sostituiremo la trasparenza e la separazione dei ruoli. Alla cronaca e al racconto dei fatti con imparzialità, affiancheremo –segnalandoli chiaramente ai lettori– i commenti, le opinioni, le analisi e le prese di posizione, mai precostituite ma manifestate su atti, episodi, comportamenti pubblici.

Pur rivendicando un’identità di rigore e di denuncia, soprattutto sul fronte dell’etica pubblica e della cultura della legalità, non saremo un fortino e non ci chiuderemo sulle nostre convinzioni. Ecco perché fin da adesso dichiariamo aperte le nostre porte e potete trovare un primo gruppo di blogger con interventi liberi sui molteplici aspetti della vita biancavillese. Persone più o meno note, di età, esperienze professionali, impegno sociale, sensibilità culturali ed orientamento politico diversissimi. Un’ulteriore garanzia di pluralismo che consentirà di accogliere punti di vista variegati, a cominciare da quelli distanti od opposti alla linea del giornale. Non temiamo la contestazione, la polemica feroce, l’altrui pensiero o le altrui vedute. Ci preoccupa, piuttosto, la morte sociale, politica e culturale a cui da anni Biancavilla è ridotta con un’opinione pubblica inesistente e una vivacità civile e sociale pari a zero, che inevitabilmente si riflettono su una classe dirigente e politica modestissima, inadeguata, timida e passiva agli eventi.

C’è, insomma, una Biancavilla, quella di oggi, da raccontare e vivisezionare con il contributo di voci, finora emarginate, che invece meritano una tribuna perché il dissenso eventuale non può prescindere dall’ascolto iniziale. Riteniamo fondamentale pure il contributo di ognuno di voi lettori, attraverso i vostri commenti, le vostre segnalazioni o altre forme di collaborazione attiva, nel segno del citizen journalism. Chi preferisce un’informazione accomodante, rassicurante e sempre plaudente, eviti queste pagine, se non vuole deglutire bicchieroni di Biochetasi, e opti per canali che infondano serenità e letizia. Nella limitatezza dei nostri mezzi e delle nostre risorse, noi faremo altro. Saremo cani da guardia e non da compagnia. Come sempre deve essere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Enzo Meccia

    10 Settembre 2014 at 9:01

    Di certo ogni buona iniziativa va incoraggiata ed elogiata per quello che dà e che potrà dare alla comunità biancavillese. Auspico, pertanto, a questo giornale on line “Biancavilla – Oggi” lunga vita ricca di utili e preziose notizie da offrire alla comunità.
    Auguro a questo periodico tanti successi e prestigiosi traguardi che in gergo giornalistico significano scoop e quant’altro.
    Del resto considerato che la direzione del giornale è di Vittorio Fiorenza, giornalista che non ha bisogno di presentazione, sono certo che il periodico riscuoterà tanto successo.
    Continuo a chiamarlo periodico anche se periodico non è, considerato che si avvale di aggiornamenti costanti, possiamo dire – parafrasando una vecchia trasmissione sportiva – che si tratta di un “Tutto Biancavilla minuto per minuto”.
    Tanti auguri Vittorio a te e a tutto lo staff che ti collabora!

  2. Giuseppe Drago

    24 Agosto 2014 at 18:05

    Sono felicissimo che i giovani Biancavillesi si sanno muovere bene, anche se circondati da tanti Aligatori , complimenti .

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Editoriali

Visite e clic record per “Biancavilla Oggi”: autorevole presidio contro le fake news

Nel mese dell’emergenza “Coronavirus”, registriamo +207% di traffico: un riconoscimento che ci onora

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EDITORIALE

Di fronte al flusso massiccio di informazioni, che inonda il web e i social e tracima da uno smartphone all’altro, spesso fatto di falsità e manipolazioni, c’è il bisogno di notizie certe e delle quali fidarsi. Le uniche a garantirle sono le testate giornalistiche, che svolgono un lavoro di ricerca, acquisizione, verifica e pubblicazione, a beneficio dei lettori. È così che si spiega il boom di traffico che in questo mese di emergenza “Coronavirus” ha interessato i giornali online, da quelli nazionali a quelli locali.

Anche Biancavilla Oggi ha fortemente risentito di questo trend, facendo registrare risultati straordinari e riuscendo a superare i record precedenti: è la prova del peso di autorevolezza e riconoscimento della serietà professionale attribuiti dai nostri lettori, che vedono in queste pagine un riferimento irrinunciabile per usufruire di una informazione corretta, accurata e puntuale.

La nostra informazione, convertita quasi esclusivamente agli aggiornamenti continui su ogni aspetto “biancavillese” legato all’epidemia, ha avuto un gradimento eccezionale, consentendo di chiudere il mese di marzo con il più alto picco di visite sul sito: mai così alto dal 2014 (anno in cui siamo andati online), secondo i dati di Google Analytics. Un numero su tutti: +207% di traffico di utenti, cioè tre volte tanto rispetto alla media. Un record assoluto: +42% se confrontato a quello precedente (risalente all’ottobre 2018, mese in cui abbiamo raccontato il dramma e la paura del terremoto).

Anche i dati quotidiani si sono mantenuti per tutto marzo ben al di sopra della media. In particolare, il giorno in cui abbiamo pubblicato la notizia del primo caso accertato di contagio da Covid-19, Biancavilla Oggi ha raggiunto il record assoluto giornaliero in oltre cinque anni di esistenza del nostro giornale: +57% sul precedente (risalente al 12 febbraio 2019, quando carabinieri e polizia hanno assestato un altro duro colpo antimafia con il blitz “Città blindata”). Nell’arco di 24 ore si sono riversati sul nostro sito gli stessi utenti che, normalmente, si hanno in un’intera settimana.

