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Cronaca

Parla l’imprenditore antiracket: Biancavilla non del tutto ripulita

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ESCLUSIVO. La libertà, la dignità e il “sistema” ancora esistente. Nostra intervista a Luca Arena, il 25enne che si è ribellato al pizzo e ha fatto scattare l’operazione “Onda d’urto”. Da pochi giorni è stato trasferito in una località segreta. E da lì immagina un futuro nuovo.

 

di Vittorio Fiorenza

Ha lasciato pochi giorni fa Biancavilla ed ora si trova in una località protetta. L’imprenditore di 25 anni che lo scorso dicembre ha fatto scattare il blitz antiracket dei carabinieri “Onda d’urto” con 12 persone coinvolte guarda al futuro con ottimismo. Lo squarcio sui gruppi criminali di Biancavilla e sulle ripetute richieste di pizzo che avrebbe subìto, lo ha aperto davanti ai carabinieri e confermato di recente in sede di incidente probatorio.

Dopo precedenti dichiarazioni rilasciate a Biancavilla Oggi, ha deciso di riparlare con noi della sua esperienza, della sua nuova vita e del futuro di una città nella quale ancora continua un certo “sistema”. «Lo voglio fare con il mio nome e il mio volto». Lui è Luca Arena, a capo dell’omonima impresa di pompe funebri, notissimo a Biancavilla, anche per i suoi brillanti trascorsi calcistici.

Luca, come è cambiata la sua vita dopo le sue dichiarazioni e il blitz dei carabinieri?

È stata una scoperta. Io sono sempre me stesso, ma una vicenda simile ti fa comprendere e mettere alla prova le persone che hai attorno. Con una scelta radicale come quella che ho fatto io, ti si amplia la visuale e ti accorgi come persone con cui avevi un rapporto, magari adesso non ti cercano o ti evitano.

Come è scandita la sua giornata? Cosa fa?

Io adesso studio, passeggio, mi alleno…

La sua azienda continua l’attività?

Sì, ma ho subìto un declino. Non c’è un mercato libero. Manco io, ma manca l’amministrazione comunale nel controllo di situazioni di abusivismo e illegalità attorno all’ospedale. Controllo che non può essere delegato ai carabinieri.

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Il furgone dell’agenzia funebre dato alle fiamme pochi giorni prima che scattasse il blitz

Ma dopo il blitz il paese non è più libero?

Sì, certo. Ma ci sono i “colletti bianchi” in giro, persone che sembrano perbene e che però continuano a mantenere in piedi un certo sistema ancora oggi. Ci vuole una complessa attività investigativa, ma ci vogliono prima di tutto le denunce.

Ci vuole un secondo Luca Arena.

Un secondo, terzo, quarto, quinto, sesto per ripulire del tutto il paese.

Quale è stata la sensazione avuta appena conclusa l’operazione dei carabinieri?

Una sensazione di libertà. E tanta voglia di fare. Mi sento pulito e più consapevole del mio valore e della mia dignità. Sto bene con me stesso. Invece prima non mi potevo guardare allo specchio perché cedevo soldi sudati con il mio lavoro. Mi sentivo un “infiltrato” a discutere e a sedermi con “loro” a tavolino. La mia non è una testa “malandrina”, sono diverso da loro.

A Biancavilla Oggi ha dichiarato che la sua ribellione è stata ispirata dalla musica rap antimafia. Ma c’è stato un episodio di sopraffazione specifico che l’ha convinta a non potere più andare avanti in quel modo ed affidarsi ai carabinieri?

Mi trovavo a pranzo con uno dei personaggi poi arrestati. Si discuteva sul fatto che avrei dovuto cedere il 50%. Facevo presente che era tanto e che poi avrei voluto sposarmi e fare una famiglia. La risposta? “Non ti preoccupare, poi ti aiuto io a sposarti”. Lì mi sono sentito profondamente ferito nella mia dignità.

Nell’incidente probatorio, nell’aula bunker di Bicocca, lei ha parlato per sei ore. Quanto peso ha sentito, entrando in quell’aula, dove dietro le sbarre c’erano coloro che ha fatto arrestare?

Non mi ha pesato niente. Tutto ciò che sapevo e avevo in testa l’ho detto. Non ho avuto e non ho paura di loro.

Chi sono le persone che ha avuto vicine in questi mesi?

La mia famiglia, tranne un componente. E poi il gruppo degli scout per quello che ha fatto, l’associazione Libera Impresa e una cerchia limitata di miei amici.

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Striscioni del gruppo scout in piazza Roma a sostegno di Luca

E le istituzioni? Il Comune e il sindaco si sono fatti sentire?

Niente. Soltanto un messaggio su Facebook. Glorioso mi ha scritto che se mi fossi sentito da solo potevo chattare con lui. Poi l’ho cercato cinque volte, ma non mi ha nemmeno risposto. Mi aspettavo anche una telefonata dall’avv. Giuseppe Furnari (presidente della società Calcio Biancavilla, ndr). Non c’è stata. Quando facevo gol, condivideva video, metteva “Mi piace” su Facebook, elargiva complimenti. Adesso tutti sepolti.

