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Pranzo di “San Giuseppe” per gli ospiti del “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla

Momento di condivisione all’insegna delle tradizione nella Comunità Terapeutica Assistita

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Tra religiosità, memoria e folclore, nella Comunità Terapeutica Assistita Cenacolo Cristo Re di Biancavilla è stato festeggiato San Giuseppe.

Visti i divieti di uscite degli utenti dalla struttura che ogni anno caratterizzava questo giorno con le visite nei circoli ricreativi e nei luoghi di culto che onoravano il Santo Patriarca, all’interno della Comunità è stato organizzato un momento con la rievocazione della vita e delle virtù del Santo e la condivisione di un pasto che riprende la tradizione popolare.

In preparazione della festa, gli utenti sono stati impegnati in particolari laboratori terapeutico-riabilitativi, per preparare delle riflessioni e ricordare anche episodi della loro infanzia collegati alla festività. Il tutto è stato inserito in un corto cinematografico che compendia questo loro lavoro. Lavoro che si inserisce in una programmazione complessiva di crescita e di mantenimento delle loro capacità cognitive ed espressive.

Dopo la visione del video, un gesto significativo ha caratterizzato l’evento: la benedizione da parte del presidente dell’Opera, padre Pino Salerno, del pane e del riso con i ceci e il finocchietto selvatico. Un piatto servito dopo a pranzo agli ospiti della struttura, assieme alle zeppole col miele, tipico dolce della ricorrenza.

Alla riuscita della iniziativa ha contribuito in modo determinante il responsabile amministrativo Vincenzo Conti, coadiuvato dal personale dell’Istituto.

L’evento è stato piacevolmente condiviso con la presenza del direttore generale Giosuè Greco, del direttore sanitario, Gaetano Interlandi con l’equipe e del personale medico e sociale del Dipartimento di Salute Mentale di Adrano, Grazia Sinatra e Annetta Manitta.

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In città

A 29 anni dall’orrore mafioso di via D’Amelio, Biancavilla non dimentica

Il ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta, il sindaco Bonanno cita le parole del magistrato

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Ventinove anni fa la strage mafiosa di via D’Amelio. Biancavilla non dimentica le vittime di quell’orrore. Una cerimonia semplice di commemorazione si è tenuta in piazza Falcone-Borsellino, davanti ai monumenti dedicati ai due magistrati antimafia.

Presenti il sindaco Antonio Bonanno con gli assessori, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà. E ancora, rappresentanti dei carabinieri e della polizia municipale, oltre a volontari delle associazioni cittadine.

«Ho ricordato –ha detto il sindaco– le parole di speranza di Borsellino, secondo il quale la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni. Sono le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale».

«Nonostante il sacrificio di vite umane, la speranza –ha sottolineato Bonanno– non è mai venuta meno. Il ricordo commosso di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – serve a mantenere alto il nostro impegno».

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