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Scaricabarile sul buco di bilancio: quando le colpe sono “mobili”

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di ANDREA INGIULLA

In questi ultimi anni, nella classe politica italiana sembra molto in voga un gioco chiamato lo “scaricabarile”. Trattasi di un gioco molto divertente, in cui il politico di turno che si trova a governare tenta a scaricare su chi lo ha preceduto la colpa dei problemi che si trova a dovere affrontare e del fatto che non riesce a mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale. Lo fece Berlusconi contro i politici della “prima Repubblica” ed in particolare contro i comunisti; lo fece Renzi contro Berlusconi ed i suoi governi di centrodestra; lo sta facendo l’attuale maggioranza giallo-verde contro lo stesso Renzi.

Venendo alla nostra realtà locale, in questi giorni stiamo assistendo ad una diatriba politica tra l’attuale sindaco ed il precedente, in ordine alla vera o presunta disastrosa situazione economica in cui versa il Comune di Biancavilla.

L’attuale primo cittadino lamenta di avere ereditato un ente ormai quasi al collasso economico finanziario, tanto da avere varato un programma di “lacrime e sangue” per evitare il dissesto. Un importante esponente della sua maggioranza ha addirittura dichiarato che il programma elettorale, sulla base del quale la coalizione ha ottenuto la fiducia da parte della maggioranza dei biancavillesi, deve considerarsi ormai “carta straccia” perché tutti gli sforzi devono essere tesi a riparare i danni fatti dalla precedente amministrazione.

Il precedente sindaco, dal canto suo, rivendica invece di avere lasciato i conti in ordine e che non vi è alcun pericolo di fallimento dell’ente.

Ovviamente noi comuni cittadini e contribuenti non abbiamo alcuno strumento per potere affermare chi ha torto e chi ha ragione.

Ma delle domande ci sorgono spontanee: chi si presenta al voto degli elettori con la presunzione di volere governare una città, ha o meno il dovere di conoscere l’entità dei problemi che si propone di risolvere? E soprattutto ha il dovere di promettere agli elettori ciò che realisticamente è in grado di realizzare, oppure basta solo promettere un “libro dei sogni” in campagna elettorale, salvo poi accorgersi il giorno dopo la vittoria che quanto promesso è irrealizzabile?

Ovviamente ciascuno si darà la risposta che preferisce, ma, a mio modesto avviso, sembra alquanto bizzarra e non onesta nei confronti degli elettori, questa moda di addebitare agli altri la colpa di non potere realizzare effettivamente quanto promesso.

Altra questione è, poi, chi siano gli altri su cui scaricare le responsabilità.

In questo gioco del perenne trasformismo che caratterizza la nostra realtà politica biancavillese, si fa davvero fatica a comprendere chi siano “quelli di prima” diversi da “quelli di oggi”.

L’impressione che si ha dall’esterno è che, a parte l’allenatore, la squadra di oggi è composta in larga parte dagli stessi giocatori che hanno condiviso con il precedente sindaco le scelte politico-amministrative dell’ultimo decennio. E allora, in questo caso, di chi è la colpa?

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Covid, fra disciplina e prudenza: intempestiva la riapertura delle scuole

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di NINO LONGO

La disastrosa epidemia che ci ha colpito continua a fare vittime e a fare ammalare tantissime persone sia a livello nazionale sia nel nostro territorio, mettendo il sistema sanitario in grandissima difficoltà. A Biancavilla ci sono già stati sette morti e i contagiati, dice il sindaco, sarebbero più di quanto si conosca. Ho letto che ieri ad Adrano ci sarebbero state tre vittime.

Che fare dunque?

Il primo compito è della sanità e della politica ma poi c’è il comportamento delle persone. Se noi tutti fossimo disciplinati avremmo più possibilità di uscirne prima e con meno danni. Ma tutti possiamo vedere come ci sono in giro persone senza mascherina o con mascherina sotto il naso, nell’assoluta assenza di controlli.

In questo contesto il problema della scuola assume una particolare rilevanza perché se da una parte c’è l’esigenza di non interrompere l’istruzione e la socializzazione di bambini e giovani, dall’altra c’è la necessità che la scuola non sia veicolo di diffusione di contagio tra gli studenti, le loro famiglie e il personale. In questo momento molte scuole sono chiuse ma qualcuno vorrebbe riaprirle subito senza che le condizioni dell’epidemia siano migliorate.

Ciò mi sembra intempestivo e imprudente. Occorre avere più pazienza e prudenza per garantire la salute pubblica, se non si abbassano significativamente i numeri della pandemia. Il danno didattico e formativo dei ragazzi c’è, sicuramente la scuola potrà recuperare.

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