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Cultura

Santa messa per l’Addolorata nel ricordo dell’avv. Giuseppe Viaggio

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L’avv. Giuseppe Viaggio

Momento commemorativo, nella chiesa del Purgatorio, a 135 anni dalla sua nascita. Fu governatore dei Bianchi, amministratore comunale e tra i biancavillesi più attivi della vita pubblica del paese di inizio ‘900.

 

di Vittorio Fiorenza

Celebrazione per la Madonna Addolorata, a Biancavilla. Una messa è stata officiata in chiesa madre dal prevosto, padre Pino Salerno. È seguita una breve processione con il simulacro fino alla chiesa del Purgatorio.

Qui il governatore dell’Arciconfraternita dei Bianchi, Salvuccio Furnari, ha dedicato un momento commemorativo per l’avv. Giuseppe Viaggio, a 135 anni dalla nascita. Governatore della confraternita, cultore di storia locale e amministratore comunale, Viaggio viene ricordato tra i biancavillesi più attivi della vita cittadina di inizio ‘900.

Devoto dell’Addolorata per tradizione familiare (era imparentato con i Raspagliesi, che nel 1859 donarono la statua in cera alla confraternita), Viaggio fu spesso responsabile anche dei festeggiamenti patronali in onore di San Placido. Il suo nome figura tra i promotori della storica modifica dello statuto che portò al passaggio del Casino dei civili in Circolo Castriota.

L’iniziativa commemorativa di Viaggio rientra tra le iniziative programmate nel 2016 dall’Arciconfraternita dei Bianchi. Nel corso dell’anno era stato ricordato anche un altro confrate, nel centenario della sua nascita: Nello Sciacca, magistrato e scrittore, collaboratore della terza pagina del quotidiano “La Sicilia”, in cui pubblicò diversi articoli su ricordi, costumi e personaggi biancavillesi.

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Il governatore dei Bianchi, Salvuccio Furnari, in un momento del suo intervento (foto di Alessandro Zappalà)

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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