Biancavilla siamo noi
Centinaia di test anti-Covid al Centro Operativo Misto: disagi per il quartiere
«Per almeno un’ora le uscite di casa “bloccate” dalle macchine dei concittadini in attesa dell’esito»

Nel momento in cui scrivo la prima giornata di screening a tappeto riservato ad alcuni concittadini, che si tiene al Com (Centro Operativo Misto) di Biancavilla, volge al termine. Sgombro subito il campo da ogni possibile equivoco o fraintendimento: sono favorevolissimo ad una campagna di prevenzione di massa volta a ridurre il più possibile la circolazione del virus. E ovviamente non ho nulla da ridire sul fatto che questa campagna si tenga al Com.
I controlli sono già iniziati da una settimana e sino ad oggi, a parte qualche criticità diciamo così “isolata”, tutto era andato per il meglio. Ma era andato per il meglio perché i numeri del controllo erano rimasti tutto sommato contenuti. Coi numeri di oggi, invece, i nodi sono venuti al pettine.
Per questa ragione vorrei quindi sottoporre all’attenzione della pubblica opinione quanto è oggi accaduto: a causa dei numeri assai più rilevanti dei giorni scorsi, il Com non è riuscito a contenere al suo interno tutti i concittadini che una volta effettuato il test rapido ne attendevano l’esito.
Ciò ha comportato quindi che alcuni di essi si siano riversati sulla parte di Via Delle Margherite – sulla quale insistono abitazioni private e relativi cancelli di ingresso – adiacente all’area di sosta e all’uscita del Com, trasformandola addirittura, per un po’ di tempo, non solo in un’area di attesa nonostante l’area del Com a ciò dedicata fosse vuota – con alcuni concittadini che in attesa dell’esito, e quindi potenzialmente positivi al virus, scendevano dalle macchine e “passeggiavano” o addirittura abbassavano la mascherina per fumare.
«Com da riconsiderare»
Il tutto sempre “attaccati” ai cancelli di casa e con altri cittadini o coi volontari nelle adiacenze – ma addirittura in un’area di test: in almeno un caso, debitamente documentato, effettuato il tampone praticamente sotto casa del sottoscritto.
Per almeno un’ora, poi, uscite di casa praticamente “bloccate” dalle macchine e dai concittadini in attesa dell’esito. La situazione è via via migliorata nel corso della mattinata, pur con parziali e ricorrenti “blocchi” delle uscite di casa, per poi “peggiorare” nuovamente nel momento clou di affluenza pomeridiana dei “candidati” al test. Stavolta niente test sotto casa ma qualche concittadino e qualche bambino in attesa dell’esito che sono scesi dalla macchina l’uno per parlare al telefono – sempre davanti al cancello di entrata della mia abitazione – e l’altro per “giocare”.
So già che simili scene potranno ripetersi e sono in un certo senso “rassegnato” a restare “murato vivo” in casa per l’intera giornata. Pur tuttavia chiedo a gran voce che la scelta del Com come sede per eventuali e futuri tamponi di massa sia riconsiderata e siano preferiti luoghi che, per “capienza” e collocazione urbanistica e per le evidenti ragioni logistico-organizzative, possano, come nel caso dello stadio di Adrano o dello spazio antistante la piscina comunale di Paternò, permettere di testare i cittadini in tutta sicurezza e nel rispetto di tutti i protocolli, senza ulteriori rischi per i cittadini stessi e per gli addetti al servizio d’ordine. E senza “costringere” chi ha solo la “colpa” di abitare a ridosso del Com a dover asserragliarsi in casa col timore di avere qualche potenziale positivo che “passeggia”, fuma o parla al telefono davanti all’uscio di casa.
ROSARIO DI GRAZIA
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Biancavilla siamo noi
«Ho disdetto l’utenza idrica, ma la SIE mi ignora ed emette una fattura piena»
La testimonianza di una lettrice: «Dopo tre mesi e mezzo, la pratica non l’hanno presa nemmeno in carico»

Gentile redazione di Biancavilla Oggi, vorrei segnalare attraverso la vostra rubrica un disservizio che sto vivendo con la SIE Spa, gestore da un anno del servizio idrico di Biancavilla. La mia esperienza va al di là delle polemiche sulle tariffe che sono lievitate. Non voglio minimamente entrare nelle dispute dei politicanti che si sono subito fiondati a strumentalizzare.
A metà febbraio ho inviato tramite PEC la richiesta di disdetta di un’utenza idrica che, di fatto, non utilizzo ma che, soltanto per quota fissa, senza consumi, mi costarebbe circa 70 euro all’anno. Dopo avere presentato la richiesta, mi era stato assicurato che entro una ventina di giorni un addetto Sie sarebbe intervenuto per sigillare il contatore. A oggi, dopo oltre tre mesi e mezzo, nessuno si è visto.
Contattando il call center, ero stata comunque rassicurata sul fatto che, ai fini della cessazione del contratto, avrebbe fatto fede la data della PEC. Stessa risposta avuta anche allo sportello aperto nei locali del Comune (disponibile solo un giorno a settimana!!!).
Perché la Sie non risponde alle email?
Con mia sorpresa, però, nei giorni scorsi ho ricevuto la prima fattura del 2026. Non solo sono stati conteggiati i costi dell’intero trimestre (quando avrebbero dovuto considerare solo fino a metà febbraio). Ma è stata addirittura aggiunta una rata del deposito cauzionale (non dovuto perché sto chiudendo un rapporto). Un evidente segnale che la mia pratica non è stata presa in considerazione.
Ho nuovamente contattato il call center. Mi è stato consigliato di inviare un’altra PEC per chiedere l’annullamento della fattura e il relativo ricalcolo a conguaglio. Anche questa comunicazione è stata inviata, ma al momento non ho ricevuto alcuna risposta. Nel frattempo, dei tecnici incaricati di sigillare il contatore continua a non esserci traccia. Fra l’altro se loro non annotano l’ultima lettura (pur essendo i miei consumi zero), come fanno ad emettere fattura a conguaglio?
Mi chiedo se sia normale che un cittadino debba attendere mesi per una semplice cessazione di utenza. È normale ricevere bollette che sembrano ignorare completamente la documentazione trasmessa? Auspico che la SIE Spa possa chiarire la vicenda. Spero che la pratica si risolva rapidamente. È una situazione che, oltre a creare disagio, genera inevitabile sfiducia nei confronti del servizio. Ringraziandovi per il servizio puntuale di informazione ai biancavillesi, cordiali saluti.
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Biancavilla siamo noi
«Ecco il degrado della cappella comunale “San Placido” al cimitero»
La struttura era stata inaugurata nell’aprile 2017 in project financing: 1000 loculi su cinque livelli

«Questa è la situazione che ci ritroviamo nella cappella San Placido: nel sotteraneo è una vera vergogna e nessuno fa nulla. È da denuncia, una vergogna». Comincia così la segnalazione che una lettrice di Biancavilla Oggi fa pervenire alla nostra redazione, allegando alcune immagini.
Si tratta della cappella comunale, inaugurata nell’aprile 2017 e intitolata a San Placido nell’ottobre 2019. Una struttura realizzata in vetro e acciaio, attraverso project financing, ospita 1000 loculi su cinque livelli. Peccato che i cittadini segnalino spesso problemi di manutenzione, sporcizia e infiltrazioni d’acqua.
La nostra lettrice sottolinea il «degrado assoluto con ratti, puzza e, ora, si aggiungono pure muffa e pezzi di muri crostati». E manifesta un timore: «Tra poco ci ritroveremo le bare fuori».
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