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Pranzo di “San Giuseppe” per gli ospiti del “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla

Momento di condivisione all’insegna delle tradizione nella Comunità Terapeutica Assistita

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Tra religiosità, memoria e folclore, nella Comunità Terapeutica Assistita Cenacolo Cristo Re di Biancavilla è stato festeggiato San Giuseppe.

Visti i divieti di uscite degli utenti dalla struttura che ogni anno caratterizzava questo giorno con le visite nei circoli ricreativi e nei luoghi di culto che onoravano il Santo Patriarca, all’interno della Comunità è stato organizzato un momento con la rievocazione della vita e delle virtù del Santo e la condivisione di un pasto che riprende la tradizione popolare.

In preparazione della festa, gli utenti sono stati impegnati in particolari laboratori terapeutico-riabilitativi, per preparare delle riflessioni e ricordare anche episodi della loro infanzia collegati alla festività. Il tutto è stato inserito in un corto cinematografico che compendia questo loro lavoro. Lavoro che si inserisce in una programmazione complessiva di crescita e di mantenimento delle loro capacità cognitive ed espressive.

Dopo la visione del video, un gesto significativo ha caratterizzato l’evento: la benedizione da parte del presidente dell’Opera, padre Pino Salerno, del pane e del riso con i ceci e il finocchietto selvatico. Un piatto servito dopo a pranzo agli ospiti della struttura, assieme alle zeppole col miele, tipico dolce della ricorrenza.

Alla riuscita della iniziativa ha contribuito in modo determinante il responsabile amministrativo Vincenzo Conti, coadiuvato dal personale dell’Istituto.

L’evento è stato piacevolmente condiviso con la presenza del direttore generale Giosuè Greco, del direttore sanitario, Gaetano Interlandi con l’equipe e del personale medico e sociale del Dipartimento di Salute Mentale di Adrano, Grazia Sinatra e Annetta Manitta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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In città

L’incontro mancato con l’Addolorata: video d’emozioni girato al “Cenacolo”

Musica e immagini per raccontare un Venerdì santo senza i riti e la tradizionale processione mattutina

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Messaggio augurale di Pasqua realizzato in un video, con la partecipazione attiva degli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla.

A causa del perdurare della pandemia da Covid-19, questa Pasqua, come quella dell’anno scorso, non prevede riti esterni, quelli che caratterizzano e rappresentano visivamente in modo significativo la Passione e la Resurrezione del Cristo.

Uno dei momenti più emozionanti della processione della Madonna Addolorata, il Venerdì Santo mattina, è la sosta davanti la Comunità del “Cenacolo”. Per gli ospiti, la presidenza, la direzione ed il personale è un appuntamento molto atteso e commovente.

Il settecentesco simulacro in cera della Madonna viene accolto con un omaggio floreale e con un canto appositamente composto: “Il pianto di Maria” (testo e musica di Elisa Salomone), eseguito in modo toccante dai presenti. Successivamente, la “varetta” con la statua della Vergine viene sorretta a spalla dagli operatori per il breve tratto di strada che costeggia la struttura.

Cosicché, “non potendo venire” l’Addolorata, materialmente al “Cenacolo”, e privati successivamente della gioia del momento festoso che si vive nella grande piazza del paese la domenica di Pasqua per la cosiddetta “Paci”, la Comunità ha ideato un video per esternare attraverso immagini e suoni, le emozioni che tali festività provocano.

Gli ospiti sono stati impegnati dagli operatori, coordinati dal Direttore sanitario e dall’Equipe multidisciplinare, in un lavoro di preparazione meticoloso ed attento che ha portato alla realizzazione di un filmato. Per la sua attuazione ci si è avvalsi della collaborazione di Salvuccio Furnari, cultore dei Riti della Settimana Santa nella nostra città, per il coordinamento logistico.

Il progetto cinematografico è stato curato da Filadelfio Grasso, e si propone diversi obiettivi: omaggiare la Madonna Addolorata; rivivere, anche se virtualmente, la spiritualità dei riti pasquali; ringraziare gli operatori sanitari che in questa pandemia si spendono con abnegazione al servizio degli ammalati; rivolgere un pensiero augurale a tutte le persone che saranno raggiunte dal videomessaggio tramite i canali social.

«Così facendo – afferma il direttore generale, Giosuè Greco – si conferma la presenza della nostra Comunità nel contesto territoriale come parte integrante e viva della società».

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