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Se ne è andato Middio Garufi: lo storico militante comunista aveva 89 anni

Scompare una delle figure rimaste fedeli agli ideali e alle battaglie sotto il simbolo “falce e martello”

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Se ne è andato all’età di 89 anni Middio Garufi, storico militante comunista di Biancavilla. I funerali si sono svolti nella parrocchia Annunziata.

La sua figura fa parte di quella straordinaria generazione di attivisti del Partito Comunista Italiano formatasi nel decennio successivo alla caduta del fascismo e alla fine della guerra. Anni che hanno visto un Pci in prima linea a Biancavilla in battaglie sociali e rivendicazioni di diritti. Tra questi, quelli per l’assegnazione delle terre con la mobilitazione delle masse attraverso scioperi e occupazioni.

In questo contesto, si inserisce la militanza di Middio Garufi, il “compagno” dagli occhi dolci e profondi. L’orgoglio della sua fede comunista era vivo anche in età anziana. Con lo scioglimento del Pci, il suo impegno proseguì non nel Pds ma in Rifondazione Comunista, forza politica per la quale ricoprì ruoli dirigenziali.

Per il suo lungo trascorso politico, Garufi ha dato il suo contributo di testimonianza, assieme ad altri, nel libro “Biancavilla e Adrano agli albori della democrazia” di Carmelo Bonanno e pubblicato da Nero su Bianco Edizioni. Un contributo di ricordi che ha consentito di ricostruire e raccontare il ritorno alla democrazia dopo il Ventennio e l’inizio di anni carichi di speranza.

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Da Biancavilla agli Emirati Arabi: lo chef Laudani e la sua “cucina creativa”

«Sono orgoglioso di essere “biancavilloto”, adoro gli arancini di Navarria: un sapore che mi porto dietro»

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È cresciuto e ha studiato in provincia di Bergamo, ma le sue origini sono di Biancavilla: «Un paese che porto sempre nel cuore». Antonino Laudani è uno chef affermato, ha girato mezzo mondo. La sua ultima tappa professionale è negli Emirati Arabi. La sua è una cucina creativa e raffinata, che risente della tradizione italiana e mediterranea: «Il risotto ai frutti di mare è un piatto che porto sempre con me». Le sue radici siciliane? Una bandiera che non lascia mai. Ovunque si sia trovato: dal Congo, dove a Brazzaville nel 2015 aprì il suo primo ristorante, alla Turchia e alla Spagna (come sous chef specializzato nei piatti italiani). Poi, in Inghilterra, durante l’emergenza Covid. Infine, negli Emirati Arabi, prima a Ajman e dopo a Ras al-Khaimah, ma con uno sguardo al futuro rivolto a Dubai.    

«Oramai – dice Antonino Laudani a Biancavilla Oggi – sono quasi 3 anni che vivo e lavoro qui e dopo tanti anni di sacrifici e precedenti sofferenze lavorative sono finalmente riuscito a diventare chef di un ristorante e successivamente chef executive di un altro. Lavoro per un ristorante fine dining italiano, con cucina creativa. Mi occupo della parte di sviluppo del menù, costi, fornitori, gestione del personale in cucina. Mi piace molto essere arrivato a questo nuovo punto di partenza nella mia vita. Ho l’obiettivo di portare il ristorante dove lavoro ad alti livelli, ma per scaramanzia non anticipo niente».

Alle spalle, lo chef Antonino ha un lungo percorso, fatto con sacrifici e determinazione. «All’età di nove anni e mezzo – ci racconta – io e la mia famiglia ci siamo trasferiti da Biancavilla in provincia di Bergamo, a causa delle limitazioni lavorative che purtroppo la Sicilia offre. Feci il mio percorso di studi medio e poi superiore alberghiero a Bergamo. Ho lavorato in un ristorante della mia zona, purtroppo anche il nord Italia ha i suoi limiti ed il lavoro regolare era molto difficile da trovare. Così nel 2015 andai fuori dall’Italia».

Ma anche al di là dei confini nazionali, Laudani resta fortemente legato alle sue origini: «Sono molto orgoglioso di essere un biancavilloto, ho dei bei ricordi del mio paese natale. Quando posso, ritorno per trovare i miei nonni ed i mie zii. E soprattutto per mangiare gli arancini di Navarria: è un sapore che mi porto dietro sin da quando ero piccolo. Mi piace ricordare i momenti passati a camminare per la via principale di Biancavilla, ammirare la chiesa madre e la sua grande piazza. Purtroppo, devo ammettere che se non avessi lasciato la Sicilia e poi l’Italia non sarei forse arrivato alla posizione che attualmente ricopro».

Da qui, un appello dello chef Antonino Laudani: «Vorrei poter dire ai giovani ragazzi e ragazze di Biancavilla di prendere la decisione di migliorarsi e, se serve, anche a costo di lasciare il proprio paese. Non abbiate paura. Soffrirete un po’, per poi imparare e stare meglio in futuro. E questa cosa vi renderà estremamente forti e motivati».

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