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Ulteriore intervento all’Annunziata: restauri per Sant’Antonio Abate

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di Giuseppe Gugliuzzo

Altri nuovi restauri arricchiscono la chiesa dell’Annunziata di Biancavilla. Questa volta, ad essere interessati agli interventi, sono l’altare e la statua di Sant’Antonio Abate, nella navata di sinistra. Altare affrescato da Giuseppe Tamo da Brescia intorno al 1723.

Questi lavori sono possibili grazie alla raccolta di fondi che i parrocchiani, gli amici extra parrocchiani e i familiari hanno fatto per il parroco, don Giovambattista Zappalà, in occasione del suo 25esimo anniversario di sacerdozio.

Raccolta che lui ha devoluto per il restauro della cappella del Santissimo Sacramento ed ora anche dell’altare e della statua di Sant’Antonio Abate.

Quest’opera è antica, databile alla fine del XVI secolo ed è in legno.

Sant’Antonio era un asceta che, dopo aver venduto tutti i suoi beni per regalarne i proventi ai poveri, condusse nel deserto una vita di penitenza, un’esistenza fatta di stenti e di privazioni, facendo con la sola fede baluardo di sé contro le tentazioni del demonio. Morì a 105 anni, nel 356 d.C., esortando i suoi monaci a rimanere saldi nella fede.

A Biancavilla è stato sempre venerato come protettore degli animali domestici e da lavoro. La ditta “Calvagna Restauri” di Aci Sant’Antonio completerà i lavori entro Pasqua.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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