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La Via Crucis dei Frati francescani: 25 anni diventati ormai tradizione

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di Alessandro Rapisarda

Compie 25 anni la Via Crucis organizzata dai Frati minori del convento “San Francesco” di Biancavilla. L’evento vede coinvolti oltre cento persone, tra figuranti, volontari e tecnici. Diventato ormai parte integrante della tradizione biancavillese, riesce a coinvolgere molti che attendono e seguono la rappresentazione in tutte le sue parti.

A dare inizio a questa importante manifestazione furono i postulanti dell’anno 1993, che coinvolgendo i gruppi giovanili del convento, pensarono ad una manifestazione cittadina. Negli anni, la partecipazione si è allargata a tutte le realtà ecclesiali, invitate a partecipare attivamente. In questo modo l’evento entra a pieno titolo nelle varie rappresentazioni di pietà popolare biancavillese. L’occasione della Via Crucis diventa per i francescani anche un’occasione per poter fare una sana attività pastorale al di fuori del convento.

Le varie tappe, che toccano il centro storico (da piazza Annunziata a piazza Roma) per percorrere via Vittorio Emanuele fino al convento, piazza Sgriccio con conclusione in via della Montagna, dove viene rappresentata la crocifissione e la resurrezione) vengono seguite con la lettura del vangelo e riflessioni attente alle problematiche attuali. Un percorso che offre scene e gesti suggestivi.

I residenti si mettono sempre a disposizione, aprendo le loro case e permettendo agli organizzatori di montare amplificazione, illuminazione. Alcune case addirittura diventano suggestivi scenari della manifestazione.

«Trovo davvero affascinante – racconta un padre che ogni anno segue l’evento con la sua famiglia – far rivivere la storia di Gesù in questo modo, i bambini partecipano con apprensione ai racconti, si immedesimano. Non capiscono perché tanto odio, vorrebbero fermare i soldati romani. Per noi genitori è un’occasione pedagogica importante, ci permette di far capire ai nostri figli la crocifissione e la resurrezione, una delle parti più importanti della nostra Fede».

La manifestazione che ha compiuto ormai un quarto di secolo sarebbe dovuta essere in realtà alla ventiseiesima edizione, ma un anno per problemi tecnici non fu possibile organizzarla.

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In città

Diventa “social” la novena siciliana della comunità “Cenacolo Cristo Re”

Gli ospiti della struttura impegnati nella preparazione di canti e melodie della cultura popolare

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La Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla si adegua alla modernità. In questo periodo natalizio in considerazione del complesso momento epidemico, non potendo allestire come ogni anno i tradizionali presepi siciliani nelle varie località del comprensorio etneo, incluso il magnifico chiostro del Palazzo dei Minoriti di Catania, ha preparato la caratteristica Novena, trasmettendola giornalmente con i mezzi social.

L’obiettivo principale di questa nuova modalità rimane quello di essere presente nel territorio come parte viva per vivificarne la solennità, coniugandola con la tradizione.

Gli ospiti in questo modo sono stati comunque impegnati in diversi laboratori allestiti per preparare in modo adeguato tutta la sequenza dei canti e delle melodie tipiche della cultura popolare.

Con entusiasmo e tanta voglia di fare si sono impegnati in esercitazioni canoro-musicali, recitative e grafico pittoriche, esaltando le musicalità ed i versi vernacolari e predisponendo, inoltre, una caratteristica scenografia che, raffigurando la Natività, ha richiamato la classica “cona” che viene approntata nei “tareddi” dei nostri paesi.

«Quella di quest’anno, rappresenta una interessante novità multimediale e un modo diverso di inclusione sociale – afferma il direttore generale Giosuè Greco – che fa parte della visione della Presidenza dell’Ente, della Direzione amministrativa e della Equipe multidisciplinare della struttura ed operativamente sviluppata da valenti operatori professionali che con competenza, giornalmente, si spendono al servizio degli ospiti».

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