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Al cimitero di Biancavilla la provocazione dei Testimoni di Geova

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Non è piaciuta a molti di noi cattolici la presenza dei Testimoni di Geova, all’ingresso del cimitero di Biancavilla. Davanti ai cancelli, a gruppetti, erano intenti a distribuire volantini. Altri li distribuivano all’imbocco della strada che va verso la porta principale del cimitero.

Cosa ci fanno questi signori davanti al cimitero? Perché utilizzano un luogo tanto caro ai cattolici per fare propaganda e proselitismo religioso? Sia chiaro: anche tutto il diritto di manifestare il loro credo religioso e nessuno lo deve impedire nei confronti di qualsiasi confessione.

A molti, però, la loro attività di questi giorni è sembrata una vera e propria provocazione, in quanto oggi per i cattolici è la “Commemorazione dei defunti”, pratica che non è condivisa dai Testimoni di Geova.

Tanto per elencare un’altra non secondaria distinzione, i Testimoni ritengono che «alla morte l’anima umana cessa di esistere», mentre i cattolici ritengono che «l’anima umana non cessa mai di vivere, anche dopo la morte». Dunque, mentre per i primi il cimitero è un luogo di sepoltura solo di resti umani, per noi è il luogo dove congiungersi con l’anima dei defunti e relazionarsi intimamente con loro.

Ecco perché ha dato molto fastidio vedere svolgere questa attività davanti al cimitero di Biancavilla nella giornata dedicata al culto dei defunti. Credo sia necessario maturare un reciproco rispetto, soprattutto in questi tempi, dove odio e divisioni religiose lacerano il vivere civile. Andare a battibeccare su differenze di vedute religiose, in quel luogo e in questo giorno, denota scarso senso civico nei confronti di molti cittadini che, anche laicamente, si recano al cimitero in segno di rispetto dei loro cari che non sono più tra noi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Detto tra blog

Movida, il sindaco e tutte le forze politiche si assumano le responsabilità

I fenomeni sociali si governano, anziché subirli passivamente: si intervenga prima che sia troppo tardi

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Se mi è consentito, vorrei esprimere qualche breve riflessione sulla questione della movida biancavillese. Sull’argomento credo sia stato detto quasi tutto e la questione appare abbastanza chiara agli occhi di tutti.

Vi è una larga parte della popolazione biancavillese, soprattutto quella che abita nel centro storico, la quale è stanca, forse esasperata, di assistere a scene di degrado e di inciviltà che si registrano con cadenza regolare in prossimità delle loro abitazioni, soprattutto nelle serate del weekend.

Vi è anche chi legittimamente individua nella movida serale una risorsa economica e sociale per la comunità, da tutelare ma nel contempo da regolamentare.

In mezzo a tutto questo vi è una parte di popolazione, certamente una minoranza, che continua impunemente a violare qualsiasi regola di pacifica convivenza e di buona educazione, alimentando l’esasperazione di chi è costretto a subire la loro inciviltà.

La cosa che mi lascia allibito in tutto questo confronto di posizioni diverse è la totale assenza ed il silenzio assoluto delle istituzioni e della classe politica. Sembra quasi che la questione non li riguardi. O peggio che essi ignorino la tensione sociale che sta montando e che fino ad ora, fortunatamente, è limitata allo scontro sui social.

Cosa stanno aspettando a prendere in mano la situazione ed a tentare di porvi rimedio? Aspettiamo che il conflitto sfoci in qualcosa di ben più grave? E che poi ci costringerà tutti ad interrogarci sul perché si è arrivati a quel punto di non ritorno?

La Destra e i suoi valori fondamentali

Non vorrei infierire personalmente sul nostro sindaco, sebbene il suo credo politico si fondi sui valori della destra. E quindi ci si aspetterebbe una sua particolare attenzione sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Ma vorrei ricordargli che il compito della politica è quello di governare i fenomeni sociali e non di subirli passivamente. Non vi sono scusanti di ordine finanziario e/o burocratico che possano giustificare oltre tale stato di immobilismo.

Assuma in pieno il suo ruolo di ufficiale di Governo. Ascolti le contrapposte esigenze delle parti. Individui le soluzioni più adeguate per placare le tensioni sociali e consentire a tutti i cittadini di sentirsi parte di una comunità civile. Comunità nella quale anche la legittima esigenza di divertimento si svolga in modo rispettoso dei diritti fondamentali degli altri.

Analogo appello rivolgo ai consiglieri comunali ed alle forze politiche, affinché si assumano le loro responsabilità ed affrontino seriamente la questione, prima che la situazione sfugga di mano. Non c’è più tempo per continuare a fare i muri di gomma!!

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