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“Sport e legalità”, alle finali di atletica brillano gli alunni della “Luigi Sturzo”

Primo posto nella staffetta mista 2×200 Mt conquistato da Marianna Barbara e Alì Douma

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Si sono concluse al Cus di Catania, le finali di Atletica leggera (corsa veloce, staffetta e lancio del vortex) inerenti al progetto “Sport e Legalità”. Un progetto ideato dal prof. Ignazio Russo con il coordinamento di Roberta Raffaele e la massima presenza delle Forze Armate e Forze dell’Ordine. A competere 12 scuole della provincia di Catania, che hanno aderito alla dodicesima edizione del progetto.

Ne è uscita vittoriosa la scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla, guadagnandosi il primo posto nella staffetta mista 2×200 Mt. Qui si sono distinti gli alunni Marianna Barbara e Alì Douma.

Nei 60 mt piani femminili, a guadagnarsi il terzo e quinto posto sono state rispettivamente le alunne Marianna Barbara e Giorgia Ricceri. Il settimo e nono posto negli 80 Mt piani maschili sono andati rispettivamente agli alunni Alì Douma e Cristian Biondi. Al secondo posto nel lancio del vortex paralimpico troviamo l’alunna Eleonora Carlino.

Il dirigente scolastico, Concetta Drago, esprime la propria soddisfazione per gli obiettivi raggiunti, congratulandosi con il Dipartimento di Educazione Fisica e i proff. Laura Dovì, Maria Sapienza, Orazio Bonanno, Rosa Giuffrida e Anna Maria Schilirò.

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Cultura

Aula docenti “Gerardo Sangiorgio”, la “Sturzo” salda il suo debito morale

Intitolazione all’intellettuale sopravvissuto ai lager che insegnò in questa scuola per 10 anni

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La scuola media “Luigi Sturzo” di Biancavilla ha intitolato l’aula insegnanti a Gerardo Sangiorgio. La formale cerimonia avverrà in occasione della “Giornata della memoria”, giovedì prossimo. La scuola biancavillese rende omaggio così ad uno dei suoi docenti, che da giovane visse l’esperienza dei lager nazisti, da cui ne uscì segnato nel profondo dell’animo.

Un’esperienza –scaturita dal suo rifiuto ad aderire alla Repubblica di Salò, all’indomani dell’8 Settembre– presente nella sua attività di insegnante e di letterato. Un fine intellettuale, profondamente cattolico, Gerardo Sangiorgio, scomparso nel 1993 dopo avere dedicato la vita alla promozione dei valori di libertà e fratellanza.

Proprio alla “Sturzo”, dove aveva insegnato per dieci anni (dal 1960 al 1970), Sangiorgio si distinse per la lettura ai suoi alunni della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” approvata nel 1945 dall’assemblea delle Nazioni Unite e della “Dichiarazione di Philadelphia” del 1774.

La decisione della “Sturzo” colma il debito morale che la scuola aveva nei confronti della memoria di un illustre biancavillese e un eccellente insegnante. La sua figura, negli anni, è stata ricordata in diversi momenti, non soltanto a Biancavilla ma anche in altre città della provincia di Catania e persino fuori Sicilia. Nessuna iniziativa, invece, da parte della “Sturzo”.

Il ruolo di Biancavilla Oggi e Nero su Bianco

Biancavilla Oggi ha dedicato innumerevoli articoli, spesso su aspetti inediti della vita e delle opere di Gerardo Sangiorgio. Qualche anno fa, la nostra casa editrice, Nero su Bianco, che su Sangiorgio ha pubblicato due volumi, aveva proposto alla “Sturzo” la loro adozione in un percorso didattico multidisciplinare di storia, letteratura ed educazione civica.

Internato n. 102883/IIA” e “Una vita ancora più bella”, curati da Salvatore Borzì con le prefazioni di Francesco Benigno e Niccolò Mineo, contengono testimonianze e documenti inediti, oltre ai generosi contributi di Liliana Segre, Erri De Luca, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri autorevoli intellettuali italiani.

Avevamo avanzato, nel 2020, anche l’opportunità di commemorare Sangiorgio, dedicando un luogo all’interno della “sua” scuola. Purtroppo, nessuna risposta. Richieste reiterate in occasione del cambio della dirigenza scolastica, affidata da quest’anno alla prof. Concetta Drago. La sensibilità di quest’ultima è stata immediata e convinta. Adesso, la formalizzazione di intitolare a Gerardo Sangiorgio l’aula docenti. Una targa riporterà il suo nome, a testimonianza dell’eredità umana, morale e culturale che ci ha lasciato.

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