Un trend che viene confermato anche dai dati relativi alla nostra pagina Facebook con una copertura dei post pubblicati che, a marzo, è balzata ad un +69% rispetto a febbraio.

Il Coronavirus, quindi, “batte” persino la cronaca nera e giudiziaria, da sempre sezioni cliccatissime sul nostro giornale. Ma c’è un’emergenza sanitaria globale senza precedenti: alimenta ogni giorno l’esigenza di conoscere, sapere ed essere informati, mentre si è chiusi in casa. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, vivisezionando e verificando ossessivamente ogni voce ed ogni informazione, prima di diffonderla online. È quello che continueremo a fare, forti della vostra fiducia.     

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Editoriali

Lo schiaffo più doloroso, Bonanno fotocopia di Glorioso (con l’opposizione indifferente)

Il processo sulle aggressioni all’avv. Pilar Castiglia e all’attivista Lav Angelica Petrina: il Comune non sarà parte civile

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© Foto Biancavilla Oggi

EDITORIALE

C’è un filo rosso di vergogna che lega l’attuale amministrazione comunale a quella precedente. Non c’è alcuna differenza di azioni e posizioni tra Antonio Bonanno e Giuseppe Glorioso, tra gli schieramenti di ora e quelli dell’altro ieri. Tutti vigliaccamente silenziosi, schierati dalla parte sbagliata. Adesso è ufficiale: il Comune di Biancavilla non figurerà tra le parti civili del processo a carico di 18 imputati che, a vario titolo, sono coinvolti nei fatti della “fiera abusiva del bestiame” dell’ottobre 2016, quando due donne, l’avv. Pilar Castiglia e l’attivista Lav Angelica Petrina, vennero brutalmente aggredite, minacciate e rapinate.

Petrina aveva avuto la “colpa” di denunciare l’illegalità sconcertante: cosa che ogni anno, con gli occhi chiusi di amministratori comunali e forze dell’ordine, si presentava con una fiera abusiva, in pieno centro e in pieno giorno. L’avv. Castiglia aveva avuto il “torto” di chiedere aiuto e soccorrere la volontaria animalista, accerchiata da allevatori ed espositori improvvisati. Negli stessi momenti, un carabiniere, il maresciallo Guido Costigliola, era stato ferito a sangue alla testa (c’è un processo a parte), dopo essere intervenuto con un collega, supplendo i vigili urbani, assenti nonostante le ripetute richieste di aiuto.

Ebbene, per quei fatti, Biancavilla è saltata alle cronache come un paese da Far West, un paese di buzzurri e cafoni. D’altra parte, le immagini video che documentano quei momenti concitati (pubblicate in esclusiva da Biancavilla Oggi e finite nel fascicolo d’inchiesta) mostrano un vero e proprio festival dell’inciviltà e dell’illegalità con pezzi dell’autorità comunale, timidi e intimiditi.

Il danno di immagine che quegli eventi hanno procurato a Biancavilla è stato incalcolabile. Eppure, Glorioso non ha adottato alcuna delibera perché il Comune si costituisse parte civile nel processo e difendere così l’onore della città, oltre che per vicinanza alle persone aggredite. Avendo scelto, tutti gli imputati, il rito ordinario, i tempi si sono allungati e quindi Bonanno (che nel frattempo ha preso il posto di Glorioso) ha avuto la possibilità di riparare la gravissima indifferenza del suo predecessore, adottando lui, a tutela di Biancavilla, la delibera per nominare un legale in rappresentanza del Comune al processo. Non lo ha fatto. Una vergogna. Una macchia sul suo governo cittadino e sulla sua credibilità.

Gli annali della storia politica locale ricorderanno l’accoppiata Bonanno-Glorioso in questa scandalosa vicenda per avere fatto calare una cappa oscura sul senso comune che si ha della civiltà e della legalità. I rappresentanti istituzionali locali non siederanno a fianco alle due donne, vittime di quelle barbare aggressioni. Con quale faccia potranno intervenire nei dibattiti sulla violenza di genere, se la brutalità subita da Castiglia e Petrina (30 giorni di prognosi) non ha avuto alcuna loro considerazione?

È una spudoratezza. Indecente il silenzio, prima di Glorioso (che abbiamo contestato) ed ora di Bonanno (che qui contestiamo con maggiore vigore, essendosi proposto in discontinuità rispetto al passato): due sindaci che avrebbero dovuto urlare giustizia e tutelare l’immagine di Biancavilla, a nome di tutti i biancavillesi onesti. Invece non hanno avuto nemmeno il coraggio di motivare le proprie scelte.

Ma non sono i soli a dovere arrossire. C’è il mutismo assoluto dei consiglieri comunali, di maggioranza e, ancora più grave, di opposizione (“grillini” in primis, che avrebbero dovuto rappresentare il “nuovo”). Opposizione che, in un paese normale e se fosse all’altezza del ruolo, avrebbe dovuto portare all’angolo l’amministrazione comunale con una semplice mozione ed impegnarla a costituirsi al processo. Ma si sa, questi sono “argomenti delicati”, meglio farsela alla larga. Come hanno fatto pure “assessoresse” e consigliere: silenziose e indifferenti, altro che solidarietà femminile. Avrebbero potuto dare, in senso trasversale, una lezione di stile, di autonomia, di rigore: battere i pugni sul tavolo per non restare impassibili davanti ai pugni (quelli veri) scagliati sulle facce di Castiglia e Petrina, nella bolgia di via della Montagna. Un’occasione persa. Ma adesso ci sarà l’8 marzo: tutti in prima fila, un sorriso alla telecamera e via alla recita dell’ipocrisia.   

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Nero su Bianco Edizioni

UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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