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Covid, in meno di un anno a Biancavilla 33 morti su quasi un migliaio di contagi

Il sindaco Bonanno: «Sono dati al di sotto della media di altri comuni, ma resta il dolore per le vittime»

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A Biancavilla, dall’inizio della pandemia a oggi, si registrano 928 contagiati: 772 le persone guarite, 33 i deceduti. I dati emergono da un monitoraggio che il Comune ha compiuto in collaborazione con la struttura commissariale per l’Emergenza Covid di Catania. L’obiettivo è quello di verificare l’impatto epidemiologico in tutto il territorio e offrire ai cittadini un quadro trasparente dell’incidenza del virus.

Il tasso di letalità accertato è del 3,55%. La percentuale di contagi sul totale della popolazione è del 3,94%. Ad oggi i positivi sono 123.

«Sono dati – osserva il sindaco Antonio Bonanno – in gran parte al di sotto della media di altri comuni. Stamattina li ho analizzati assieme al Commissario Covid, Pino Liberti. I numeri che emergono ritengo abbiano a che fare con il grande senso di responsabilità dimostrato dalla maggior parte dei cittadini in questi mesi, al di là di una sparuta minoranza».

«Il basso livello di contagio di tutta la popolazione – prosegue Bonanno – deve incoraggiarci e non farci commettere errori in questa fase di “zona gialla” per la nostra regione. Dobbiamo ancor più rafforzare quei comportamenti responsabili i cui risultati – come si vede – si toccano con mano. Se vogliamo davvero uscirne bene, dovremo essere ancor più determinati».

«È doloroso, comunque, constatare –sottolinea il sindaco – il numero di vittime registrate a Biancavilla dal marzo dello scorso anno a oggi: non dimentico che quei numeri erano delle persone, storie e affetti che il virus ha strappato alla vita».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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