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La denuncia, arma contro gli abusi: a giudizio marito e padre violento

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© Foto Biancavilla Oggi

Episodi di maltrattamenti e lesioni non soltanto nei confronti della moglie, ma anche della figlia di 13 anni. Un marito e un padre violento, che è stato posto agli arresti domiciliari (in casa dei propri genitori) e che ora è stato rinviato a giudizio.

Una notizia appresa da Biancavilla Oggi proprio nella “Giornata contro la violenza sulle donne”, ha dato maggiore forza alle battaglie per arginare un fenomeno diffuso quanto sottaciuto pure nel nostro paese.

Il caso in questione è uno dei tanti seguiti dal centro antiviolenza Calypso, presieduto dall’avv. Pilar Castiglia, a cui si è rivolta la vittima.

Un 34enne biancavillese, lo scorso mese, si è reso protagonista, secondo quanto riportato negli atti giudiziari, di ripetuti maltrattamenti contro la moglie, «percuotendola, ingiuriandola pesantemente con epiteti volgari e denigratori, sottoponendola a privazione affettive ed economiche».

In un’occasione, avrebbe anche causato traumi fisici sia alla donna che alla figlia minore. Da qui, l’intervento del centro Calypso, che si è rivolta ai carabinieri biancavillesi. I militari, per settimane, hanno svolto un lavoro assiduo e determinante per arrivare alla misura cautelare.

La donna ora è in una struttura protetta, mentre al marito, dopo essere stato rinchiuso nel carcere di piazza Lanza, gli sono stati concessi i domiciliari. Il Gip di Catania, Francesco D’Arrigo, ha emesso nei suoi confronti decreto di giudizio immediato con udienza fissata il 19 gennaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Rissa tra biancavillesi e adraniti: denunciati in 8 (di cui 5 minorenni)

L’episodio, risalente allo scorso novembre, è avvenuto in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina

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La mega rissa era avvenuta a Biancavilla, lo scorso novembre, in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina. Adesso i carabinieri della stazione di via Benedetto Croce hanno concluso le indagini. L’esito? Denunciati in 8 per rissa aggravata. Aspetto sconcertante è che tra questi ci sono 5 minorenni. Due adraniti, di 16 e 21 anni, in particolare, devono rispondere anche di porto di armi od oggetti atti ad offendere, perché hanno partecipato con una mazza da baseball e un bastone di legno.

Era il 20 novembre 2023 quando una chiamata al 112 ha segnalato una zuffa tra ragazzi. All’arrivo della pattuglia, sulle panchine vi era soltanto un gruppo di giovani intenti a parlare pacificamente. Tutti avevano negato di aver litigato con alcuno.

I carabinieri non hanno lasciato correre. Hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della zona, consentendo di individuare le targhe delle auto parcheggiate nella piazza. Si è risaliti così ai proprietari, tre dei quali di Adrano.

Convocati in caserma, i tre si sono presentati accompagnati dai figli minorenni, le cui dichiarazioni hanno fatto emergere come la lite avesse coinvolto un gruppo di ragazzi di Biancavilla e di Adrano, senza un apparente motivazione.   

Man mano che i Carabinieri hanno acquisito nuovi dettagli sulle dinamiche dell’evento e hanno individuato e ascoltato i testimoni oculari dei fatti, il quadro indiziario nei confronti degli 8 indagati è poi divenuto sempre più chiaro. I militari hanno anche comparato fotogrammi estrapolati dai file video della rissa e le fotografie dei profili social dei partecipanti.

Tra questi, in particolare, anche 2 minorenni di Adrano, che avevano già avuto problemi con la Giustizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, mentre tutti e 3 i maggiorenni coinvolti sono risultati essere pregiudicati per vari reati, tra cui porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

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