Però Glorioso ha annunciato che nel processo si costituirà parte civile.

Si costituirà parte civile perché c’è chi, come Biancavilla Oggi, lo ha punzecchiato in questo senso. Lo “ringrazio” lo stesso, ma non ha fatto abbastanza.

Al recente incontro antiracket promosso da Libera Impresa, Villa delle Favare era vuota: nessun commerciante, nessun imprenditore presenti.

Me l’aspettavo. Non mi interessano le vecchie generazioni. Guardo con attenzione ai giovani, che devono crescere in una città sana e, in questo obiettivo, la scuola può fare tanto.

Luca, come immagina il suo futuro?

Magari mi ripeto, ma ci credo: libero e a testa alta.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. giosuè cariola

    20 Marzo 2017 at 9:25

    Leggendo questa intervista la cosa che più mi fa male è sentire che all’incontro antiracket non ha partecipato nessuno. Quante volte ancora nella nostra vita si dovrà sentire parlare di uomini, di salvatori mandati per salvarci e poi messi in croce ingiustamente.
    Luca vincerà non solo quando camminerà a testa alta ma quando lo farà nel suo paese.

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Cronaca

In moto con mitraglietta e pistole: arrestato 29enne di Biancavilla

Dopo un inseguimento, giovane bloccato dalla Squadra mobile: sequestrate armi e munizioni

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Nell’ambito dei continui servizi di prevenzione e di contrasto alla criminalità, una pattuglia della Polizia di Stato ha arrestato il biancavillese Ivan Giuffrida (classe 1991) in quanto colto in flagranza di reato per detenzione e porto illegale di armi da guerra clandestine, armi comuni da sparo, munizioni, ricettazione delle stesse e resistenza a pubblico ufficiale.

Nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio, predisposto nei quartieri popolari di Monte Po e San Giorgio, personale della Squadra Mobile ha proceduto al controllo di una persona in sella ad un motociclo che percorreva ad alta velocità via Gaetano Di Giovanni. L’uomo, notando che la pattuglia motomontata stava per raggiungerlo, ha aumentato la velocità, cercando di speronare gli operatori che sono stati costretti ad intraprendere un inseguimento concluso dopo poche centinaia di metri.

All’interno di una borsa a tracolla legata allo sterzo del mezzo è stata rinvenuta e sequestrata una mitraglietta con matricola abrasa completa del relativo caricatore e 20 cartucce calibro 7.65. Nel vano sottosella, sigillate in buste in plastica trasparente, rinvenute e sequestrate: 1 pistola semiautomatica con relativo caricatore e 20 cartucce calibro 9; 1 pistola tipo revolver e 5 cartucce calibro 38 special; 1 pistola tipo revolver e 15 cartucce calibro 38 special; 1 pistola tipo revolver e 5 cartucce calibro 38 special; munizionamento vario (145 cartucce di diverso calibro).

Dai primi accertamenti, due delle citate armi sono risultate essere provento di furto.

Espletate le formalità di rito, Giuffrida è stato rinchiuso nell carcere di Caltagirone a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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Cronaca

Officina abusiva, meccanico fantasma: intervento della polizia a Biancavilla

Un 52enne, percettore dell’indennità di disoccupazione, denunciato per truffa e gestione di rifiuti pericolosi

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Ha sempre più successo l’applicazione YouPol, grazie alla quale i poliziotti del Commissariato di Adrano, insieme alla Polizia locale di Biancavilla, ha posto fine a un’attività illecita.

È stato infatti denunciato un 52enne per i reati di truffa aggravata e gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi. L’uomo, originario di Adrano, bracciante agricolo presso un’azienda, durante il periodo di pausa dell’attività agricola, aveva messo su un’officina a Biancavilla, nonostante percepisse l’indennità di disoccupazione.

Dopo la segnalazione su YouPol, il personale operante ha effettuato un sopralluogo, sorprendendo l’uomo intento a riparare un’auto. Dal controllo è emerso che il 52enne, oltre a conseguire ingiustamente l’indennità di disoccupazione, non era neanche iscritto nel registro delle imprese e per tale motivo è stato sanzionato.

Nel retro dell’officina gli agenti hanno anche trovato materiale di scarto, parti di autovetture e fusti di olii esausti.

L’officina è stata sequestrata e chiusa con sigilli apposti su entrambi gli ingressi. Sono stati anche sequestrati tutte le attrezzature e le strumentazioni utilizzate per l’esercizio dell’attività illecita.

È stata sequestrata infine pure l’autovettura trovata in riparazione al momento del controllo, il cui proprietario è stato sanzionato amministrativamente per essersi avvalso di un’officina non autorizzata per le riparazioni.

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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