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Ognuno a casa propria, ma tutti insieme ad augurare una Buona Pasqua 2020. Un gruppo di insegnanti della scuola media “Luigi Sturzo” ha realizzato un video per gli alunni, costretti a stare a casa e a seguire le lezioni a distanza.

Ma è anche un augurio rivolto alla comunità locale, in questo periodo di restrizioni per l’emergenza coronavirus.

Sono gli insegnanti che suonano e cantano “What a wonderful world” di Louis Armstrong. Un messaggio di speranza e di ottimismo, in un collage di volti. Sì, perché, nonostante tutto… «questo è un mondo meraviglioso».

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Scuola

A Biancavilla “scuola in pigiama”: le lezioni diventano hi-tech con la maestra online

L’esempio dell’insegnante Fina Greco del Primo Circolo didattico, che segue da casa due “classi virtuali”

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L’emergenza coronavirus costringe i bambini a stare a casa, visto che le scuole sono chiuse. Ma le attivitò didattiche, riorganizzate dalle singole scuole, stanno in qualche modo continuando, grazie ai collegamenti online.

Non è stato facile per tanti genitori mettersi in linea con la tecnologia, ma superati i primi problemi di configurazione, tante classi stanno facendo lezioni tramite Internet.

È il caso dell’insegnante Fina Greco del Primo Circolo didattico di Biancavilla: «Mi sono attivata con le videolezioni, un progetto che abbiamo chiamato “A scuola in pigiama”. In questa sintesi della lezione – spiega Greco a Biancavilla Oggi – ho più di 40 bambini di classe prima di 6 anni, collegati in diretta, per cui mi è possibile interagire con tutti, ascoltarli, farli leggere, scrivere e tutto quanto altro serve per la didattica».

Un modo nuovo e per certi versi anche divertente per i bambini. «Per fare tutto ciò, la mia scuola – continua la maestra Fina – si è attivata creando, attraverso la piattaforma di “Goole suite for education”, le mie due classi virtuali protette, e poi attraverso “Classroom” faccio tutto il resto. Ho lavorato giorno e notte per attivare il tutto ma la difficoltà maggiore è stata spiegare ai genitori come procedere»

Adesso gli alunni sono online: non una vacanza forzata, dunque, ma un modo diverso di partecipare alla didattica. «Da questo punto di vista – conclude Greco – la gioia è immensa perché in in momento così difficile siamo riusciti a ridare ai nostri bambini la loro quotidianità, anche se in modalità diversa».

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Scuola

Coronavirus, l’arcobaleno dei bambini della Badia contro la paura: «Tutto andrà bene»

Disegni colorati e un messaggio di ottimismo e speranza: l’iniziativa di mamme e figli della scuola dell’infanzia

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di Vittorio Fiorenza

Un arcobaleno e la scritta “Tutto andrà bene” per diffondere ottimismo ed esorcizzare la paura dovuta all’emergenza coronavirus. L’iniziativa lanciata sui social già realizzata in diverse parti d’Italia, ha visto l’adesione di un gruppo di mamme con i loro figli a Biancavilla. Sono i bambini della sezione C della scuola paritaria “L’Immacolata alla Badia”, che, pur stando a casa, si sono impegnati a disegnare e a colorare un arcobaleno su un foglio, poi appeso alla finestra o all’ingresso di casa con quella scritta rassicurante. C’è chi ha regalato il disegno anche ai nonni.

Tutto è nato da una proposta di una mamma, Margaret Tangorra, poi condivisa dagli altri genitori ed ora estesa ai bambini di tutta la scuola, che così vengono tenuti impegnati a casa, divertendosi.

«Siamo state una “classe” anche a distanza -raccontano alcune mamme- Nonostante i nostri bambini non si vedano hanno comunque fatto parte di qualcosa tutti insieme. Molte di noi hanno dovuto spiegare ai bambini cosa sta succedendo ma non è stato facile. Sono piccoli, non sempre capiscono. Però noi mamme sappiamo che assorbono le preoccupazioni che ci sono in casa. Sono tante, soprattutto per chi non ha potuto fermarsi dal lavoro. Così è stato un buon modo per dire che anche noi crediamo a qualcosa di buono. Ogni sera lo diciamo ai bambini: “Dormi, andrà tutto bene”. Sappiamo che la tempesta passerà e che l’unico modo è quello di aspettare l’arcobaleno tra le mura di casa».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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