Chiesa
Debutta il nuovo messale: coinvolto anche Padre Zappalà nella revisione
Il sacerdote di Biancavilla tra i liturgisti italiani che hanno contribuito alle modifiche volute dal Papa
Cambia il “Padre Nostro”: «Non abbandonarci alla tentazione…». Così come il “Gloria”: «Pace in terra agli uomini, amati dal Signore». Ma anche il “Confesso”: da ora in poi si dirà «Fratelli e sorelle». Nella preghiera eucaristica arriva la «rugiada» dello Spirito. Prevalgono le invocazioni in greco rispetto a “Signore e Cristo pietà”. E ancora, il prete dirà: «Scambiatevi il dono della pace». Alla fine della celebrazione ci sarà la formula: «Andate e annunciate il Vangelo del Signore».
Da oggi, prima domenica di Avvento, celebrazione eucaristica con l’uso della terza edizione del Messale Romano, voluta e approvata da Papa Francesco nel 2019.
Una revisione a cui ha dato il suo contributo pure padre Giovambattista Zappalà, in quanto esperto di liturgia. Il sacerdote biancavillese, oggi vicario foraneo e parroco all’Idria, è direttore dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Catania e, dal 2012 al 2017, è stato direttore regionale di Liturgia. Una figura titolata, dunque, a parlare con competenza e cognizione, vantando esperienza diretta nel lungo processo di modifica del messale.
Lo fa con Biancavilla Oggi: «Questo libro liturgico, frutto di anni di lavoro, non è una semplice sostituzione di un libro con un altro. Ma propone una revisione del linguaggio, delle forme espressive e ancora una certa allusione più precisa e letterale ai testi liturgici latini e alla Sacra Scrittura». Continua il sacerdote biancavillese: «Tutto questo serve per favorire una partecipazione piena e consapevole dei fedeli al Sacramento dell’Eucarestia».
Mons. Franco Magnani a Biancavilla
Negli ultimi diciotto anni, la Conferenza Episcopale Italiana ha inviato alle diocesi la bozza del Messale italiano che i Vescovi hanno inoltrato ai direttori liturgici delle proprie diocesi, tra cui padre Zappalà.
«I direttori delle diocesi di Sicilia – prosegue don Zappalà – abbiamo visionato il Messale, ci siamo incontrati più volte a Pergusa e Enna. Abbiamo discusso, fatto proposte, aggiustamenti e poi i singoli Vescovi hanno consegnato queste proposte a Roma, alla commissione che stava preparando la terza edizione del Messale Romano».
Don Giovambattista ha avuto più volte in mano la bozza del Messale e ha dato insieme a tutti gli altri direttori il suo contributo. Ha partecipato di diritto alla Consulta liturgica nazionale a Roma. Di conseguenza ha avuto l’opportunità e la possibilità anche di conoscere mons. Franco Magnani, che ha seguito questa revisione in modo più specifico, presentandola poi direttamente al Papa.
Mons. Magnani, peraltro, è venuto in Sicilia diverse volte, a tenere conferenze. Pure a Biancavilla è stato: proprio lo scorso aprile aveva consegnato una parte del Messale per la correzione della bozza proprio al sacerdote biancavillese, padre Zappalà.
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Chiesa
Padre Ambrogio Monforte nominato rettore della chiesa di Sant’Antonio
Il sacerdote guiderà pure la confraternita, altri incarichi per fra’ Mario Marino e don Giuseppe Scrivano
Formalizzata una serie di nomine da parte dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna. Alla nomina – riferita già da Biancavilla Oggi – di padre Nicolò Coco a parroco di “San Salvatore”, in sostituzione di padre Salvatore Verzì (destinato alla chiesa “Sant’Agata” di Bronte), ce ne sono altre di interesse biancavillese.
Padre Ambrogio Monforte, parroco al “Sacro Cuore”, è stato nominato dal vescovo anche rettore della chiesa “Sant’Antonio di Padova” di Biancavilla. Un compito che comprende anche il ruolo di commissario dell’omonima confraternita. Entrambi gli incarichi finora erano stati seguiti dal parroco della chiesa madre.
Altra nomina vescovile riguarda poi fra’ Mario Marino, guardiano del convento “San Francesco”, incaricato anche come cappellano del monastero “Santa Chiara”. Tra i vari avvicendamenti, c’è anche quello del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano. Lasciata la parrocchia di “Sant’Agata” di Bronte (dove arriverà padre Verzì), Renna lo ha destinato ad Adrano come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo”. Un’altra tornata di nomine dovrebbero essere ufficializzate ad agosto.
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Chiesa
Verzì se ne va, arriva Coco: dopo 25 anni un nuovo parroco a “San Salvatore”
Decisione presa dall’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, per la parrocchia di Spartiviale
Un quarto di secolo è un traguardo che lascia il segno. Si conclude a 25 anni la guida di padre Salvatore Verzì nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla per andare a Bronte, nella chiesa di “Sant’Agata” al posto del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano (a sua volta destinato come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo” di Adrano).
Su decisione dell’arcivescovo Luigi Renna, nella chiesa di “Spartiviale” arriverà padre Nicolò Coco, sacerdote di Adrano, 47enne, ordinato lo scorso anno,alla sua prima esperienza come parroco. Coco, cresciuto nella comunità di “San Pietro” e formatosi all’oratorio del “Rosario” di Adrano, ha svolto attività pastorale nella cappella dell’ospedale “Cannizzaro” e nella parrocchia “Maria Santissima Ausuliatrice” di Catania. L’avvicendamento tra Verzì e Coco avverrà formalmente a settembre, in coincidenza dell’inizio dell’anno pastorale.
Il nuovo parroco (o per essere più precisi, amministratore parrocchiale) troverà la comunità del “Santissimo Salvatore” particolarmente attiva. La chiesa – costruita ex novo e inaugurata nel giugno 2021 – è ormai un riferimento per l’intero quartiere sud di Biancavilla. Frutto di un lungo percorso cominciato nell’estate del 2001 da padre Verzì. Il suo impegno è legato non soltanto alla realizzazione dell’edificio sacro a fianco a quello preesistente, ma anche alle diverse realtà – dai gruppi neocatecumenali al gruppo scout, per citarne alcuni – che hanno dato corpo e identità alla parrocchia.
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