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Padre Verzì: «Il 5 giugno inaugureremo la nuova chiesa del Ss. Salvatore»

I lavori si avviano verso l’ultimazione, il parroco ha dato l’annuncio durante la messa domenicale

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© Foto Biancavilla Oggi

«Si spalancheranno le porte e sarà il nuovo. E torneranno a suonare le campane». Con queste parole, padre Salvatore Verzì annuncia l’imminente inaugurazione della nuova chiesa di San Salvatore. Il parroco ha comunicato durante la messa domenicale che la consacrazione dell’edificio avverrà sabato 5 giugno.

Poco più di tre anni dalla posa della prima pietra, avvenuta alla presenza dell’arcivescovo Salvatore Gristina. Lo stesso che ha voluto mettere la sua berretta dentro il primo “mattone” marmoreo. All’interno assieme all’atto di fondazione con le firme dei rappresentanti parrocchiali, diocesani ed istituzionali.

Mancano gli ultimi ritocchi per poi dichiarare i lavori effettivamente ultimati. Il progetto dell’edificio sacro, realizzato su finanziamento della Cei e la compartecipazione del Comune, è dell’ingegnere Maurizio Erbicella.

Il progettista ha tracciato linee moderne e forme architettoniche semplici per la nuova costruzione, affiancata all’attuala chiesa, con «il compito di contrapporre al caos urbano circostante l’idea dell’ordine».

Secondo Erbicella, «la nuova chiesa è stata pensata come un marcatore paesaggistico della presenza ecclesiale, ben riconoscibile per chi transita, riferimento simbolico non solo per gli abitanti del quartiere».

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Chiesa

Gli “appunti liturgici” dell’arcivescovo Renna durante la messa a Biancavilla

Seconda visita in paese del capo della Chiesa etnea, che non ha mancato di notare aspetti da correggere

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Una certa improvvisazione e una serie di “criticità” durante la messa. Al punto da suscitare alcune puntualizzazioni dell’arcivescovo di Catania, che certamente non sono passate inosservate. Mons. Luigi Renna stava presiedendo la celebrazione eucaristica nella chiesa del monastero “Santa Chiara” di Biancavilla, a conclusione degli esercizi spirituali voluti dalle clarisse per i giovani, in vista della Pasqua.

Arrivati al momento dell’eucaristia, il vescovo ha interrotto il coro, che stava eseguendo canti mariani. Renna ha subito specificato che non si fanno canti alla Madonna durante la comunione ma solo a fine Messa o nelle solennità della Madonna. Una questione di liturgia. Regole elementari.

A celebrare con lui anche il vicario foraneo, padre Giovambattista Zappalà, ed il parroco della Chiesa madre, padre Pino Salerno.

Quello dei canti “inappropriati” non è stato l’unico motivo di intervento “fuori programma”. Qualche errore è stato commesso nella parte della liturgia della parola. E non è mancato qualche momento di incertezza e improvvisazione. Renna ha osservato, poi, come vi fossero persone adulte in prima fila, quando la messa era stata “riservata” particolarmente ai giovani.

Appunti critici rivolti ai fedeli. Il capo della Chiesa etnea ha voluto marcare il senso costruttivo delle sue parole: «Vi dico questo perché vi voglio bene». E ha annunciato che l’anno prossimo sarà lui stesso a curare l’organizzazione degli esercizi spirituali.

Inevitabili le discussioni tra i fedeli a conclusione della funzione religiosa. Certo è che alla sua seconda visita a Biancavilla (la precedente, sempre al monastero “Santa Chiara”, risale a poco più di un mese fa), il vescovo sembra marcare e far notare aspetti da correggere, adeguare, migliorare. Come è nelle sue prerogative.

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