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Il Prg approvato e gli indennizzi sui terreni vincolati: bomba ad orologeria

Un’eventuale massiccia richiesta di pagamento dei proprietari al Comune avrebbe effetti devastanti

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Abbiamo appreso dalle pagine di Biancavilla Oggi che il nuovo Prg di Biancavilla, dopo un iter durato 16 anni, è stato finalmente approvato. A questo punto tanti cittadini biancavillesi si staranno chiedendo cosa succederà e soprattutto quali strumenti di tutela hanno a disposizione coloro i quali si sentono penalizzati dalle previsioni del nuovo strumento urbanistico.

A tale proposito, ritengo utile rassegnare le seguenti brevi considerazioni. Come già anticipato in passato attraverso le pagine di questo giornale, sin dal 1993 parecchi cittadini hanno visto assoggettati i loro terreni a vincoli espropriativi, che sono venuti a scadenza nel 2003, dopo il decorso di 10 anni dall’approvazione del precedente Prg.

Da allora sono trascorsi altri 17 anni, durante i quali i proprietari hanno continuato a subire la limitazione del loro diritto, sebbene i vincoli fossero già scaduti.

Con l’approvazione del nuovo Prg, l’eventuale scelta del Comune di asservire nuovamente il terreno a finalità pubbliche (ad esempio verde pubblico, attrezzature di interesse collettivo, ecc.), dovrebbe essere giustificata da una congrua motivazione e soprattutto al privato dovrebbe essere riconosciuto un indennizzo, per il solo fatto della mera riapposizione del vincolo e quindi a prescindere dall’eventuale successiva espropriazione del terreno per motivi di pubblica utilità.

Attenzione, però, perché le superiori conseguenze non sono automatiche ma presuppongono una reazione del privato cittadino, che ha l’onere di esperire gli opportuni rimedi giurisdizionali, qualora si ritenga ingiustamente leso dalle nuove previsioni urbanistiche.

Chi intende contestare la riapposizione del vincolo, perché magari sperava in una nuova destinazione urbanistica del suo terreno, ha l’onere di impugnare il nuovo Prg entro il termine perentorio di 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di approvazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

Chi, invece, intende ottenere l’indennizzo economico per la riapposizione del vincolo, ha l’onere di farne espressa richiesta al Comune e, quindi, in caso di negativo riscontro, di adire l’autorità giudiziaria competente.

Com’è facilmente intuibile, l’eventuale massiccia richiesta di pagamento dell’indennizzo da parte dei proprietari, potrebbe avere effetti devastanti per le già precarie casse comunali, visto che il nuovo Prg di Biancavilla, oggi approvato, ha in pratica riconfermato tutti i vincoli espropriativi contenuti nel previgente strumento urbanistico. Non c’è che dire: una vera e propria bomba ad orologeria che rischia di esplodere a breve termine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA   

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Biancavilla insensibile alla strategia “plastic free”: chiude la “Casa dell’acqua”

In altre città è un successo, da noi è un flop: mancano senso civico, rispetto ambientale e cultura “green”

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di VINCENZO RUSSO

Era stata inaugurata due anni fa in piazza Don Bosco ed era stata annunciata come un’iniziativa di civiltà. La “Casa dell’acqua” era a disposizione di tutti: il prezioso liquido controllato ed adeguatamente filtrato ad un prezzo di 5 centesimi a litro. Ognuno, con una tessera acquistabile in alcuni punti vendita di Biancavilla, avrebbe potuto riempire proprie bottiglie. Un gesto semplice con una duplice finalità: risparmiare sull’acquisto di acqua ed evitare la disporsione di plactica. Un gesto che ogni cittadino attento alla comunità e alla causa ecologica (che riguarda tutti indistintamente) avrebbe dovuto compiere con convinzione.

Invece, poche decine di biancavillesi hanno usufruito del servizio, aderendo civilmente alla strategia “plastic free” e contribuendo ad una minore diffusione della plastica. Così, mentre in diverse altre città (anche vicine alla nostra), le “Case dell’acqua” sono ampiamente utilizzate, da noi si assiste all’esatto opposto.

A Biancavilla, la ditta che gestisce il servizio ha dovuto constatare la non sostenibilità. Pertanto, la piccola struttura di erogazione idrica di piazza Don Bosco – come recita un avviso – è destinata ad essere disinstallata. Anzi, il termine ultimo era stato già fissato per febbraio per gli utenti che ancora hanno credito da spendere.

Non è una buona notizia, questa. Perché Biancavilla si dimostra ancora una volta insensibile a regole di civiltà, al rispetto ambientale e alla cultura “green”. Che grande delusione! Mi chiedo quanti politici di destra e di sinistra abbiano utilizzato la “Casa dell’acqua”, giusto per dare l’esempio.

Dove sono i cosiddetti “ambientalisti” da tastiera? E dove sono coloro che in piazza Roma avevano parlato di “plastic free”? Forse era solo un pretesto per auto propaganda a favore di telecamere per poi andare a fare la spesa, riempendo la macchina di confezioni d’acqua in bottiglie e cellophan di plastica. Sta di fatto che su 8mila famiglie biancavillesi, soltanto alcune decine hanno usato la “Casa dell’acqua”. A loro va un plauso, a tutto il resto un velo pietoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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