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Ok dell’Asp: i papà ritornano in sala parto per assistere alla nascita dei figli

Il direttore sanitario: «Ripristinata la normalità dopo il Covid, garantendo vicinanza alle neomamme»

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Anche nel punto nascita dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla – come in quelli di Acireale, Bronte e Caltagirone – i papà possono di nuovo entrare in sala parto per assistere le compagne dal travaglio alla nascita del figlio e al rientro in stanza di degenza.

«Ritorniamo alla normalità, dopo il periodo Covid, per garantire vicinanza e supporto alle neomamme in tutte le fasi del parto – afferma il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Antonino Rapisarda – e permettere alla coppia di condividere insieme il meraviglioso evento della nascita del loro figlio. Nella cornice del miglioramento dei percorsi nascita voglio, inoltre, ricordare che in tutti i nostri Punti Nascita è attivo il Servizio di Partoanalgesia che vogliamo sempre di più promuovere e incentivare. Con il parto indolore e la presenza del compagno in sala parto vogliamo aiutare le donne a vivere in modo più sereno questo straordinario momento».

«Il compito dei neopapà è quello di essere attenti ai bisogni della compagna, di sostenerla e incoraggiarla», aggiunge il direttore del Dipartimento Materno Infantile, Angelo Tarascio.

Aperte, anche, delle corsie dedicate esclusivamente ai papà che potranno finalmente recarsi in reparto, tutti i giorni, per stare accanto alla madre e al bambino nei seguenti orari: mattina dalle 13.00 alle 14.00, e il pomeriggio dalle 18.00 alle 19.00.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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