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Biancavilla ricorda Paolo Borsellino a 30 anni dalla strage che segnò l’Italia

Piantato un albero di ulivo, simbolo di speranza: «Il profumo della libertà contro il puzzo dell’indifferenza»

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Trent’anni fa la strage di via D’Amelio. Trent’anni dalla barbara uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Biancavilla ha ricordato quell’evento -succeduto alla strage di Capaci- che ha segnato la storia della nostra Repubblica.

In piazza Falcone e Borsellino, dove si trova il monumento cittadino dedicato ai due magistrati antimafia, è stato piantato un albero di ulivo come simbolo di pace e di speranza.

«Ciascuno di noi ha il dovere di coltivare la memoria per 365 giorni l’anno», ha detto il sindaco Antonio Bonanno, affiancato dall’assessore all’Educazione civica, Enza Cantarella. Con loro, una parte del clero biancavillese, il comandante della stazione dei carabinieri, Fabrizio Gatta, e la presenza di tanti giovanissimi biancavillesi. Soprattutto ragazzi dei grest parrocchiali e dei gruppi di boy scout.

«Ricordare Borsellino 30 anni dopo la strage vuol dire -ha sottolineato Bonanno- far memoria di come egli incarnò alla perfezione la figura del servitore dello Stato che lottava per l’affermazione della legalità. Alla stessa maniera del suo amico Giovanni Falcone. Grazie a Paolo Borsellino, l’Italia comprese che la lotta alla mafia non doveva essere una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale che deve coinvolgere le giovani generazioni».

«Per questa ragione -ha evidenziato il sindaco- è stata particolarmente significativa la presenza di tantissimi ragazzi».

Due di loro hanno letto brevi passi dei discorsi che Borsellino pronunciò durante gli incontri con i giovani: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Alla fiaccolata di Palermo in fascia tricolore

In serata, il primo cittadino ha partecipato a Palermo alla fiaccolata in ricordo di Borsellino. Lo ha fatto indossando la fascia tricolore, in rappresentanza di tutta Biancavilla.

«Da anni -ha ricordato- partecipo a questo appuntamento per testimoniare la stima nei confronti di Paolo Borsellino che ha dato la vita (assieme a lui 5 agenti della scorta) per affermare legalità e giustizia in tutta Italia. Partecipare alla fiaccolata da sindaco mi rende ancora più orgoglioso. So, infatti, di onorare la memoria di un grande magistrato rappresentando tutta la mia comunità che attinge a quei valori per i quali Borsellino ha lottato».

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In città

A 30 anni dalla strage mafiosa di Capaci, Biancavilla non dimentica

Inaugurato un murale di Placido Lavenia con l’immagine simbolo di Falcone e Borsellino

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Biancavilla ha celebrato il 30° anniversario della strage mafiosa di Capaci. Lo ha fatto con il coinvolgimento degli alunni delle scuole cittadine con cartelloni e slogan. Il ricordo di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ha visto in prima linea i vertici istituzionali.

A fianco al sindaco Antonio Bonanno, anche il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, e il comandante della stazione dei carabinieri di Biancavilla, maresciallo Fabrizio Gatta.

«Vogliamo ‘creare’ –ha detto il sindaco Bonanno– la memoria in quanti non erano nati nel 1992 per testimoniare della grandezza di uomini che hanno difeso la legalità nel nostro Paese a costo della vita. E con le armi del diritto, l’Italia intera ha saputo reagire dopo il periodo buio delle stragi».

Diversi momenti hanno caratterizzato la mattinata di iniziative. In via Benedetto Croce è stato inaugurato un murale, realizzato da Placido Lavenia, che riprende la foto famosa di Falcone e Borsellino che sorridono insieme. “Gli uomini passano, le idee restano”, recita la scritta a fianco.

«L’opera -spiega Lavenia- è stata realizzata volutamente con i tratti del fumetto. Ho pensato a Falcone e Borsellino come due supereroi da far apprezzare ai nostri ragazzi per i loro poteri eccezionali. Personaggi con i “costumi” della toga di magistrato e la forza delle ali della libertà. Supereroi dal cuore che batteva grazie alle loro idee e che continua a battere d’amore per la nostra terra di Sicilia».

A Villa delle Favare, infine, si sono esibiti i ragazzi dell’Orchestra della scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla.

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