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Salvo e Yohara: sono loro i campioni italiani di ballo latino-americano

Una coppia talentusoa di Biancavilla, orgoglio della scuola “New Dance” di Santa Maria di Licodia

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Salvo Lanza e Yohara Bisicchia di Biancavilla, un binomio talentuoso del ballo latino-americano. Ancora una volta la coppia, appena 11 anni, conquista un riconoscimento nazionale, salendo sul podio. Per Salvo e Yohara un meritatissimo primo posto, per la loro categoria, ai Campionati italiani della Federazione Italiana Danza Sportiva 2022, che si sono svolti a Massa Carrara.

Una prova difficile, che ha radunato i “migliori”, provenienti da tutti Italia. Ma Salvo e Yohara l’hanno superata tra gli applausi.

Già lo scorso anno si erano qualificati “vice campioni” con un secondo posto. Ed ora, il balzo ulteriore, che consente loro di guardare ad una prospettiva promettente in questa affascinante disciplina.

Un risultato possibile, grazie alla preparazione della loro scuola di danza, la “New Dance” di Santa Maria di Licodia e della loro insegnante, Lucrezia Coco.

Dalla scuola della maestra Coco anche altre due coppie biancavillesi si sono distinte con ottimi posizionamenti. Si tratta di Joele Bisicchia con Eliana Bonaccorsi e Daniel Lanzafame con Ambra Bonaccorsi.

Sono ragazzi e ragazze promettenti che con passione (e anche con non pochi sacrifici) seguono il proprio talento, sempre affiancati dalle loro rispettive famiglie. Tutti ad inseguire il loro sogno con ritmi latino-americani.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura

L’omaggio di Salvo Ardizzone alla memoria del maestro Franco Zeffirelli

L’artista biancavillese racconta il suo incontro, quand’era ancora studente, con il grande regista italiano

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Nello scenografico complesso di San Firenze, sede della Fondazione Franco Zeffirelli, consegnata l’opera dell’artista siciliano Salvo Ardizzone, originario di Biancavilla, dedicata al maestro del cinema italiano: “I Zeffiretti FZ 2023” acrilico 80×80.

Il dipinto rappresenta un giovane Zeffirelli del periodo del Gesù di Nazaret, circondato dagli “zeffiretti” dell’idomeneo di Mozart tanto amati dalla mamma Alaide. E poi tanto “viola” e tanti “gigli”, che rappresentano la sua amata Fiorentina.

«Ho incontrato il Maestro – ricorda l’artista biancavillese – nella primavera del 1993, lui stava girando il film “Storia di una Capinera” a Catania, io frequentavo l’Accademia di Belle Arti e stavo realizzando la mia tesi “Gesù nel cinema: secondo Pasolini, Zeffirelli e Jewison”, tre modi di vedere la figura di Gesù. È chiaro che di Zeffirelli mi sono soffermato sul “Gesù di Nazaret”, che considero il kolossal non solo della mia adolescenza ma anche di tutti i tempi».

«Tramite le suore benedettine, visto che una mia compagna di classe lo era, mi procurai – prosegue Ardizzone – un appuntamento con il Maestro all’interno del set. Nonostante siano passati esattamente 30 anni, lo ricordo come se fosse oggi. Lui saliva la “scalinata Alessi”, dove c’era anche il suo hotel di appoggio, considerando che lui aveva anche un caravan. Finita la salita si avvicinò a me, nonostante ci fosse un gruppetto di persone e mi disse: “Sei tu il ragazzo della tesi?”. Io in maniera emozionata gli risposi “sì”. Mi prese la mano e la bacio, dicendo “Grazie”. Ho ancora impresso questo momento nei miei pensieri e lo porterò con me».

Se il Gesù di Nazaret e Fratello sole, sorella luna mi hanno emozionato per le verità evangeliche e storiche, Storia di una Capinera e Romeo e Giulietta, mi legano di più alle emozioni amorose, che tutti noi abbiamo dentro il nostro cuore. La stessa cosa si può dire di Amore senza fine. Per parafrasare Callas forever, posso dire Zeffirelli forever».

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