Connettiti con

Detto tra blog

Per chi sta su una sedia a rotelle marciapiedi inagibili a Biancavilla

Pubblicato

il

L’agibilità è uno dei fattori per avere un’integrazione piena e fruibile per ogni cittadino. A Biancavilla, uno dei problemi più riscontrati sull’accessibilità è… la scarsa agibilità. Per far sì che l’integrazione di ogni cittadino sia favorita completamente, è necessario che non ci sia un’accessibilità per ogni singolo posto solo al 50% ma al 100%.

Alcuni marciapiedi, per esempio, per chi guida una sedia a rotelle o per quelle persone che hanno problemi con gli scalini, dal viale dei Fiori alla circonvallazione, hanno il difetto che consentono l’accesso ma poi si rimane bloccati e si deve tornare indietro e attraversare addirittura la strada, rischiando dei pericoli seri.

In via Vittorio Emanuele, oltre ad alcuni marciapiedi incompleti e inagibili, vi è anche il problema dei cartelli pubblicitari messi di mezzo ai marciapiedi, costringendo le persone a tornare indietro e camminare in mezzo alla strada.

Molti posti a Biancavilla sono accessibili ma inagibili a causa dell’incompleto intervento e anche a causa delle pendenze delle strade.

Riguardo le pendenze, in primis c’è Villa delle Favare, dove nel centro ci sono due scivoli pendenti e molto pericolosi, che non permettono la fruibilità completa. Potremmo parlare di una Biancavilla città completamente accessibile quando avrà per esempio anche una corsia antipericolo agibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Detto tra blog

Premio Scanderbeg (e alla memoria), buona idea riconoscere i meriti però…

Note a margine dell’evento promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale a Villa delle Favare

Pubblicato

il

Ho letto con piacere dell’esistenza del premio Scanderbeg, istituito dal Comune di Biancavilla e, nello specifico, dalla Presidenza del Consiglio Comunale. L’idea che le nostre istituzioni vogliano dare merito e riconoscimento a personalità che si siano distinte in ambiti professionali o di impegno civico, culturale, sociale o volontaristico mi sembra valida e da sostenere.

Ci sono, tuttavia, due osservazioni che spontaneamente nascono dalla lettura delle cronache dell’evento di premiazione, avvenuto a Villa delle Favare.

Scegliere di stilare un ampio ventaglio di premiati rischia, nel giro di qualche anno, di esaurire il numero di meritevoli a cui conferire il riconoscimento. O quantomeno si rischia di individuare personalità via via “minori” rispetto a quelli già chiamati sul palco. In altre parole: meglio scegliere, per ogni edizione, pochi ma farlo con criterio, evitando motivazioni troppo generiche.

Altro aspetto che è saltato alla mia attenzione è la categoria del “premio alla memoria”. Non è inusuale che certi riconoscimenti vengano dati post mortem. Di solito accade per scomparse premature o improvvise.

Nel caso della manifestazione del Comune di Biancavilla sembra, invece, che si tratti di una categoria fissa, da riproporre ogni anno. L’idea, in questo caso, non fa altro che certificare la disattenzione che in passato l’istituzione comunale ha avuto nei confronti dei biancavillesi meritevoli.

I premi si danno in vita, non dopo la morte! Sembra si voglia colmare l’indifferenza che sindaci e consiglieri hanno mostrato nel passato. Cosa vera, ma ormai è troppo tardi. Vogliamo dare un premio, dunque, alla memoria per Antonio Bruno e farci perdonare le malignità riservate prima e dopo la sua morte o l’oblio che ne è seguito per decenni? Guardiamo avanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti