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I lamentosi del lamento perpetuo: antropologia dei biancavillesi al bar

In questi ultimi giorni, nelle discussioni intuili paesane ha fatto irruzione un tema “esasperante”

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Seduto in un bar della ridente cittadina di Biancavilla, sorseggiando un caffè senza zucchero, mi è capitato di sentire involontariamente (non così tanto) i discorsi dei tavoli vicini. Discorsi sempre più incentrati su lamentele legate al nulla.

Una volta, le lamentele riguardavano i capo chiurma, i massara o il politico di turno. Oggi questi discorsi si sono tramutati in esternazioni cariche di nulla, che si traducono in niente! Quindi, ecco una sfilza di lamentele legate a: condizioni climatiche (troppo caldo, troppo freddo, troppo sole, troppo nuvoloso) o costi legati alle spese paesane (posteggi che si pagano, spazzatura cara, Imu, multe…).

Insomma, il biancavillese medio è fatto così! Si lamenta del lamento quasi standard e ripetuto. Ma ecco che improvvisamente, negli ultimi giorni, hanno fatto irruzione loro. Coloro su cui si stanno concentrando tantissimi nostri cittadini. Coloro che stanno distogliendo gli abitanti di Biancavilla dal pranzo o dal fare sogni tranquilli. Sì, sono loro: le mosche.

Le mosche sono veramente fastidiose. Il loro ronzare suscita esasperazione. Sono ngutti. Ma il biancavillese medio non capisce che se vuole affrontarle deve prendere l’ammazza mosche o cacciarle con destrezza. Il più delle volte, invece, risulta essere più facile sempre e solo lamentarsi. Perché il lamento è parte essenziale dell’antropologia biancavillese. Per qualsiasi cosa, anche inutile. Come lo è questo articolo. Lamentatevi pure.

© RIPRODUZIONE RISERVATA    

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Il “fiume” di Viale dei Fiori e la memoria dei pesci rossi: canne da pesca pronte

L’ennesimo allagamento produce polemiche sterili, ma chi ha responsabilità non ha diritto di indignarsi

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© Foto Biancavilla Oggi

Ormai la prassi è nota, il momento è servito. Cellulare alla mano per immortalare con foto e video, una mezz’oretta per delineare un colorito post sui social e la polemica è apparecchiata. Si fa ovvio riferimento all’ultimo acquazzone estivo che crea disagi in viale dei Fiori.

Tutto nella norma, se a comporre ciò è il semplice cittadino, giustamente indignato e pronto a denunciare i malesseri quotidiani. Non rientra nella norma se a farlo è certa politica, che ha precise responsabilità. Soprattutto quando ci si dimentica che lo spartitraffico (ridotto a galleggiare dopo la pioggia) è installato in via sperimentale. E che lo stesso favorisce la riduzione della velocità ed impedisce i sorpassi azzardati.

Ci si dimentica che il “fiume” è presente in viale dei Fiori fin dall’inaugurazione del nuovo tratto di strada, avvenuto con la passata amministrazione. Ci si dimentica che Bonanno, poco dopo l’insediamento, annunciò interventi mirati per trovare una soluzione e che i tempi non sarebbero stati brevi.

Una memoria di pesciolini rossi che produce polemiche sterili, dettate più che altro da conflitti politici e non da un mero interesse verso la collettività. Si sa, il dibattito si inasprisce soprattutto in questo periodo in cui infuriano le elezioni: da qui al prossimo anno saranno ancor più numerosi i manifesti elettorali a mezzo social.

Una polemica costruttiva sarebbe stata quella di far notare, agli addetti ai lavori, che i “New Jersey” avevano all’interno poca acqua e che quindi erano facilmente esposti a “galleggiamento” ad un certo livello di pioggia. Se le barriere fossero state riempite fino all’orlo, il peso dell’acqua ne avrebbe probabilmente evitato il trascinamento.

Riguardo alla “piscina” che si viene a creare, il disagio è risaputo e noto a tutti. Ma la questione di fatto è che l’arteria presenta un “problema strutturale”. Questioni già affrontate dall’attuale amministrazione, in attesa adesso che i finanziamenti ottenuti siano spesi per interventi massicci e definitivi.

Noi comuni cittadini, inermi e fiduciosi, non possiamo che sperare affinché i tempi di intervento sull’arteria siano ridotti al minimo. Nel frattempo, ci armiamo di stivali da fiume e canne da pesca.

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