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Cronaca

Luca Arena ed il corteo di giovani: «No alla mafia, vivere con dignità»

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“Triangolo della vita” è stata l’iniziativa antimafia che ha idealmente accomunato in segno di speranza le comunità di Biancavilla, Adrano e Paternò. Diverse le rappresentanze di alunni appartenenti alle scuole elementari, medie e superiori. Prima il raduno a Villa delle Favare, poi il corteo di studenti che ha percorso via Vittorio Emanuele fino a piazza Roma per esibizioni, animazione e spunti di riflessioni lanciati dal palco.

A volere l’iniziativa, che ha trovato il patrocinio del Comune di Biancavilla e l’adesione di diverse realtà associative biancavillesi, è stato Luca Arena, il giovane imprenditore taglieggiato dal pizzo che ha collaborato con magistrati e carabinieri, consentendo di falciare buona parte del clan locale attraverso il blitz “Onda d’urto”. Un’operazione che ha avuto un’ulteriore appendice con il successivo blitz “Reset”, per il quale è stato determinante l’altro fratello, Giuseppe Arena.

Adesso Luca è sotto protezione, in una località protetta (così come il fratello e i genitori). Ma ha voluto fortemente l’iniziativa perché quello che le vecchie cronache indicavano come il “Triangolo della morte” possa essere il “Triangolo della vita”.

Non sono mancati, non a caso, gli interventi dei sindaci di Biancavilla, Adrano e Paternò, Antonio Bonanno, Angelo D’Agate e Nino Naso, così come rappresentanti dei carabinieri della Compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla e dell’associazione antiracket Libera Impresa, che ha seguito ed assistito nel suo percorso Luca Arena. Interventi davanti agli alunni pure da parte di Filippo Casella, altro noto imprenditore antiracket.

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5 Commenti

5 Commenti

  1. Daniela

    18 Marzo 2019 at 16:27

    Nn c’è niente di personale…leggo tutti i giorni questa testata giornalistica e dico quello Ke penso..lo ripeto da ki e stata rappresentata questa bellissima iniziativa? sono libera di dillo o no!e poi gentile signore nn c’era bisogno di sottolineare ciò Ke farà un pubblico ministero… Allora Ke vuole dire ke quello Ke dice un giudice e di poko conto. Cmq saluti cordiali a lei.

  2. Biancavilla Oggi

    18 Marzo 2019 at 14:31

    Gentile Daniela, evitiamo di fare confusione. La persona che ha promosso l’iniziativa antimafia non c’entra nulla con la notizia, pubblicata da Biancavilla Oggi, a cui lei fa riferimento. Non si capisce perché avremmo dovuto fare domande su questioni che riguardano altri. Ad ogni modo, va anche detto che nei confronti della persona che formalmente risulta indagata, il pubblico ministero Andrea Bonomo ha già specificato che chiederà l’archiviazione, ritenendola cioè credibile e non collusa. Ovviamente daremo notizia degli ulteriori sviluppi, qualsiasi essi siano. Ma evitiamo di confondere i fatti e gli elementi oggettivi con le interpretazioni personali. Saluti cordiali.

  3. Daniela

    18 Marzo 2019 at 8:48

    Io credo Ke nn sia giusto nn esprimere ciò Ke si pensa e nn e cattiveria e solo ke questo può dire ciò Ke vuole voi giornalisti avete fatto delle domande a questo… ma nn avete fatto nessuna domanda al ragazzo su un articolo Ke qualke settimana indietro avete pubblicato col titolo”Sorpresa il teste risulta indagato” visto Ke l iniziativa era su un argomento molto importante ritengo Ke e stata rappresentata da kiiiiii……indignata… nn aggiungo altro…

  4. Nicola Santangelo

    17 Marzo 2019 at 18:24

    Bella iniziativa, ma i fans della #bellabiancavilla dove sono? E quelli “contro tutte le tirannidi”? Tutti latitanti, silenziosi e introvabili. Veramente imbarazzante.

  5. Pennisi Antonio

    15 Marzo 2019 at 18:25

    Ho notato che la partecipazione dei nostri politici non spiccava. Cara Biancavilla Oggi, perché non fate l’elenco dei consiglieri comunali e degli assessori che hanno disertato il corteo contro la mafia? A futura memoria. Complimenti ai promotori, tirata d’orecchie ai nostri politici insensibili verso i temi dell’antimafia.

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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