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Biancavilla “green” con Ztl, piazze senz’auto, piste ciclabili: fantascienza?

Viabilità, mobilità urbana e qualità della vita: concetti tabù nella nostra città, ma una svolta ora è possibile

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di RICCARDO RICCERI

Dal 10 Settembre il cosiddetto Decreto Semplificazioni è legge. All’interno, fra le altre cose, vi si trovano interessanti e potenzialmente rivoluzionarie misure riguardanti la mobilità stradale. Si tratta di disposizioni in linea con quanto raccomandato dal Green Deal Europeo, che prevede il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 sul nostro continente. In particolare, al fine di snellire e favorire l’istituzione di misure “green”, il Dl conferisce maggior potere agli enti comunali. I quali potranno, ad esempio, posizionare autonomamente i rilevatori di velocità anche in aree urbane.

Le ricadute sul Codice della strada potrebbero risultare rilevanti, tanto che la stampa e lo stesso presidente Mattarella hanno avanzato un invito alla cautela, onde evitare un pullulare incontrollato di autovelox e Ztl.  Tutti pericoli che certo un Comune come Biancavilla non rischia di correre. È palese infatti che temi come la viabilità o la qualità della vita non siano in cima alle nostre priorità. Eppure parlare di viabilità significa parlare di salute, di diritti, di cultura. Un paese che non cura la viabilità non soltanto oltraggia i propri abitanti, ma consegna al declino il suo stesso patrimonio storico.

Prendendo atto che un grosso centro come Biancavilla, saturo com’è di auto e case, dovrà prima o poi fare i conti con un tema così centrale, potrebbe essere questa la volta buona per avviare un percorso di ridisegno della mobilità cittadina. Magari, perché no, partendo dal basso col sondare (tramite questionari?) le abitudini dei biancavillesi e le loro reali necessità in tema di mobilità. 

Biancavilla, ipotesi di una città possibile

A voler viaggiare con la fantasia, si potrebbe ipotizzare la creazione di Ztl e aree pedonali (è fantascienza immaginare, ad esempio, piazza Roma e piazza Collegiata senza auto?), il posizionamento di autovelox in strade pericolose (come il viale dei Fiori e la circonvallazione), o la creazione di percorsi ciclabili (la nuova “discarica ex-FCE” sta sempre lì ad aspettare un impiego più dignitoso). Forse che il Comune disdegna di rimpolpare le sue tasche coi proventi di tali sanzioni? O teme forse di non avere le forze di riuscire davvero a riscuotere quei soldi?

Numerosi centri storici italiani si stanno ripensando e difendendo con simili provvedimenti, che si traducono poi in difesa dei diritti di tutti (anche dei disabili, che in un paese come il nostro devono restare chiusi in casa), salvaguardia e promozione del patrimonio culturale, igiene ambientale e prevenzione sanitaria. Significa incentivare nuove famiglie a ripopolare i centri storici, anziché indurle a fuggire, con positive ricadute sul tessuto economico dell’intero territorio.

Mi chiedo dunque: siamo davvero disposti a sacrificare tutto questo pur di avere il posto auto davanti all’ennesimo chiosco del paese o pur di poterci dedicare al classico “passiu” automobilistico in via Vittorio Emanuele? Siamo disposti a stipulare un affare così svantaggioso da far impallidire il buon Esaù e le sue famigerate lenticchie?

Bisogna certo ammettere che molti dei mali elencati affliggono anche i paesi vicini, con gravità proporzionali alle dimensioni del Comune. Ma è forse un buon motivo per non iniziare, noi per primi, a dare il buon esempio? “Biancavilla, il primo comune green dell’Etna” Suona bene. E in fondo, non sarebbe poi male essere ricordati per qualcosa di bello, una volta tanto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Alfio+Pelleriti

    17 Settembre 2020 at 0:07

    Articolo chiaro, onesto, stimolante! Condivido la tua analisi, caro Riccardo, e mi unisco a te nel caloroso invito all’amministrazione comunale a voler recepire la straordinaria occasione che offre il Decreto Semplificazioni per tentare di dare una sterzata decisiva nella gestione amministrativa verso un miglioramento della qualità della vita a Biancavilla. Sono certo, altresì, che anche l’opposizione saprà battere un colpo e saprà svolgere la sua parte per il bene della comunità.

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Covid, fra disciplina e prudenza: intempestiva la riapertura delle scuole

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di NINO LONGO

La disastrosa epidemia che ci ha colpito continua a fare vittime e a fare ammalare tantissime persone sia a livello nazionale sia nel nostro territorio, mettendo il sistema sanitario in grandissima difficoltà. A Biancavilla ci sono già stati sette morti e i contagiati, dice il sindaco, sarebbero più di quanto si conosca. Ho letto che ieri ad Adrano ci sarebbero state tre vittime.

Che fare dunque?

Il primo compito è della sanità e della politica ma poi c’è il comportamento delle persone. Se noi tutti fossimo disciplinati avremmo più possibilità di uscirne prima e con meno danni. Ma tutti possiamo vedere come ci sono in giro persone senza mascherina o con mascherina sotto il naso, nell’assoluta assenza di controlli.

In questo contesto il problema della scuola assume una particolare rilevanza perché se da una parte c’è l’esigenza di non interrompere l’istruzione e la socializzazione di bambini e giovani, dall’altra c’è la necessità che la scuola non sia veicolo di diffusione di contagio tra gli studenti, le loro famiglie e il personale. In questo momento molte scuole sono chiuse ma qualcuno vorrebbe riaprirle subito senza che le condizioni dell’epidemia siano migliorate.

Ciò mi sembra intempestivo e imprudente. Occorre avere più pazienza e prudenza per garantire la salute pubblica, se non si abbassano significativamente i numeri della pandemia. Il danno didattico e formativo dei ragazzi c’è, sicuramente la scuola potrà recuperare.

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