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L’Antiracket e gli impegni dimenticati, la Asaae: «Nessuno ci ha chiamati»

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© Foto Biancavilla Oggi
di VITTORIO FIORENZA

Uno sportello antiracket a Biancavilla. Non c’è mai stato. Ma lo scorso gennaio, sull’onda emotiva dei due omicidi di mafia in 48 ore, si era fatto a gara, da più parti, con prese di posizione, comunicati stampa e tanti buoni propositi. Tra questi, anche l’istituzione di uno sportello da mettere a disposizione di imprenditori e commercianti contro le richieste di pizzo. Una proposta formalizzata anche dal Consiglio Comunale, che con un voto unanime aveva impegnato l’amministrazione Glorioso.

In realtà, si tratta di un impegno dimenticato, che salta alla mente in questi giorni, dopo i recenti blitz antimafia che hanno evidenziato anche episodi estortivi. Non se ne è fatto nulla, nonostante l’Asase (Associazione Antiracket e Antiusura Etnea) abbia dato disponibilità a collaborare.

«Avevamo dato disponibilità –specifica il presidente dell’Asaae, Gabriella Guerini– a formare tre o quattro persone ed affiancarle per il primo periodo di attività dello sportello: persone di Biancavilla, che godano di stima e nomea di onestà, al di fuori di partiti e schieramenti politici. Però dal Comune non si è fatto più sentire nessuno, non abbiamo avuto nessuna risposta da allora. Eppure, a Biancavilla, c’è necessità di muoversi in tal senso. Gli ultimi blitz hanno fatto emergere situazioni pesanti. Grazie al lavoro del procuratore della Repubblica, Giovanni Salvi, e delle forze dell’ordine si sono potuti evitati altri due omicidi, ma le indagini hanno dimostrato che a Biancavilla la mafia continua ad agire e ad essere viva».

Sulla mancata istituzione dello sportello, Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione al sindaco Giuseppe Glorioso.

Il consigliere Marco Cantarella contesta e chiede le ragioni della «inoperatività dell’amministrazione comunale che, ad  oltre 320 giorni dall’impegno assunto, sembra non avere proceduto in alcuna maniera all’iter per l’istituzione, nonostante vi fossero tutte le premesse e il supporto da parte delle associazioni riconosciute nel campo dell’antiracket».

Il sindaco Glorioso, dal suo canto, si riserva di intervenire in questi giorni nel merito degli interrogativi posti dall’esponente di Fratelli d’Italia. Oltre ad essere indirizzato al primo cittadino, l’atto del consigliere comunale è stato inoltrato all’assessore Giuseppe Furnari, che a suo tempo aveva preso impegni precisi in tale direzione.

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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