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Il ficodindia dell’Etna, che a Biancavilla trova una delle sue massime espressioni con aree che negli ultimi anni sono state destinate alla coltivazione, ha avuto una vetrina nazionale. La bontà del frutto è stata al centro di un servizio de “L’ingrediente perfetto”. Una vetrina su La7 per le coltivazioni di ficodindia e per Biancavilla.

A guidare i telespettatori alla scoperta di questo frutto tipico del nostro territorio è stato, ancora una volta, Salvatore Rapisarda, presidente del consorzio Euroagrumi. Organizzazione che ha sede proprio a Biancavilla, in zona Piano Rinazze, e già altre volte aveva parlato di ficodindia su La7.

Impegnato nella promozione del frutto in fiere nazionali e in tutta Europa, nell’ottobre del 2013, il consorzio ha infatti organizzato a Biancavilla il convegno internazionale sul ficodindia.

Produttori ed esperti sono venuti da tutto il mondo per confrontarsi sulla produzione del futuro. Ma anche sulle applicazioni di semi, frutto e pianta in diversi ambiti, da quello culinario alla cosmesi fino alla medicina contro l’invecchiamento.

Il ficodindia dell’Etna è un prodotto a Denominazione di origine protetta e nelle zone a terreno lavoco trova tutti gli elementi favorevoli allo sviluppo della pianta. La zona di produzione è principalmente la provincia di Catania, nelle zone dei paesi etnei alle falde del Vulcano. Quindi le zone di Adrano, Biancavilla, Belpasso, Paternò, Motta Sant’Anastasia, Santa Maria di Licodia e San Cono.

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In città

A 29 anni dall’orrore mafioso di via D’Amelio, Biancavilla non dimentica

Il ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta, il sindaco Bonanno cita le parole del magistrato

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Ventinove anni fa la strage mafiosa di via D’Amelio. Biancavilla non dimentica le vittime di quell’orrore. Una cerimonia semplice di commemorazione si è tenuta in piazza Falcone-Borsellino, davanti ai monumenti dedicati ai due magistrati antimafia.

Presenti il sindaco Antonio Bonanno con gli assessori, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà. E ancora, rappresentanti dei carabinieri e della polizia municipale, oltre a volontari delle associazioni cittadine.

«Ho ricordato –ha detto il sindaco– le parole di speranza di Borsellino, secondo il quale la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni. Sono le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale».

«Nonostante il sacrificio di vite umane, la speranza –ha sottolineato Bonanno– non è mai venuta meno. Il ricordo commosso di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – serve a mantenere alto il nostro impegno».

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