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Cagnolina legata ad una catena in fondo ad un pozzo di Biancavilla

Mobilitati la comunità “Sentiero speranza”, l’associazione “Dammi la zampa” e i vigili del fuoco

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Una cagnolina legata e lasciata in fondo ad un pozzo. In zona “Croce al vallone”, a Biancavilla, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Adrano per mettere in salvo il povero animale.

L’episodio è stato reso noto dai volontari dell’associazione di volontariato “Dammi la zampa”, che a Biancavilla si occupa dei randagi in un proprio rifugio e della loro sterilizzazione.

La bestiola si trovava all’interno del pozzo, profondo circa 6 metri: era legata ad una catena e mostrava segni di malnutrizione. Difficile capire da quanto tempo si trovasse in quelle condizioni.

I primi a cercare di tirare fuori il cane sono stati i ragazzi della comunità “Sentiero speranza”. «La passeggiata di alcuni utenti della nostra comunità –sottolinea la dott. Maria Teresa Furnari– è stata la fortuna del cane. Udito il suo pianto è stata allertata l’associazione».

Dato l’allarme, sono intervenuti poi i vigili del fuoco. Il loro intervento ha consentito di recuperare l’animale e consegnarlo all’associazione, che se ne è presa subito cura.

«Ecco dove arriva l’inciviltà umana, non solo l’abbandono ma anche la condanna a morte». È stato l’amaro commento dei volontari di “Dammi la zampa” sulla propria pagina Facebook.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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