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Lo show notturno dell’Etna: l’eruzione del vulcano vista da Biancavilla

Attività stromboliana e fontane di lava, l’Ingv: «Sul cratere di Sud-Est attivate altre bocche»

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© Foto di Dino Greco

Ancora uno spettacolo offerto dall’Etna. Il Vulcano è in eruzione. Ecco qui uno scatto notturno dell’attività stromboliana vista da Biancavilla, dopo le immagini della colonna di fumo e cenere dello scorso 16 febbraio.

L’Osservatorio etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fa sapere che sul cratere di Sud-Est si sono attivate altre bocche, in direzione della “bocca della sella”, producendo fontane di lava ed attività stromboliana. Alle ore 00:28 l’attività si è improvvisamente intensificata, generando getti di lava alti 800-1000 m sopra il Cratere di Sud-Est. Poco dopo ha avuto inizio un trabocco lavico dalla “bocca della sella” alimentando un flusso lavico diretto verso sud-ovest. Una colonna eruttiva si è alzata diversi chilometri sopra la cima dell’Etna.

L’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto valori molto elevati, superiori a quelli registrati nei parossismi precedenti. La localizzazione della sorgente del tremore permane al di sotto del Cratere di Sud-Est.

Anche i segnali infrasonici mostrano valori molto elevati sia nel tasso di accadimento che nell’energia dei transienti infrasonici. Durante l’evento eruttivo in corso i dati di deformazione confermano modeste variazioni registrate alla rete clinometrica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A Biancavilla “lievita” del 20% il prezzo del pane: adesso è 2,40 euro al chilo

L’ultimo ritocco risale al 2014, la decisione dei panettieri locali è dovuta ai costi “stellari” delle farine

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I panificatori di Biancavilla hanno deciso: il prezzo del pane passa da 2 a 2,40 euro al chilo. Un rincaro del 20%, che tradotto sul bilancio familiare significa, in media, un esborso in più di 50-100 euro all’anno.

Il nuovo prezziario è entrato in vigore in questi giorni, in quasi tutti gli esercizi di Biancavilla. Riguarda il pane e tutti i prodotti da forno similari, dai “morbidoni” alle pizzette. In ogni esercizio è possibile prendere nota dei ritocchi apportati per ogni prodotto.

La decisione viene giustificata con il continuo aumento della farina, fino a raddoppiare: in un solo mese è passata da 0,44 a 0,80 euro. Il rischio, paventano i panificatori, è che arrivi ad 1 euro.

Da qui, il ritocco sul bene essenziale per eccellenza. Il settore conta a Biancavilla oltre 10 esercenti. Il giro d’affari si può stimare intorno ai 2 milioni di euro all’anno.

A Biancavilla, l’ultimo aumento del prezzo risale al 2014, quando il rincaro è stato di 20-30 centesimi. L’altro precedente ritocco al listino è risalente al 2004. Anche in quelle occasioni, la decisione era stata motivata con l’aumento dei costi sulle materie prime, a cominciare dalla farine.

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