23092018GOODNEWS:

Spalla fratturata, manca il tutore: azione disciplinare all’ospedale

Un ragazzo che si era fatto male a scuola va al pronto soccorso. Ma mancano tutori e gessi ortopedici per immobilizzare la parte dolorante. L’azienda si scusa con il paziente: «Verificheremo le responsabilità».

 

di Vittorio Fiorenza

L’ospedale resta sfornito di tutori e gessi ortopedici, così un ragazzo arrivato al pronto soccorso per una frattura alla spalla, che si era procurato a scuola, ha dovuto aspettare quattro ore prima che i medici potessero completare le dovute cure. È accaduto all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, dove adesso l’Asp ha fatto scattare un’azione disciplinare.

Arrivato nella struttura sanitaria alle ore 13, dopo le prime cure, il giovane è stato costretto a stazionare fino alle ore 17. Il personale ospedaliero avrebbe motivato la tempistica, sostenendo che bisognava aspettare l’apertura del negozio del paese per l’acquisto del materiale necessario. E se il paziente avesse voluto evitare lunghe attese, avrebbe dovuto lui stesso andare a comprare un tutore per immobilizzare la spalla.

Una vicenda ingiustificabile, raccontata dal sito di informazione CataniaH24. Una condotta, quella dei medici, ritenuta assai discutibile, quantomeno nella comunicazione con il paziente. Il ragazzo è arrivato dolorante all’ospedale, dopo essersi fatto male durante l’ora di educazione fisica. Già dai primi esami, i medici hanno diagnosticato la frattura. Eppure non è stato possibile applicare un tutore, proprio perché mancante.

Il modo in cui sarebbe stata gestita la comunicazione con il paziente e l’attesa che ha dovuto sopportare sono ora all’attenzione dei vertici dell’Asp di Catania, che hanno provveduto a telefonare al ragazzo. L’azienda fa sapere a Biancavilla Oggi che «il dr. Giuseppe Spampinato, direttore medico del presidio, a nome del direttore generale, ha contattato personalmente i familiari per scusarsi con loro e con il giovane paziente per quanto accaduto». Per l’Asp, «i fatti, così come sono stati raccontati, sono ingiustificabili». Ecco perché «sulla vicenda, la Direzione generale ha disposto una indagine interna per verificare le responsabilità e adottare i provvedimenti conseguenti».

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