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Rito del giuramento dei due nuovi assessori Cantarella e Giardina

Bonanno: «Siamo impegnati nello sviluppo della città, ulteriore slancio dai nuovi ingressi»

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Giuramento a Biancavilla, alla presenza del sindaco Bonanno e del segretario generale Bartolotta, dei due nuovi assessori, Enza Cantarella e Vincenzo Giardina. Il primo cittadino ha augurato loro buon lavoro e ha ringraziato i due assessori uscenti, Giorgia Pennisi e Salvatore Portale, per l’impegno profuso a favore della città.

«Siamo tutti impegnati a contribuire allo sviluppo della nostra città – ha detto Bonanno – e l’ingresso in giunta di due nuovi assessori offre a noi tutti uno slancio per fare ancora meglio».

Enza Cantarella, 33 anni, è laureata in Economia aziendale. È attiva nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. Tra i giovanissimi ha prestato attività di doposcuola. È appassionata di musica e lingue straniere. 

Vincenzo Giardina, 44 anni, si è formato politicamente dentro ‘Azione Giovani’, l’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, di cui è stato pure presidente. Eletto nella consiliatura 2003-2008 tra le file di An, ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio Comunale. Nell’attuale assemblea cittadina è stato eletto nella lista “Biancavilla mi piace”. Laureato in economia e commercio, consulente fiscale ed aziendale, ha seguito l’iter per lo sblocco e l’assegnazione (dopo decenni di attesa) della zona artigianale.

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Biancavilla va a destra, 5 Stelle primi, imbarazzante il Pd, boom di “SCateno”

Elezioni storiche con l’exploit di Fratelli d’Italia, per il centrosinistra è il peggior risultato dal 1948

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Giorgia Meloni nel 2013 a Biancavilla a sostegno di Antonio Bonanno

Il quadro uscito dalle urne a Biancavilla, per le Politiche 2022, ha tutti i connotati della svolta storica. Numeri inimmaginabili fino a qualche anno fa per una destra (la forza che affonda le radici in An e nell’Msi) che, nel nostro paese, è stata sempre relegata ai margini. E che ora risulta essere all’apice del consenso.

Sì, il risultato di Fratelli d’Italia è quello che più abbaglia. A Biancavilla, il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 24% sia alla Camera dei deputati (2343 voti) che al Senato (2251 voti). Una percentuale di consensi (mai registrata a Biancavilla da una forza di destra nella storia repubblicana) che fa balzare l’intera coalizione ad oltre 4000 preferenze. Coalizione che vede Forza Italia attorno al 9% (oltre 800 voti) e la Lega (oltre 700) appena sotto di un punto percentuale.

Dati imbarazzanti, invece, nella coalizione di Centrosinistra con un Partito democratico che si attesta al di sotto del 9%, cioè poco più di 800 consensi (mai registrati a Biancavilla da una forza di sinistra nella storia repubblicana). Il resto dello schieramento (+Europa, Verdi, Impegno Civico) raccoglie numeri da prefisso telefonico. Nel complesso, la coalizione guidata da Enrico Letta si ferma intorno all’11,50%, ovvero 1100 preferenze. Un tonfo politico umiliante che si ripete (le Amministrative 2018 sono ancora una ferita sanguinante) e, anzi, raggiunge livelli drammatici.

E poco sarebbe cambiato, sommando pure i voti di Azione-Italia Viva. A Biancavilla l’accoppiata Calenda-Renzi ha convinto il 5-6% dei votanti (592 alla Camera e 441 al Senato).

Ma dov’è finito, dunque, il popolo della sinistra a Biancavilla? A guardare i numeri, l’emorragia di votanti ha favorito il Movimento 5 Stelle, che con il 26,08% si colloca –per queste Politiche 2022– come la prima forza nel nostro paese. A segnare una X sul suo simbolo sono stati 2628 biancavillesi per Montecitorio e 2486 per Palazzo Madama. Numeri che –va notato da una prima analisi– ricalcano quelli dei percettori del reddito di cittadinanza a Biancavilla. Un consenso “politico” motivato, dunque, da chi vede la misura sociale (invenzione e vanto del movimento guidato da Giuseppe Conte) come l’unica àncora di salvataggio per il proprio sostentamento.

C’è poi la fetta del voto di protesta e di pancia, quello degli arrabbiati e degli urlatori trascinatori di piazza. Quello che un tempo era appannaggio dei “grillini” con il “Vaffa” come intercalare. Adesso la platea che si infiamma è quella di (S)Cateno De Luca, il principe del populismo in salsa siciliana. A Biancavilla, la lista “Sud chiama Nord” ha ottenuto il 9,59% (918 voti) alla Camera ed il 14% (cioè 1334 preferenze) al Senato. Numeri che fanno ombra ai più strutturati Pd, Forza Italia e Lega.

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